Omaggio a Jafar Panahi

Dal 9 gennaio al 3 febbraio 2019 al Cinema Spazio Oberdan Milano sette lungometraggi del regista iraniano appena tornato sugli schermi con il suo bellissimo Tre volti

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Foto film Tre volti

Autore di grande intelligenza e coraggio condannato nel 2010 a sei anni di carcere e alla proibizione di dirigere, scrivere, rilasciare interviste alla stampa estera e di espatriare

 

Lo stile asciutto ed essenziale, il ritmo cinematografico dolente e malinconico sono le caratteristiche di Jafar Panahi, maestro del cinema iraniano contemporaneo. Nato a Mianeh l’11 luglio 1960 già giovanissimo si mette in mostra per il suo talento espressivo unendosi poi ai cineasti appartenenti al New Wave iraniano. Gira diversi cortometraggi e lavora come assistente di Abbas Kiarostami, regista apprezzato a livello internazionale e sviluppa un cinema che sa raccontare il suo mondo e i suoi drammi mostrando come nel suo paese così ricco di pianure sterminate e friabili si nasconda una povertà ben più grave di quella fisica: quella intellettuale. Nel 1995 firma Il palloncino bianco (il 12 ore 15 e il 29 gennaio ore 17), storia della piccola Razieh, una vivace bambina di sette anni che al mercato con la madre vede un pesce rosso in vendita. A casa Razieh ottenuti i soldi, torna indietro per esaudire il suo desiderio, ma purtroppo durante il tragitto il denaro le cade dentro una grata.  Molti passanti cercano di aiutarla a recuperarlo, ma alla fine sarà un umile venditore di palloncini afghano a trovare il modo di ridare alla piccola la somma. La pellicola ottiene la Camera d’ oro come migliore opera prima al Festival di Cannes nel 1995. Nel ’97 tocca a Lo specchio (il 10 gennaio ore 17), protagonista una bambina di nome Mina, che si incammina verso Teheran alla ricerca della sua casa. Durante le riprese però la piccola attrice abbandona il set mettendo in difficoltà tutta la troupe. Panahi allora decide di seguirla filmandola per le strade della capitale iraniana e trasformando la fiction in un documentario. Nel 2000 è la volta di Il cerchio (il 19 gennaio ore 17), la vicenda di tre donne che si incrociano per le strade di Teheran dai destini molto simili. Dopo varie peripezie si ritroveranno tutte insieme al commissariato di polizia. Per Panahi arrivano per questo film altri prestigiosi premi, il Leone d’ oro e il premio Fipresci alla Mostra del Cinema di Venezia. Segue Oro rosso (il 22 gennaio ore 17 e il 2 febbraio ore 19) del 2003, la vicenda di Hussein, un uomo reduce di guerra con gravi problemi psichici, che deluso per la sua situazione economica, rapina una gioielleria uccidendo il titolare e preparandosi  a porre fine alla sua tribolata esistenza. Tre anni più tardi il regista firma Offside (il 21 gennaio ore 17 e il 1 febbraio ore 19), una ragazza che tenta di raggiungere lo stadio per le qualificazioni alla Coppa del Mondo di calcio camuffandosi da uomo in quanto la legge iraniana proibisce alle donne di assistere alle partite. Riconosciuta e fermata dai militari di guardia insieme ad altre compagne che hanno tentato lo stesso trucco, la giovane, in seguito alla vittoria della nazionale, potrà festeggiare con le altre ragazze il grande risultato raggiunto. Del 2015 è Taxi Teheran (il 16 gennaio ore 21, 15 e il 3 febbraio ore 16,45), storia di un taxi guidato dallo stesso Panahi che si aggira per le vivaci e colorate della capitale caricando diversi passeggeri. Un viaggio in grado di catturare lo spirito della società iraniana a tratti divertente e a tratti drammatico. Nel 2018 grande successo lo ottiene Tre volti (il 9 ore 21,15; l’ 11 ore 19; il 13 ore 17 e il 17 gennaio ore 19), protagonista una famosa attrice che sta girando un film. Durante le riprese decide di aiutare una ragazza in fuga dalla sua famiglia conservatrice. Premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes 2018, la pellicola dimostra ancora una volta che Jafar Panahi non è solo un regista cinematografico, ma rappresenta il cinema iraniano  d’oggi.

 

 

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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