Benvenuti a Marwen

Un mondo di bambole in guerra per fare la guerra in un mondo di mostri

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Benvenuti a Marwen
di Robert Zemeckis
con Steve Carell, Leslie Mann, Diane Kruger, Merritt Wever, Janelle Monáe, Eiza González.
Voto: inquietante

Così come appare sono le raggelanti avventure di un pilota della seconda guerra mondiale, Hogie, contro un manipolo di nazisti caricaturali. Raggelanti perché Hogie guida aerei e jeep che sembrano giocattoli, porta il bomber e scarpe con tacco a spillo, ha la mimica liscia di un bambolotto, rivelerà snodi alle spalle come i pupazzi G.I.Joe o Ken e le sue soldatesse sembrano delle Barbie in mano alla coppia Tarantino/Rodriguez. Hogie è un giocattolo, e le sue avventure sono fotografie di pupazzi e giocattoli in ambienti meticolosi scattate da Mark Hogancamp, artista uscito sotto shock da un lungo coma dopo essere stato massacrato da un gruppo di naziteppisti perché amava travestirsi. Fare queste fotografie è la sua cura per trovare la forza di finire la sua guerra, in tribunale, a testimoniare contro i suoi massacratori. La storia è vera. In sostanza Zemeckis ha drammatizzato quanto già rivelato in Marwencol, il documentario di Jeff Malmberg sulla terribile avventura e l’arte di Hogancamp. Secondo alcuni avrebbe normalizzato con una specie di amore etero una storia gay, ma forse il film andrebbe rianalizzato alla luce degli ultimi titoli di Zemeckis: quelli in cui l’elettronica gli ha permesso di usare gli attori come pupazzi (Polar Express, La leggenda di Beowulf, A Christmas Carol) e quelli in cui la vicenda sembra uno sfondo per giocattoli (Il pilota di Flight, L’acrobata di The Walk e soprattutto le stranissime spie di Allied). Zemeckis forse vive già a Marwen.

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