In ricordo di Ennio Fantastichini

Domenica 13 gennaio 2019 al cinema Trevi, la sala della Cineteca Nazionale di Roma, una giornata dedicata al grande attore scomparso nel dicembre scorso

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Foto film Mine Vaganti

Il volto duro e a tratti crudele e la recitazione sanguigna e inquietante sono le caratteristiche di Ennio Fantastichini, un attore di grande forza espressiva, che per molti critici non è stato sufficientemente utilizzato dal cinema italiano. Secondo figlio di un maresciallo dei carabinieri, nasce a Gallese (Viterbo) il 20 febbraio 1955, figlio di un carabiniere e presto si trasferisce a Roma per entrare all’ Accademia nazionale d’ arte drammatica. Dopo una solida gavetta teatrale, nel 1982 fa il suo esordio sul grande schermo nel film Fuori dal giorno di Paolo Bologna, ma è soprattutto il ruolo di Enrico Fermi in I ragazzi di via Panisperna del 1988 per la regia di Gianni Amelio, che lo segnala come un nuovo interprete del nostro cinema. Ancora con Amelio è, al fianco del mostro sacro Gian Maria Volontè, in Porte aperte nel 1990 (ore 17). Racconta Fantastichini che il primo giorno sul set era molto agitato per l’incontro con il suo mito Volontè.  Però con suo grande dispiacere per tutta la lavorazione Ennio non riesce quasi a rivolgere la parola a Gian Maria che lo sfugge regolarmente. Molto avvilito e deluso al termine della pellicola riceve invece a sorpresa una telefonata di Volontè che lo invita a casa sua per una cena a base di pesce. Felice Ennio si reca nell’ appartamento di Gian Maria Appena che lo accoglie con queste parole: “Scusa se sono stati sfuggente durante le riprese, ma poiché avevamo due ruoli contrapposti, io, il giudice del processo e tu l’imputato, ho preferito evitare di fare amicizia per rendere più autentici i nostri ruoli”. Una vera lezione per Fantastichini da lui ricordata spesso nelle sue interviste.  Segue poi nel 1996 Ferie d’ agosto (ore 19) di Paolo Virzì nei panni di un romano prepotente e reazionario; un ruolo che gli fa guadagnare una nomina al David di Donatello di quell’ anno. Poi sono tanti sono i registi che lo vogliono, Ferzan Ozpetek in Saturno contro del 2007 e tre anni dopo per Mine vaganti (ore 21), con cui questa volta vince il David di Donatello come miglior attore non protagonista. Anche la televisione lo cerca per numerose fiction, La piovra 7- Indagine sulla morte del commissario cattani, 1997, Sacco e Vanzetti, 2005 nel quale interpreta l’anarchico Bartolomeo Vanzetti, che già l’amico e maestro Volontè aveva ricoperto nel 1971 nel film di Giuliano Montaldo e ancora La freccia nera, 2006, nel personaggio di un nobile medioevale. La sua prestigiosa carriera si chiude a soli 63 anni la sera del 1° dicembre 2018 in un ospedale di Napoli a causa di un emorragia celebrale esplosa in seguito ad una grave malattia. Uomo tormentato nella vita privata, dai contrasti con l’unico figlio a varie storie sentimentali finite prematuramente, Ennio Fantastichini continua ad apparirci spesso sul piccolo schermo nei film da lui interpretati. Il suo viso severo, ma anche improvvisamente allegro e simpatico, ci mancherà.

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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