Flavio Oreglio torna allo Zelig per presentare il suo nuovo disco “Anima popolare”

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Flavio Oreglio

Anima popolare è il nuovo progetto discografico di Flavio Oreglio, cabarettista diventato famoso per la sua partecipazione a Zelig, scrittore e cantautore. Oreglio presenterà il suo nuovo lavoro, insieme agli Staffora Bluzer, a metà febbraio allo Zelig di Milano. Lo abbiamo intervistato.

Il tuo nuovo disco si intitola Anima popolare. E’ corretto o limitativo definirlo un viaggio nella tradizione popolare musicale italiana?
Beh… una cosa non esclude l’altra. E’ corretto perché sicuramente qualche tappa nella tradizione popolare italiana è prevista (faremo un omaggio alla cosiddetta “scuola milanese”, cioè a quella tradizione cantautorale che si è sperimentata nei cabaret, vale a dire Fo, Jannacci, Gaber, Svampa, I Gufi, Valdi, Della Mea) ma diventa limitativo se si pensa che il progetto ruoti soltanto attorno a questo. Infatti “Anima popolare” è un progetto ricco di inediti contaminati con il sound tipico della musica delle quattro province (Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza)… qui la tradizione si fonde con la modernità.

Pubblichi il disco con la Long Digital Playing Edizioni Musicali di Luca Bonaffini, a sua volta apprezzato scrittore e cantautore. Una collaborazione che ha dato buoni frutti?
Conosco Luca da più di trent’anni. Le nostre strade si sono incrociate tante volte, in più occasioni, e ogni volta che è successo sono scaturite cose molto interessanti… presumo che sarà così anche questa volta. Le premesse ci sono tutte.

Che ruolo hanno gli Staffora Bluzer all’interno di questo progetto?
Fondamentale. Stefano Faravelli, Matteo Burrone e Daniele Bicego appartengono al novero dei numi tutelari della “musica delle quattro province”. Legatissimi a questa tradizione sono però delle straordinarie menti pensanti capaci di modellare arrangiamenti particolarissimi e autentiche provocazioni musicali. Una collaborazione nata quasi per caso ma che ha messo in moto meccanismi creativi notevoli. Grandi musicisti e teste pensanti… una miscela esplosiva.

Presenterai il disco il 15 e 16 febbraio allo Zelig di Milano. Viene da pensare che la scelta del locale non sia stata casuale.
Ovviamente no. Zelig è stato per me importantissimo e continua a essere un punto di riferimento fondamentale per il mio lavoro. Nella mia vita artistica tutto ha avuto un senso e per me ripartire da qui significa ripartire da casa. Perché Zelig è anche casa mia.

Cosa deve aspettarsi il pubblico che verrà a vederti in occasione di questi due spettacoli?
Divertimento e buona musica. Spunti di riflessione e sorrisi. Presenteremo il disco nel contesto di uno spettacolo strutturato. L’obiettivo sarà poi quello di circuitare per i teatri di tutta Italia.

Cosa non deve aspettarsi il pubblico che verrà a vederti in occasione di questi due spettacoli?
In questo spettacolo ci si può aspettare di tutto.

Dopo gli appuntamenti di Milano, porterai lo spettacolo in giro per l’Italia?
Stiamo lavorando per questo.

Hai esordito nel mondo dello spettacolo come musicista e cantautore, amore che non hai mai abbandonato. Cosa rappresenta per te la musica?
La musica è una componente fondamentale del mio linguaggio teatrale. Suono dai primi anni settanta e ho fatto esperienze di vario tipo, prima dando vita a gruppi musicali che si sono misurati con il prog (Cervello Atomico), con il Jazz-Rock (Patchwork) e con la fusion (Zip e Clexhydra). Parallelamente ho sempre scritto canzoni per me… il repertorio che ho costruito è quello che ho presentato fin dal mio primo vinile “Melodie & Parodie” uscito per la Colu disque/EMI nel 1987. Melodie & Parodie era anche il titolo dello spettacolo che portavo sul palco all’epoca (in collaborazione con Pietro Nobile).

Un rimpianto (artistico) e un sogno ancora da realizzare?
Io ho sempre fatto quello che ho voluto, pertanto di rimpianti non ne ho. Mi spiace solo di non aver mai avuto la possibilità (almeno finora) di far conoscere al pubblico chi sono veramente. Questo è l’unico rammarico che ho… il suo superamento potrebbe coincidere con il sogno ancora da realizzare.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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