Il primo re

Nascita di Roma. Si comincia dai tempi cupi

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Il primo re
di Matteo Rovere
con Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba
Voto: misterico e manesco

Segnale: il film si apre con una citazione da Somerset Maugham: Un dio che può essere compreso non è un dio. Centro italia 753 anni prima di Cristo. Una selva oscura e acquitrinosa dove tutti sono contro tutti. Due fratelli pastori che da un flashback sappiamo orfani in fuga dalla più tenera età, scampati a un’alluvione del Tevere vengono fatti prigionieri dai guerrieri di Alba Longa e destinati a combattimenti sacrificali. Buio, sangue, violenza e unica luce il fuoco di una sacerdotessa di Vesta. Il linguaggio è un latino arcaico coi sottotitoli. Con uno stratagemma il più forte dei fratelli salva il più debole, salva i disgraziati destinati al sacrificio, li guida al riparo nella selva poi si fa prendere la mano dal potere e comincia a diventare un dittatore. Contro le apparenze quello forte è Remo e quello debole e ferito, ma che pensa di più, è Romolo. C’è la profezia che vuole un trionfale destino da un assassinio ed ecco nasce Roma. Da Romolo, che ha il senso del potere come unione e controllo, anche religioso. Romolo è pio. È un politico. Romolo usa il dio incomprensibile per fare aggregazione. Remo è solo un guerriero che rischia di finire come Macbeth. All’inizio viene da pensare a un Nicolas Winding Refn italico, poi a un Mel Gibson nostrano, poi si sentono echi di Vikings, Spartacus e altre cose del nuovo immaginario seriale. Cinema italiano di genere vendibile all’estero come prodotto internazionale? Perché no? Il regista Matteo Rovere ha firmato Veloce come il vento, altro esempio di film di genere su un versante poco frequentato da noi. Osa. E benché Il primo re tratti di temi come dio, patria e famiglia non sembra un peplum sovranista. Anche se fa sorridere l’animazione finale sull’espansione dell’impero romano da quell’aggregazione di disperati nel fango. Un altro dibattito sulla rinascita del cinema italiano dalla fine dell’età del ferro.

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