Ermal Meta: “Il successo sono dei guanti bellissimi che coprono delle mani piene di calli”.

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ERMAL META

«Informatevi su tutto, aprite la mente, aprite gli occhi. Quello che leggiamo oggi non è informazione, è propaganda. Ci vogliono stupidi e ottusi, ci vogliono legno. Ribellatevi. Questa non è politica, questa è semplicemente civiltà».

Ecco la frase di Ermal Meta, scovata sul web e scelta dai padroni di casa, i signori Farinetti, per iniziare questa bella chiaccherata tra amici con Ermal Meta, organizzata dalla Fondazione Mirafiore nella splendida tenuta Fontanafredda a Serralunga D’Alba.

Un “branco di Lupi” e dell’immancabile buon vino considerata la location danno inizio all’atteso incontro con Ermal Meta, il quale decide di intitolare questa serata Le strade della parola, e saranno proprio le parole il filo conduttore di questo piacevole incontro.

La prima parola oggetto di argomento è responsabilità; a tal riguardo Ermal dice: «Io non mi sento in grado di insegnare, la parola è misteriosa come disegnare qualcosa nell’aria, è invisibile; però proprio per questo riesce a tracciare dei solchi molto più profondi, perchè le parole sono molto pericolose in quanto danno forma alle idee e quest’ultime sono molto difficili da mettere in gabbia. Una mente libera è una mente arrogante è difficilmente domabile». Fa così riferimento al nonno, assassinato dal regime proprio perché aveva degli ascendenti sugli altri e condivideva con essi i propri ideali. Tutto questo, dice Ermal, ha a che fare con la responsabilità, specie quando si ha un microfono in mano, come nel suo caso, in quanto tutto si moltiplica e diventa una valanga. Non si può sempre essere perfetti in quello che si dice e si pensa. La responsabilità, aggiunge, a che fare con quello che succede a noi stessi; è difficile essere delle buone persone, però, se ci si riesce, quando la vita finisce, ai funerali delle persone brave c’è sempre tanta gente e lui si augura che sarà così a anche al suo (…e non ho dubbi a riguardo).

La seconda parola è bellezza; a tal riguardo Ermal dice: «le cose belle sono quelle che lasciamo andare e che non ci tornano mai più indietro oppure sono quelle che non ci appartengono del tutto e che non riusciamo mai a realizzare». E aggiunge: «La bellezza inoltre ha a che fare con quello che riesci ad immettere nel mondo di te stesso e che rimarrà per sempre perché la bellezza perdura, non è soggetta ad usura e dura per sempre». Conclude citando Bob Marley e la celebre frase «Quando ti innamori di qualcuno innamorati della sua anima perché il suo corpo cambierà ma la sua anima resterà sempre la stessa».

La terza parola oggetto di discussione è arte; per Ermal è una parola abusata ed aggiunge che la parola artista è troppo grande; per esempio lui si definisce una persona che si occupa di musica, ma sa anche lui che è molto di più di questo. Ermal termina l’argomento dicendo che chi è definito artista è fortunato, perché  ha la possibilità di dar forma ad un pensiero e fa qualcosa per gli altri, che non necessariamente significa far del bene, però suscita a terze persone emozioni, belle brutte, non si sa, però sicuramente lascia un segno.

La quarta parola oggetto di discussione è maestri ed a tal riguardo Ermal dice: «Chi non ha un buon maestro dovrebbe subito procurarsene uno, perché ne abbiamo tutti bisogno». Serve sempre qualcuno di importante vicino a se stessi e per lui è stato formativo la mancanza di prospettive ed il dover cercare di cavarsela da se; questa è stata per lui una scuola pazzesca. Ad insegnargli molto dice Ermal sono stati tutti i musicisti con cui ha suonato, specie ai suoi esordi, in quanto tutti gli hanno lasciato qualcosa. Fa così riferimento all’amico Fabio in quanto quest’ultimo gli ha insegnato a suonare la chitarra e ha scritto con lui le prime canzoni definibili tali; poi ricorda l’amico Corrado, produttore, che gli ha insegnato quale strada non prendere musicalmente. Quest’ultimo lo ha aiutato a trovare la strada che più lo rappresentava in quel momento. Un’altra linea guida importante per Ermal è stata la fame di raccontare se stesso, senza sapere se a qualcuno sarebbe mai interessato. Però lui ha sempre scommesso sul suo futuro ed ancora lo fa.

Il quinto argomento proposto ad Ermal è stato la politica e qua viene messo in difficoltà ed afferma: «La polita a volte è uno strumento al servizio del popolo e a volte il popolo è uno strumento al servizio della politica». La politica dovrebbe procurare ad ognuno di noi gli strumenti necessari a raggiungere liberamente e democraticamente la felicità in quando sono loro che lavorano per noi e non noi per loro».

Ed a proposito della felicità la signora Farinetti gli domanda cos’è per lui ed Ermal risponde: «a felicità è come il Big Bang, in quanto, anche un solo un giorno di felicità, giustifica una vita di merda».

Ulteriori argomenti di discussione sono stati scuola e lettura. «A scuola andavo bene – dice – e mi piaceva molto, ero molto studioso e quando non avevo voglia di andare comunicavo semplicemente a mia madre che non ne avevo voglia e stavo a casa (capitava raramente). A scuola ho imparato un metodo e mi è servito molto nella vita; leggo molti libri perché mi sembra di ascoltare delle canzoni che non sono mai state scritte e mi immedesimo molto nei personaggi che leggo. Potrei leggere per tre giorni di fila e non sentire nemmeno il bisogno fisiologico di mangiare, ma non potrei passare tre giorni senza leggere».

La discussione continua con l’argomento successo ed Ermal a tal riguardo afferma una frase che ho apprezzato molto: «Il successo sono dei guanti bellissimi che coprono delle mani piene di calli». E aggiunge: «Dietro il successo c’è un grande lavoro, di squadra ed in solitaria, l’impegno, vedere qualcosa dove nessuno ci vede nulla; il successo non esiste, ma esiste quello che genera, ovvero la sensazione di aver creduto in qualcosa, qualunque cosa essa sia. Il successo è qualcosa di cui ti accorgi dopo, io per esempio mi porto dietro gli sguardi della gente, questa è una cosa per cui vale la pena fare quello che faccio».

L’incontro termina con un emozionante live chitarra, pianoforte (suonato dal Maestro Porro Walter) e ovviamente voce. Ermal  ha regalato ai presenti alcuni dei suoi brani più famosi facendo cantare tutti a squarciagola.

Ecco la fotogallery che documenta la serata.

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