Dalle colonne de La Stampa, Ermal Meta ha detto la sua in merito ad una vicenda attualissima che sta interessando molti cantanti italiani (qui l’articolo completo). A seguito delle dichiarazioni di Claudio Baglioni durante la conferenza stampa di presentazione del 69° Festival di Sanremo circa la vicenda dei 49 migranti rimpallati da diversi stati europei per giorni, e della conseguente replica del Ministro dell’interno, sono stati molti gli esponenti del mondo della musica che si sono schierati con il direttore artistico.
«Claudio Baglioni è un uomo di buon senso, sui migranti ha detto solo cose giuste e condivisibili. – ha esordito Meta – Il suo festival O’Scià a Lampedusa era un modo per fare da ponte fra i popoli del Mediterraneo, che abitano a poche miglia marine dai nostri approdi e dei quali in fondo conosciamo così poco. Attaccarlo, o strumentalizzarlo, è un errore madornale. È un’assurdità».
L’editoriale, prosegue su questo tema senza mezzi termini: «La politica sfrutta il tema migranti e lo trasforma in un’arma di distrazione di massa. E noi cantanti cosa dovremmo fare? Stare zitti? Quando si avvicinano le elezioni, le richieste di partecipazione sono numerose e continue. Ci chiedono di partecipare, esprimere il nostro pensiero politico. Gli serve».
Nei giorni in cui il Ministro dell’interno è finito al centro della polemica per aver condiviso un verso di una canzone di De André in occasione dell’anniversario della sua scomparsa (evidentemente senza riuscire a coglierne il senso profondo, ndr), il cantautore di origini albanesi non le manda a dire e rincara la dose, chiedendosi perché in quest’occasione ha bacchettato Baglioni per un’opinione diversa dalla sua.
«Ciò di cui tutti, politici e cittadini, dovremmo avere paura – ha continuato – non sono i migranti, gente che viene nel nostro Paese per farsi una vita o scappare da una guerra».
La posizione di Ermal è evidente: il nostro Paese ha dei problemi ben più gravi da affrontare in questo momento, piuttosto che 49 disperati che sono stati ignorati per giorni e lasciati in mezzo al mare con i politici che si rimpallavano la responsabilità di chi dovesse accoglierli. Era ovvio che da un cantante come lui non ci si potesse aspettare un’opinione differente: a prescindere dalla sua storia personale, negli ultimi tempi Ermal Meta si è sempre schierato contro ogni forma di discriminazione, e sottolineando sempre che, a suo modo di vedere, gli uomini sono viaggiatori da sempre, è che sono solo i confini a renderli “migranti”.
«Hanno paura del fumo e non del fuoco. Lunga vita a Claudio Baglioni» ha concluso, sottolineando ancora una volta quale fosse la sua posizione sulla vicenda.







































