Uno spettacolo originale e inedito per ricordare il “poeta che ha illuminato il mondo”
La sera del 23 febbraio 1972 un signore anziano, dai candidi capelli bianchi e dal sorriso ammagliante scende da un treno alla Stazione Centrale di Milano in arrivo da Ginevra. Il suo nome è Charlie Chaplin, l’immortale Charlot accompagnato dalla moglie Oona O’Neil, dalla figlia Josephine e dal genero. La città è pronta ad accoglierlo con un caldo e affettuoso abbraccio. Un imponente comitato di rappresentanti della cultura e dell’arte, formato dagli scrittori Moravia, Montale, Bo, Piovene, dai registi Petri, Monicelli, Pontecorvo, Risi, Leone, Pasolini, De Sica, Brusati, Rosi, dagli attori Manfredi, Sordi, Gassman, Loren, dai critici cinematografici Grazzini, Rondi, Biraghi, dai giornalisti Spadolini, Pietra, Ghiringelli, dai musicisti Abbado e Detrassi, dallo scultore Manzù e dai pittori Levi e Purificato, lo aspetta il giorno seguente alle ore 12 nella Sala della Balla del Castello Sforzesco. Qui tocca al Sindaco Aldo Aniasi consegnare a Charlie Chaplin il sigillo degli Sforza, la riproduzione dell’ originale fatto costruire da Francesco Sforza (1495-1535). E per finire alla sera sarà la Piccola Scala a proiettare in suo onore Tempi moderni. Oggi a più di cent’ anni dalla sua scomparsa un’altra manifestazione milanese omaggia le sue opere che continuano a toccare le crode sensibili del nostro quotidiano. La precarietà, la disuguaglianza, il razzismo, il diritto a un futuro migliore sono solo alcuni dei temi che l’artista ha trattato nella sua carriera. Per ricordarlo degnamente saranno proiettate e musicate dal vivo alcune tra le celebri sequenze dei suoi film accompagnate da una performance live creata dagli studenti del corso di sceneggiatura Mattia Ghiselli, Mattia Liberati, Federico Melia, Jacopo Vigna e del corso di Regia Mobile della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Le musiche saranno eseguite al pianoforte da Christian Labelli, studente della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e lo spettacolo sarà ripreso in multi-camera sotto la direzione di Noemi Forti e Andres Testa Herranz.






































