Giuliano Sangiorgi scrive una canzone per Lele Spedicato

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Un legame che non è solo suonare insieme o essere amici da una vita, ma fratellanza.  Questo è ciò che unisce Giuliano Sangiorgi ai suoi Negramaro e a Lele Spedicato, che tornerà sul palco dopo il grave malore avvenuto lo scorso 17 settembre. Adesso Lele dopo settimane di riabilitazione e momenti bui sta bene e Sangiorgi ha scritto per lui una canzone, Cosa c’è dall’ altra parte.

«Se Lele non fosse tornato dal buio avrei smesso di cantare, perché tutto è nato quando lui era solo un ragazzo e aveva negli occhi una luce, una fame e una voglia che non ho più rivisto in nessun altro. Senza Lele non avrei più continuato a stare su un palco, semplicemente perché una storia come la nostra, in Italia, non esiste» racconta Giuliano in un’intervista al settimanale Vanity Fair, in edicola questa settimana.

Continua così Sangiorgi: «Io avrei voluto annullare il tour, ma per fortuna non l’abbiamo fatto. Perché Andro (Andrea Mariano, il tastierista della band salentina) ha detto: “Non cancelliamo il tour, a Lele bisogna dare una botta di vita. Se torna e si sveglia, deve avere la possibilità di crederci”. Era certo che, se Lele avesse saputo della cancellazione, si sarebbe accasciato su se stesso e la ripresa avrebbe avuto un decorso lunghissimo. Aveva ragione. Il tour alla fine lo abbiamo solo rimandato e Lele si è dimostrato un leone. Ha compiuto un miracolo. Ha abbracciato suo figlio. Ha creduto nel sogno».

Il tour, soltanto rimandato e che fortunatamente vedrà Lele fra i protagonisti, riprenderà da Rimini a metà febbraio e il modo più bello per festeggiare sarà cantare quella che Giuliano definisce «Una preghiera laica e una bestemmia religiosissima. Non volevamo neanche pubblicarla, ma solo regalarla a tutte le persone che ci sono state vicine. Lele ha sentito l’esplosione collettiva, ha avvertito l’affetto. Si è ripreso così in fretta, credo, soprattutto per quello». La canzone, insieme al video, sarà online dal 16 febbraio e si preannuncia toccante, con un abbraccio speciale e imprevisto fra Lele e Giuliano  «Non era preparato. Lele è sempre stato l’indiano del gruppo, il saggio della compagnia. Stavo suonando il pezzo piano e voce e non mi ero neanche accorto fosse sul set. È arrivato alle spalle, mi ha abbracciato, ci siamo commossi. Il vecchio Lele sarebbe stato fermo senza fiatare per non perdere la magia, ne ho scoperto uno nuovo, ancora più grande di ieri».

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