Semplicemente Godard…

Dal 17 gennaio al 2 febbraio 2019 al MIC- Museo Interattivo Cinema Milano una rassegna di tredici capolavori degli anni Sessanta firmati dal cineasta che ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico dandogli un forte valore innovativo

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Foto film Une femme est une femme

Oltre a Vivre sa vie, À bout de souffle e Le Mépris anche il suo ultimo lavoro Le livre d’ image presentato in collaborazione con il Milano Film Festival

Detestato, amato, odiato, discusso Jean- Luc Godard è riconosciuto come uno dei più grandi autori del cinema degli anni Sessanta e Settanta. Fino dai tempi di À bout de souffle (mercoledì 23 gennaio ore 17), quando costringeva Belmondo a guardare dritto dentro la macchina da presa contro tutte le regole del cinema tradizionale, Godard ha dimostrato di essere un anticonformista ed uno sperimentatore come pochi. Egli ha saputo inventare, imitato da altri, anticipando tendenze, linguaggio, mode. “Non mi piace proprio dover raccontare una storia- confessa l’autore- preferisco uno specie di arazzo, uno sfondo sul quale poter intessere le mie idee”. È infatti soprattutto l’aspetto stilistico di À bout de souffle, 1960, ritratto di un disordine generazione votato alla sconfitta, che colpisce più di ogni altra cosa. Quel montaggio nevrotico con brusche rotture (una vera sfida alla sintassi cinematografica), l’uso di una macchina da presa molto mobile e le inquadrature anticonvenzionali, fanno del film la rappresentazione del nuovo cinema francese. Nello stesso anno gira Le petit soldat (venerdì 1 febbraio ore 15) ambientato durante la guerra d’ Algeria, storia del giornalista Bruno, appartenente a un’organizzazione terroristica di estrema destra, che giunge a Ginevra dalla Francia con il compito di uccidere un giornalista rivale. Con Vivre sa vie, 1962 (venerdì 1 febbraio ore 17) affronta, invece, con lucidità uno studio sociologico sulla prostituzione nella società capitalista, mentre nel 1963 con Le Mépris (giovedì 17 gennaio ore 17), tratto dal romanzo di Moravia (film arrivato in Italia fortemente rimaneggiato dalla produzione), Godard fa un discorso sul cinema inteso come documentario. Nel ’64 è la volta di Bande à parte (sabato 2 febbraio ore 15), una sorta di manifesto della gioventù francese degli anni Sessanta e nel 1965 con Il bandito delle 11 (giovedì 31 gennaio ore 17) interpretato da Jean- Paul Belmondo, maschera con una trama poliziesca ancora il ritratto di una generazione di giovani in preda allo smarrimento. Del 1966 è Masculin féminine (sabato 26 gennaio ore 17), opera con la quale il grande cineasta sembra orientarsi verso una posizione critica di impostazione marxista nei confronti del mondo borghese. Atteggiamento politico presente anche in Deux ou trois choses que je sais d’ elle (sabato 19 gennaio ore 17), saggio sociologico sull’ alienazione della vita urbana e in La Chinoise (venerdì 25 gennaio ore 17,15), 1967, un gruppo di studenti maoisti, che fondano una cellula marxista. La pellicola coincide con la sua militanza politica nei movimenti extraparlamentari.  Spaventato dalla società dei consumi Godard tre anni prima aveva realizzato anche un inquietante film di fantascienza, Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (sabato 2 febbraio ore 17), in cui si immagina un futuro apocalittico programmato da un computer. Nel 1968 esce sugli schermi Une femme mariée (martedì 29 gennaio ore 17), altra interessante analisi sociologica sull’ alienazione, questa volta della donna nella società moderna. La sua ultima fatica cinematografica è Le Livre d’ image (giovedì 17 ore 20,30; mercoledì 23 ore 20,30; sabato 26 ore 20,30 e giovedì 31 gennaio ore 17), pellicola sperimentale che decostruisce il concetto di cinema tradizionale per realizzare qualche cosa di artisticamente moderno.

 

 

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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