Marcella Bella e i 50 anni di carriera: la felicità è l’attesa delle piccole cose

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Marcella Bella

Marcella Bella, icona della musica italiana, festeggia quest’anno cinquant’anni di carriera, tornando sulle scene con una rivisitazione del suo celebre brano, Nell’aria, in versione pop latin, dal titolo Aria latina, prodotto da Jacopo Tonelli.

Aria latina è la rivisitazione del celebre Nell’aria.
Sì, è una versione nata per i mercati sudamericani e ovviamente anche per i giovani italiani, che non conoscono abbastanza questo pezzo: ho voluto quindi lanciarlo anche in Italia.

Dopo la pubblicazione del brano è ripartita anche con un tour proprio dalla sua città, Catania.
Erano anni che non facevo un tour, è stato bello ritrovare il mio pubblico e sentire intatto l’affetto della gente: voglio quindi continuare a fare concerti. Quest’anno poi festeggio anche cinquant’anni di carriera, e tornerò nei teatri, questa volta (dopo aver già fatto tappa al sud, lo scorso anno) da Roma in su.

Per lei hanno scritto i più grandi autori: Mogol, Bigazzi, e ovviamente suo fratello, Gianni Bella.
E sono molto orgogliosa di questo. Bigazzi l’ho conosciuto che ero ragazzina, è lui che ha scritto Montagne verdi, e per una quindicina d’anni ha scritto sempre per me. Poi Gianni ha cominciato a collaborare con Mogol, era quindi inevitabile che scrivesse anche lui per me, e abbiamo fatto un disco intero, che era Nell’aria.

Forse in pochi sanno che lei è stata scoperta da Mike Buongiorno…
Sì, è stato proprio Mike il primo a farmi fare i provini discografici. Mi fece salire a Milano, con mia mamma, ero una ragazzina.

Ancora prima di Mike, però, il suo primo talent scout fu suo papà.
Sì, il mio primissimo fan è stato mio padre, mi portava in giro a fare i concorsi in provincia, le gare per “voci nuove”.

Montagne verdi è stato il suo primo grande successo: lo ha presentato sul palco di Sanremo… Cosa pensa del prossimo Sanremo, incluse le novità introdotte da Baglioni.
Quando partecipai a Sanremo, nel 1972, la gara si svolgeva in maniera molto simile alla formula attuale. Facevo parte di un piccolo gruppo di “voci nuove”, tra cui c’era anche Alice, eravamo in cinque, e io sono stata l’unica ad arrivare in finale, l’unica cantante sconosciuta a concorrere tra i big. Quindi lo vedo un ritorno al passato, con i giovani messi in gran risalto, a concorrere insieme ai big.

Lei aveva presentato un pezzo per questo Sanremo?
Sì. Ho pregato mio fratello Gianni, che dopo la malattia non ha più scritto, e insieme all’altro mio fratello si è registrata la musica che Gianni aveva in testa, la canzone che Gianni mi ha voluto regalare, non solo per provare a partecipare a Sanremo, ma anche e soprattutto per l’anniversario della mia carriera.

L’abbiamo vista di recente anche su Rai Uno, in qualità di coach di Ora o mai più.
È stata un’esperienza divertente. Noi coach eravamo molto affiatati, c’era una bella atmosfera.

Proprio in relazione a questa esperienza, che consiglio darebbe a chi prova oggi a fare musica?
Il consiglio che mi sento di dare è di non arrivare impreparati, bisogna fare gavetta. Oggi i ragazzi non sono preparati a quello che può succedere. Se fanno successo non sono capaci di gestirlo, non sono pronti, perché dal niente arrivano al grande successo, subito. Successo che poi li offusca completamente. Poi dopo questo “successo” immediato, dopo aver vinto un talent, magari non succede niente, e possono non gestire bene neanche questa fase, arrivando a perdere il senso della realtà, perché incapaci di affrontare le delusioni. Non avendo esperienza, non sanno nemmeno cosa significa sacrificarsi, non conoscono il vero contatto con la gente, quello che nasce facendo serate anche davanti a poche persone. È così che si “costruisce” una carriera, non dal nulla.

Lei crede di essere una persona felice?
Come tutti credo di avere dei momenti di felicità. La felicità bisogna anche saperla riconoscere.

E cos’è la felicità?
La felicità può essere anche l’attimo del sole che tramonta, un bicchiere di vino da bere guardando un paesaggio stupendo, una frase bella di un figlio o della persona che si ama. Spesso la felicità non è altro che l’attesa delle piccole cose.

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