È il 1963, quando Robert Redford non ancora star internazionale, dopo aver interpretato a Broadway la commedia di Neil Simon A piedi nudi nel parco, si ritira come di consueto tra le sue montagne dello Utah. “Un giorno ero in moto- racconta- e mi venne l’ idea di prendere una scorciatoia. Scoprii così un posto meraviglioso nella valle di Provo e vi comprai due acri”. In questa immensa proprietà che comprende un canyon e la vetta del monte Timpaganos, Redford ha costruito una fattoria e un impianto sciistico funzionante a energia solare, chiamato Sundance, la danza del sole in ricordo del personaggio interpretato in Butch Cassidy ed è qui che, nel 1981, nasce il Sundance Institut. L’ Istituto è una palestra per cineasti indipendenti che vogliono lavorare senza la soffocante pressione commerciale di Hollywood. A questa visione indipendente si è ispirato il Sundance United States Film Festival, che si svolge ogni anno in gennaio e febbraio a Park City. L’ assoluta indipendenza degli autori e la scoperta di nuovi talenti (qui sono emersi Quentin Tarantino, Bryan Singer, Keavin Smith e molti altri) hanno fatto del festival un punto di riferimento importante per tutti gli operatori del settore. La manifestazione con il passare del tempo ha raggiunto una larga popolarità anche tra i non addetti ai lavori ed è nata così l’idea di far viaggiare alcune sezioni del festival stesso in altre città, come una sorta di “treno della libertà”. Quest’ anno il programma propone titoli molto attesi quali Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile di Joe Berlinger, in cui Zac Efron interpreta il famigerato serial killer Ted Bundy; After the Wedding di Bart Freundlich, con Julianne Moore e Michelle Williams; Official Secrets, nuovo film di Gavin Hood con protagonisti Keira Knightley, Matt Smith e Ralph Fiennes e Velvet Buzzsaw, thriller ambientato nel mondo dell’arte con Jake Gyllenhaal. Il tutto con la benedizione di Robert Redford, l’ attore più intellettuale del cinema statunitense.






































