La favorita

Lanthimos e il potere al tempo della regina Anna

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La favorita
di Yorgos Lanthimos.
con Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, James Smith
Voto: brillante  delirante

Questo film può essere una delizia per chi ama (ma non troppo) Yorgos Lanthimos e il suo cinema metaforico fino all’assurdo, le commedie in costume con ambientazioni storiche con un tocco in più e il cinismo frizzante che prepara il secolo dei lumi. Forse il suo bello è che è stato scritto dagli indiavolati Deborah Davis e Tony McNamara: Lanthimos è stato libero di fare il regista di genio e mettere tutta la sua verve, una bella dose di acido e le già apprezzate acrobazie di ripresa (con grandangoli estremi usati in simmetrie frontali alla Kubrick) in una storia davvero bizzarra eppure assolutamente vera: la malata, gottosa, indecisa e debole regina Anna (Olivia Colman), mentre il duca di Malborough combatte i francesi e svuota le casse di Stato, deve decidersi tra la moglie del duca (Rachel Weisz), vera anima nera che pilota le scelte reali in Parlamento (e favorita della regina anche tra le lenzuola) e la nuova arrivata (Emma Stone), cugina della prima, nobile decaduta e gettata a pulire i pavimenti che risale la scala sociale ad alta velocità usando cultura, bellezza, ironia, insolenza sessuale e persino il crimine. È un mondo divertentissimo di “preziose poco ridicole” e molto letali e di uomini cicisbei in cui tutte le arti dell’inganno valgono, ma Lanthimos aggiunge qualcosa di luciferino e inedito (anche sessualmente) a quanto già visto nelle Relazioni pericolose e nel cinema di Greenaway. Soprattutto usa il materiale pittorico per andare oltre e non imporre imitazioni museali allo spettatore. E poi il ritmo e l’assenza di morale sono una lezione di politico. Visto a  Venezia, e rivisto è persino meglio. Ora candidato a 10 Oscar

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