De Andrè e la Pfm: un sodalizio mai concluso

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De André-PFM

Se dovessi collegare un primo ricordo legato a Fabrizio De Andrè non avrei dubbi: il vinile di mio padre del 1979, Fabrizio De Andrè in concerto- arrangiamenti Pfm, volume 1.
La bellezza dei testi e della voce di Faber incontrava il progressive della Premiata Forneria Marconi, rendendo grazie ai loro arrangiamenti ancora più immortali le poesie di Fabrizio. Ascoltando canzoni come Bocca di rosa, Via del campo o Il Pescatore in quella veste così nuova, scattò in me la curiosità di andare a cercare le versioni originali, la voglia di scoprire quelle canzoni com’erano nate: minimaliste, essenziali al limite della semplicità, che avevano la loro forza assoluta sulle parole e sulla voce di Faber.

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Per Fabrizio fu un passo importantissimo portare sul palco uno spettacolo per lui nuovo, proprio lui che i concerti non li ha mai amati più di tanto e preferiva scrivere le sue poesie lontano da clamori e dal giudizio del pubblico. Fu un incontro nella sua amata Sardegna con la Pfm a cambiare le carte in tavola, proprio loro che Fabrizio aveva già conosciuto negli anni ’60, quando suonarono nell ‘album La buona novella e il loro nome era Quelli.

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<<L’idea di un tour con un gruppo rock sulle prime mi spaventò>> raccontò Fabrizio in un’intervista <<ma il rischio ha sempre il suo fascino: forse in una vita precedente ero un pirata, e così una parte di me mi diceva di accettare. In più ero tormentato da interrogativi sul mio ruolo, sul mio lavoro, sull’assenza di nuove motivazioni. E la PFM mi risolse il problema, dandomi una formidabile spinta verso il futuro. La tournée con loro è stata un’esperienza irripetibile perché si trattava di un gruppo affiatato con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio.>>
Queste parole spiegano più di tutte le altre l’importanza che quei concerti ebbero per la carriera di Faber, e anche per la sua vita. Fabrizio ritrovò, alcuni anni dopo, il talento del polistrumentista Mauro Pagani in Crêuza de mä  del 1984, un ulteriore esperimento interamente cantato in genovese.
Ovviamente ci furono pareri discordanti fra chi preferiva il minimalismo degli inizi, che secondo alcuni lasciava più spazio ai testi, e chi invece vedeva in tutto questo una svolta più che positiva e di qualità ulteriore per la musica di De Andrè. A vincere su tutto, però, è stato semplicemente il successo che quei 30 concerti ebbero, e cosa sono sono riusciti a lasciare. La Pfm, dopo ormai 40 anni, non smette di celebrare la grandezza di Faber e proprio quest’anno porterà nuovamente sul palco le sue poesie.  Non esiste limite temporale e neanche la morte di fronte ad amicizie e sodalizi destinati a restare immutati e pronti per essere apprezzati dalle generazioni future, esattamente com’è successo a me.

LATO A

  1. Bocca di rosa
  2. Andrea
  3. Giugno ’73
  4. Un giudice
  5. La guerra di Piero

LATO B

  1. Il pescatore
  2. Zirichiltaggia
  3. La canzone di Marinella
  4. Volta la carta
  5. Amico fragile

Lato A

  1. Avventura a Durango
  2. Presentazione –
  3. Sally
  4. Verranno a chiederti del nostro amore

Lato B

  1. Rimini
  2. Via del Campo
  3. Maria nella bottega del falegname
  4. Il testamento di Tito

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«Ama e ridi se amor risponde
Piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior»

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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