Improvvisamente Montgomery Clift

Dal 5 febbraio al 2 marzo 2019 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema Milano una retrospettiva in dodici titoli dedicata all’antidivo del cinema hollywoodiano

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Foto film Un posto al sole

Domenica 17 febbraio ore 17,30 e sabato 2 marzo ore 17 sarà proiettata l’ anteprima italiana di Making Montgomery Clift

“Per farmi passare il mal di testa basta una pastiglia, ma per sopportare mia madre ci vuole almeno una bottiglia di whisky al giorno..”. Così confessava Montgomery Clift, grande interprete del cinema americano da sempre tormentato da una madre dispotica e insopportabile che certo non giovava al suo carattere introverso, solitario, chiuso. Nato il 17 ottobre 1920 a Omaha nel Nebraska da una famiglia di religione quacchera, Monty si trasferisce nel 1924 a Chicago, dove a soli undici anni debutta sul palcoscenico. In poco tempo la sua carica magnetica colpisce il pubblico e a quindici anni raggiunta New York è già un piccolo divo di Broadway. Bello, lo sguardo intenso e una forte capacità di concentrazione, ne fanno un attore di grande successo. Le sue interpretazioni sono amate dagli spettatori e osannate dai critici. Nel 1947 a sorpresa Clift accetta finalmente di trasferirsi a Hollywood dopo aver rifiutato i contratti offertigli dagli studios. Contrariamente a quello che lui pensava, recitare su di un set cinematografico certamente più freddo rispetto a quello teatrale, non condiziona il suo talento. Dopo Odissea tragica (mercoledì 6 febbraio ore 15) diretto da Fred Zinnemann nel ruolo di un ufficiale americano che si prende cura di un bambino cecoslovacco reduce da un campo di concentramento, tocca a Il fiume rosso, 1948 (giovedì 7 ore 16,30), un western diretto da Howard Hawks con il veterano John Wayne. I due però non si sopportano e la famosa scena dello scontro a suon di pugni prevista dal copione viene recitata con troppo realismo tanto che il regista dovrà sospendere le riprese per le ferite riportate dai due contendenti. L’ anno successivo è la volta di L’ ereditiera (venerdì 8 ore 17 e sabato 23 ore 15) di William Wyler, un vero e proprio tonfo al botteghino. Del 1950 è Un posto al sole (sabato 9 ore 15 e sabato 23 ore 15) di George Stevens con Elisabeth Taylor. Per Monty e Liz è una sorta di colpo di fulmine anche se platonico e l’attore, ormai sospettato apertamente di omosessualità (all’ epoca l’omofobia è molto diffusa nella società americana e nel mondo del cinema), trova nella collega una grande amica e una sorella che lo aiuta anche a contenersi con il vizio dell’alcool. Dopo un periodo di ritorno sui palcoscenici, Montgomery riprende la via di Hollywood soprattutto per risolvere i suoi problemi economici. Nel 1953 è il protagonista del thriller Io confesso (mercoledì 5 ore 17 e mercoledì 20 ore 15) diretto da Alfred Hitchcock nella parte di un sacerdote. Come è noto il “mago del brivido” non ama molto gli attori che considera semplici strumenti alle sue dipendenze, ma con Monty le cose sono diverse. Hitch prova una sorta di soggezione nei suoi confronti e non osa imporgli nulla. Poi è ancora Fred Zinnemann a volerlo al fianco di Burt Lancaster e Frank Sinatra in Da qui all’ eternità (sabato 16 ore 17), drammone sulla vita da caserma alle soglie della seconda guerra mondiale. Con Sinatra, nonostante le loro diversità di carattere e di vita, nascerà una grande amicizia. Nei primi anni Cinquanta nel cinema statunitense si impone la generazione degli attori ribelli, Marlon Brando, Paul Newman, Montgomery Clift e altri che rivoluzionano il modo di recitare utilizzando il Metodo insegnato all’ Actor’s Studio di Lee Strasberg. Nel 1956 purtroppo l’attore sempre più dipendente dall’ alcol va a sbattere ubriaco contro un albero con la sua auto ferendosi al volto gravemente. Nonostante vari interventi chirurgici i suoi lineamenti non torneranno mai più come prima. Un vero dramma per lui.  Nel 1958 è al fianco di Marlon Brando di cui diventerà grande amico in I giovani leoni (martedì 14 ore 15) tratto dall’omonimo romanzo di Irwin Shaw e nel ’59 è Liz Taylor a volerlo con se nel film Improvvisamente l’estate scorsa (giovedì 14 ore 15) insieme alla divina Katherine Hepburn per la regia di Joseph Mackiewicz da un dramma di Tennessee Williams. L’ anno successivo è protagonista di Fango sulle stelle (sabato 16 ore 15) di Elia Kazan con Lee Remick dal libro di Irwin Shaw, ma la sua popolarità comincia a calare anche per i suoi difficili rapporti con i produttori californiani. Nel ’61 è la volta di un film maledetto, Gli spostati (sabato 9 ore 17,15 e giovedì 28 ore 15) di John Huston scritto da Arthur Miller e girato nel deserto del Nevada tra le bizze di Marilyn Monroe sempre in ritardo sul set e da Clark Gable già malato di cuore che morirà alla fine delle riprese. Nello stesso anno Monty accetta con riluttanza di partecipare a Vincitori e vinti (venerdì 15 ore 17,15), ispirato al processo di Norimberga sui crimini del nazismo. Lui ha una piccola parte di sette minuti, ma la sua performance, quello di un ebreo orrendamente torturato dai suoi aguzzini, vale un film intero. Nel 1962 un nuovo ruolo di prestigio, quello del padre della psicanalisi in Freud passioni segrete (mercoledì 6 ore 17) di John Huston. Stanco, solo, alcolizzato, Montgomery Clift muore nel suo appartamento di New York il 23 luglio 1966. Sarà sepolto nel piccolo cimitero quacchero della metropoli americana.

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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