Un regista che ha saputo disegnare tormentati ritratti femminili in una Polonia struggente
Regista di documentari spesso premiati a livello internazionale, Pawel nato a Varsavia il 15 settembre 1957, ma trasferitosi in Gran Bretagna da adolescente, si è imposto negli anni Novanta come regista di documentari spesso premiati a livello internazionale. Nel 2002 dirige il suo primo lungometraggio, Last Resort (sabato 26 ore 19 e martedì 29 gennaio ore 18,45), storia di una giovane donna, che da Mosca insieme al figlio raggiunge l’ Inghilterra per stare con il suo fidanzato. L’ uomo però non si presenta all’ aeroporto e lei viene costretta a trasferirsi in un centro di raccolta per immigrati, dove però farà amicizia con un ragazzo inglese dal passato turbolento. La pellicola si segnala dl pubblico e alla critica per il rigore e l’essenzialità estetica e narrativa della sua scrittura. Con il secondo film, My Summer of Love, 2005 (venerdì 25 ore 21,15 e giovedì 31 gennaio ore 18,45), vincitore di numerosi premi, protagoniste due ragazze di diversa estrazione sociale che nel corso di un’ estate noiosa intrecceranno un forte legame affettivo, si conferma uno dei cineasti più interessanti della sua generazione anche con il successivo Ida (giovedì 24 ore 21,15 e domenica 27 gennaio ore 17) del 2014, preziosa e intensa riflessione mistica realizzata dopo un lungo silenzio dovuto a un grave lutto personale, la tragica morte della moglie in seguito a una grave malattia. Nel 2017 tocca a Cold War del 2017 (lunedì 28 gennaio ore 21,15; venerdì 1 ore 21,15; sabato 2 ore 17 e domenica 3 febbraio ore 18), appassionata storia d’amore tra un uomo e una donna che si incontrano nella Polonia del dopoguerra ridotta in macerie. Provenendo da ambienti diversi e avendo temperamenti opposti, il loro rapporto è complicato, eppure sono fatalmente destinati ad appartenersi. Negli anni ’50, durante la Guerra Fredda, in Polonia, a Berlino, in Yugoslavia e a Parigi, la coppia si separa più volte per ragioni politiche, per difetti caratteriali o solo per sfortunate coincidenze: una storia d’amore impossibile in un’epoca drammatica.






































