Questa sera su Rai Storia un documentario inedito su Fabrizio De André

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Fabrizio De André

Questa sera alle 21,10 su Rai Storia (canale 54) va in onda un programma molto interessante intitolato Fabrizio De André. Luoghi, parole, persone. Quella di De André è un’eredità artistica impressa nella memoria di più generazioni, attraverso canzoni che continuano a rappresentare un punto di riferimento per tutti coloro che si accostano al cantautorato italiano.
Parlare di lui vuol dire parlare di poesia in forma di musica, ma anche dei luoghi a lui cari, che ne hanno formato la personalità e la poetica: Genova e la Sardegna. Sono queste le chiavi di lettura del documentario Fabrizio De André. Luoghi, parole, persone di Fabrizio Marini, in prima visione tv per il ciclo “Italiani”.
Figlio di un’agiata famiglia, Fabrizio ha scelto di seguire le inclinazioni personali: la poesia, l’anarchia e la musica. Ha scelto di dare voce a chi la voce non l’ha mai avuta, gli ultimi della terra, gli emarginati, i dannati. Con coerenza ha perseguito la sua linea, fino alla fine della carriera, passando dal popolo sardo dei pastori e dagli indiani d’America.
Dori Ghezzi, compagna e complice nelle scelte artistiche e di vita, racconta quanto la vita con Fabrizio sia stata un percorso predestinato, da quando si sono incontrati alla fine degli anni ’60 in quella Genova perfettamente ritratta dall’obiettivo fotografico di Lisetta Carmi.
Insieme, Dori e Fabrizio, hanno attraversato uno dei momenti più drammatici che si possano immaginare, il rapimento da parte della anonima sequestri sarda nel 1979, evento sconvolgente che ne ha fortificato il rapporto e ha dato ulteriore linfa creativa alla produzione musicale di Fabrizio.
Oltre alla testimonianza di Dori Ghezzi, parlano del cantautore il suo agente letterario e amico genovese Stefano Tettamanti, il poeta Umberto Fiori, l’amico e fratello gallurese Filippo Mariotti e lo studioso Romano Giuffrida.
Sono invece le canzoni di Cristiano De André, attualmente in tour con la rivisitazione delle canzoni di Storia di un impiegato, a proiettarci nel mondo del padre, un mondo capace di attraversare il tempo e di riproporsi sempre con rinnovata forza.

Fabrizio De André
© Foto: Riccardo Medana
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3 COMMENTI

  1. Credo che il figlio di de Andrè debba abbandonare per sempre il progetto di cantare le canzoni del padre. Cosi facendo onorera ‘ sul serio la memoria di un grande poeta musicale , oggi è impossibilitato a difendersi dagli attacchi devastati di chi crede di interpretarlo.

  2. E’ inevitabile che rifacendo le canzoni del padre non spiccherà mai il SUO volo. La scintilla del genio e dell’originalità, purtroppo, non si tramanda per via genetica. Ma forse è meglio così

  3. Io credo che Cristiano sia uno dei pochi legittimato a tramandare le parole, la musica e il pensiero del padre. Ascoltarlo è emozionante. Suo padre da molto lontano credo ne sia felice, emozionato e commosso.

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