Cibo e live show… e il party decolla

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Vida Loca
Vida Loca

Come tutti sappiamo, anzi dovremmo sapere, la società cambia costantemente. Se qualche centinaio d’anni fa era consuetudine che le ragazze di buona famiglia suonassero almeno un po’ il pianoforte, fino a qualche decina d’anni fa, in Italia, in ogni famiglia c’era sempre qualcuno che cucinava per tutti almeno un paio d’ore al giorno.  Lo dice con precisione un interessante articolo di Marco Morello su Panorama uscito pochi giorni fa: nel 1998 il tempo medio trascorso ai fornelli da ogni famiglia italiana era 120 minuti.

Ma tutto cambia: nel 2018 tale periodo si è ridotto di quasi tre volte, arrivando a soli 37 minuti. Certo, se per tempo trascorso tra pentole e padelle contasse anche quello passato a commentare e/o sorbirsi trasmissioni tv in ambito food e dintorni (da Masterchef a Quattro Ristoranti passando per La Prova del Cuoco), il costante boom del settore ristorazione italiano sarebbe difficilmente spiegabile. La realtà è che la cucina, da abitudine quotidiana, è diventata un “sport da spettatori”, o per meglio dire, da ospiti paganti.

Il settore del divertimento, quello che coinvolge bar, discobar, eventi, festival da ballo & dintorni, sta cambiando di conseguenza. Mentre troppi celebrano strappandosi i capelli la chiusura di molte discoteche ‘classiche’, troppo raramente viene raccontata  l’ascesa costante di tutti quegli spazi e di quegli eventi che sappiano mescolare cibo, show e di party che sanno unire le diverse generazioni.

Tra i protagonisti musicali di una scena poco raccontata ma molto amata da chi ha voglia di guardare e farsi guardare (tra un antipasto e un cocktail), c’è senz’altro Ben Dj, che a Milano è protagonista tra gli altri al Bullona, ristorante in cui molti poi muovono a tempo. Ben è anche un produttore apprezzato in tutto il mondo e regala il suo sound a tanti fashion party. La sua musica è sempre immediata, ma è pure sempre diversa dalla melassa pop che propongono le radio FM o dai set proposti dai troppi dj che passano semplicemente da una hit all’altra.

Venendo agli eventi, la tendenza di unire food, spettacoli e feste unisce realtà molto diverse tra loro. Ad esempio, accomuna un disco party dedicato ai grandi spazi come Vida Loca, che prende vita in tutta Italia e pure a Formentera, una festa scenografica decisamente urban (ovvero pop, reggaeton, hip hop) con Unconventional Thursday, il giovedì sofisticato di Cost Milano, un dinner & dance con menu alla carta che vede come protagonisti sul palco performer internazionali. Prima di muoversi a tempo e/o emozionarsi, sempre o quasi, si mangia e lo si fa godendosi piatti e menu all’altezza dei palati più esigenti. Vida Loca, sia chiaro, prende vita anche in tante piazze e in disco di grandi dimensioni, ma sia al Matis di Bologna sia al Peter Pan di Riccione, gli unici locali in cui la festa prende vita ogni venerdì e sabato, il party inizia col ritmo giusto già dalla cena.

Se gli italiani non cucinano più, anche scatenarsi in pista come accadeva negli anni ’80 non è più così comune. Sul dancefloor i ‘discotecari’ si limitano a muoversi un po’, pochi ballano davvero… Proprio per questo, al posto delle solite cubiste fuori tempo, spesso sul palco dei locali vanno in scena show di veri ballerini con costumi curati, spettacoli da guardare mentre si chiacchiera con gli amici o si beve qualcosa al bar. I “clubber”, da protagonisti, sono diventati un po’ spettatori e i locali, da creatori di tendenze che erano, sono oggi soprattutto contenitori di spettacoli a volte, non sempre, nati altrove.

A Villa Bonin, Vi Club e Feel, tre locali gestiti dallo stesso gruppo a Vicenza, ogni festa inizia già all’ora dell’aperitivo e continua con una cena in cui sceglie tra tante opzioni diverse, pensate pure per chi tiene alla linea (non mancano le insalatone). A Villa Bonin, il più grande di questi spazi, è poi davvero importante l’impatto multimediale: il locale è costellato di immensi schermi che si riempiono di video che si muovono a tempo con luci ed effetti speciali. Ed è qui che è  nato Besame, format urban che sta facendo ballare diversi club del Nord Italia.

Tra un cambiamento e l’altro, a differenza di ciò che credono in molti, soffrono pure i dj, anche quelli più capaci tra loro.  I cosiddetti “top dj”, ovvero coloro con un vero pubblico, girano l’Italia o il mondo facendolo ballare. Gli altri, pur professionisti di qualità, devono trovare una collocazione in un party itinerante o in un locale.

Le live band di qualità invece, sia pure non molte, continuano a far ballare e cantare locali molto diversi tra loro in tutta Italia. Ad esempio al Pelledoca di Milano, altro dinner & dance molto frequentato in città, soprattutto il giovedì, ma non solo, si alternano sul palco gruppi live di qualità assoluta. Pure qui si canta e nel frattempo si sceglie tra menu guidati decisamente convenienti ed un ricco menu alla carta dedicato a chi vuol regalarsi una serata speciale. La (presunta) esclusività dei party di un tempo, le liste dei PR, le lunghe e inutili attese fuori dai locali con “door selection”? Il divertimento cambia. Oggi si fa tardi fianco a fianco, divertendosi insieme, ognuno chiaramente con il budget che ha a disposizione.

Tra Veneto, Marche, Trentino, Lombardia e soprattutto d’estate pure in tutto il resto d’Italia, spazia invece il calendario della Al-B.Band, il gruppo di Alberto Salaorni. Grazie a musicisti eccellenti, tanti anni di mestiere ed un repertorio originale, che spesso lascia fuori i brani più usurati per proporre classici che tutti abbiamo nel cuore (da Battisti agli Chic passando per Modugno o Mina). Tra i tanti locali in cui si esibiscono ci sono il Piano 54 di Madonna di Campiglio (TN),l’Hacca Café & Bistrot, a Verona e il Seconda Classe di Brescia. Sono spazi molto diversi tra loro, accomunati però, oltre che dall’ottima musica, anche dal fatto che il divertimento inizia già all’ora di cena, o addirittura prima, allora dell’aperitivo.

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