Orson Welles – La personale a Milano

Dal 7 gennaio al 3 febbraio 2019 al Cinema Spazio Oberdan undici lungometraggi di uno dei massimi geni della storia del cinema

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Orson Welles delivers a radio broadcast from a New York studio in 1938. (AP Photo)

Il suo stile barocco e visionario ha influenzato l’evolversi della settima arte già con il suo primo mitico film Quarto potere

È il 30 ottobre 1938, una serata come tante altre per il pubblico americano che segue le trasmissioni radiofoniche. Improvvisamente succede qualche cosa: va in onda un programmo intitolato Guerra dei mondi scritto, prodotto e diretto da un giovane attore e regista di nome Orson Welles. Presto attraverso l’apparecchio radiofonico il pubblico americano viene a conoscenza di un fatto sconvolgente, lo sbarco avvenuto presso una fattoria del New Jersey di alcuni marziani usciti da un oggetto volante. Tutto è raccontato con una tale forza di autenticità che inevitabilmente il panico si diffonde per l’America. Le strade intorno a New York si intasano di gente in fuga dai pericolosi marziani. Polizia ed esercito sono mobilitati prima che gli autori della trasmissione svelino l’inganno cercando di tranquillizzare gli ascoltatori della finzione di un innocuo programma radiofonico. Nasce così il mito di Orson Welles, il genio di Hollywood, uno dei più grandi artisti, attore, scrittore, regista di cinema, teatro e radio dal talento straordinario.  Poco dopo nel 1940 a soli venticinque anni Welles entra nella storia del cinema con un solo film Quarto potere (martedì 8 gennaio ore 21,15; domenica 27 ore 14,45), un’opera audace e rivoluzionaria sia nel montaggio che nella tecnica, ma soprattutto molto coraggiosa perché osa sfidare un potente esponente del capitalismo statunitense, William Randolph Hearst, padrone d giornali e stazioni radiofoniche. Il giovane Welles, incoraggiato dal boss della RKO George Schaefer, dopo i successi ottenuti in radio e teatro a New York, aveva raggiunto Hollywood per realizzare questo capolavoro ancora oggi il più studiato nelle università di tutto il mondo. Poi la carriera di questo audace ed originale autore subisce una battuta d’ arresto a causa della furibonda reazione negativa del milionario Hearst, che mobilita tutta la sua stampa e le sue potenti conoscenze politiche per impedire l’uscita della pellicola nelle sale statunitensi. Solo nel 1942 il regista torna dietro la macchina da presa per il suo secondo film, L’ orgoglio degli Amberson (lunedì 7 ore 19 e martedì 22 gennaio ore 19), in parte misconosciuto da Welles a causa dei tagli imposti dalla produzione per adattarlo ai tempi di guerra, ma che resta un esempio della grande forza narrativa del suo autore. Nel 1946 tocca a Lo straniero (lunedì 14 gennaio ore 17,45 e domenica 3 febbraio ore 15), storia di un ex nazista, il professore Toukin, rifattosi una vita negli Stati Uniti, ma indagato da un ispettore di polizia. Il film, un thriller di buona fattura, non è molto apprezzato dalla critica per il suo spessore superficiale.  Nel 1948 è la volta di La signora di Shangai (sabato 12 ore 17 e giovedì 31 gennaio ore 19), interpretato da Rita Hayworth ancora sua moglie, ma per poco, nel ruolo di una classica dark lady che coinvolge un marinaio in una pericolosa disavventura. La pellicola è nota anche per alcune sequenze memorabili come le sparatorie nel labirinto di specchi, in un acquario e in un teatro cinese. Nello stesso anno Welles gira Macbeth (giovedì 10 gennaio ore 19), primo dei tre adattamenti cinematografici tratti da Shakespeare girato in condizioni economiche precarie, ma riscattato dalla magistrale inventiva stilistica del regista che nel 1949 è a Vienna sul set di Il terzo uomo (sabato 26 gennaio ore 15), opera nata dal sodalizio artistico del regista inglese Carol Reed e dello scrittore Graham Greene ambientata tra le macerie della capitale austriaca divisa tra le truppe d’ occupazione alleate e quelle sovietiche. Sullo sfondo il mondo della malavita dedita prevalentemente al contrabbando della penicillina, farmaco all’ epoca molto raro e prezioso. Luci e ombre, frutto della straordinaria fotografia di Robert Kraster e la musica immortale della cetra di Anton Karas, fanno della pellicola uno dei classici della storia del cinema.  Nel ’52 è la volta di Otello (venerdì 11 ore 21,15 e mercoledì 23 gennaio ore 17), girato tra Cipro e il Marocco; film modernissimo e di grande ed originale suggestione e di superba tecnica cinematografica. Nel 1955 con Rapporto confidenziale (domenica 13 gennaio ore 21,15) Welles firma ancora un’opera prodotta con pochi soldi; la vicenda di un piccolo avventuriero contattato da un ricco uomo d’ affari per ricostruire il suo passato, ma in realtà per eliminare i testimoni della sua precedente vita criminale. Nel ’58 esce nelle sale il cupo L’ infernale Quinlan (sabato 19 gennaio ore 15) ambientato in una piccola città di frontiera fra Messico e USA, dove avviene lo scontro senza esclusione di colpi fra due poliziotti con un’opposta visione della legge: integerrimo e avviato a una brillante carriera il giovane, corrotto e disilluso il vecchio, che pagherà con la vita i suoi misfatti. Il 21 settembre 1962 a Parigi si tiene l’anteprima di Il processo (martedì 8 gennaio ore 16,45 e sabato 2 febbraio ore 21,15), film tratto da Kafka, ma il cui il testo originale viene profondamente modificato facendo scatenare forti polemiche. Come sempre Orson dirige una pellicola carica di un’atmosfera angosciante, con scenografie spettrali ricavate in gran parte nella Gare dì Orsay di Parigi utilizzando, l’uso del grandangolo e una fotografia in bianco e nero da brivido. Nel 1966 è ancora  Shakespeare a interessare Welles con il suo Falstaff (venerdì 25 gennaio ore 21,15), vincitore del Gran Premio nel ventesimo anniversario del Festival di Cannes.  Nel 2018 Mark Cousins dirige il documentario Lo sguardo di Orson Welles (mercoledì 9 ore 19 e martedì 15 ore 16,15) dedicato alla carriera, alla vita, alle passioni e la politica del grande genio del cinema rivisto attraverso i disegni, gli appunti ritrovati in una scatola.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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