Sanremo 2019: le pagelle della prima serata

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pagelle prima serata

Ci siamo. Diligentemente seduti alla nostra postazione, anche quest’anno commentiamo in diretta le canzoni in gara (e magari anche altro). Chi ha letto i miei commenti sulle prove, dice che sono diventato buono. Beh, buono lo sono sempre stato: se una canzone mi piace lo dico, se non mi piace lo disco lo stesso. Intanto prepariamoci a una lunga serata. I dirigenti di Rai 1 dicono che la serata dovrebbe finire all’una e un quarto, insomma, tre ore e mezzo abbondanti di diretta… Ce la farete? E soprattutto, ce la farò? Dai, andiamo a incominciare…
(Qui trovate la scaletta della serata)
Tutto chiaro il regolamento? Stasera votano tre giurie: 40% televoto, 30% giuria sala stampa (chi scrive può esprimere 4 preferenze: suggerimenti?, 30% giuria demoscopica.

FRANCESCO RENGA Aspetto che torni (dirige il maestro Roberto Rossi) – Si inizia con un vincitore, quello del 2005. Che come sanno anche i muri canta bene. Ma la canzone non colpisce particolarmente e non è destinata a restare. Confermo il 6 che gli ho dato dopo le prove.

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI Un’altra luce (dirige il maestro Fabio Gurian) – La Napoli di ieri di  oggi insieme sul palco dell’Ariston. Interessante l’amalgama. E interessante vedere che i ruoli si invertono: colui che dovrebbe rappresentare la tradizione usa (anche se con moderazione, in realtà non ne ha proprio bisogno) uno dei marchingegni che caratterizzano la musica d’oggi, l’autotune. Mi piace e anche in questo caso confermo il voto: 7.

NEK Mi farò trovare pronto (dirige il maestro Massimo Zanotti) – Più lo ascolto e più mi convinco che è capace di fare meglio. Sì, fa muovere il piedino. Ma poi? E il testo non mi pare ‘sto granché. Voto 6

THE ZEN CIRCUS L’amore è una dittatura (dirige il maestro Carlo Carcano) – Belle facce rock all’Ariston. Portano in scena un accenno di circo da terzo millennio, con due tamburini e due sbandieratori che paiono soldati di Star Wars. Canzone ipnotica, che cresce avvolgendoti. Mi piace sempre più: ero partito con un 7, passando al 7 e mezzo e ora voglio esagerare: quasi 8.

IL VOLO Musica che resta (dirige il maestro Adriano Pennino) – Ci si sono messi in 5 per scrivere questa canzone, compresa Gianna Nannini. Ora cominciano ad essere grandicelli, ma continuano a fare i tenorini, anche se per l’occasione con un pizzico di pop in più. Intendiamoci: sono famosi in mezzo mondo e hanno venduto milioni di dischi. Quindi hanno ragione loro e magari finiscono pure sul podio. Ma io preferisco ascoltare altro. Voto 4.

LOREDANA BERTÈ Cosa ti aspetti da me (dirige il maestro Massimo Zanotti)–Con lei ogni volta ci si domanda: come sarà? Nella fase coi capelli blu ha ritrovato un po’ della grinta di una volta,  e stasera è migliorata rispetto alle prove, anche se quando va su qualche sbavatura c’è. Il pezzo comunque non è male. Quindi le dò fiducia: voto 6 +.

DANIELE SILVESTRI Argentovivo (dirige il maestro Enrico Gabrielli) – La dimostrazione che anche a Sanremo si possono fare cose belle. Aggettivi ne merita molti, tutti positivi: bello, moderno, intenso, emozionante… E far conoscere Rancore al grande pubblico è un’altra nota di merito (peraltro la sua parte è la testimonianza che il rap non deve essere necessariamente quelle robette che spesso ci ammollano). In sala stampa applauso a scena aperta. Voto 8

FEDERICA CARTA E SHADE Senza farlo apposta (dirige il maestro Pino Perris) – Faccio outing: alle volte sembro un po’ burbero, ma non lo sono per niente. Il fatto è che mi piace la buona musica… Mi hanno riferito che Federica se l’è presa per la stroncatura dopo le prove. Io continuo a pensare la stessa cosa. Però siccome ha vent’anni e davanti ha tutta una vita, le auguro di cuore di crescere e dimostrare che può far meglio. Dai, che se vuoi ce la fai. Senza voto (per i motivi di cui sopra).

ULTIMO I tuoi particolari (dirige il maestro Diego Calvetti) – L’ho scoperto ieri: con la canzone con cui l’anno scorso ha vinto tra i giovani, ha superato i 50 milioni di visualizzazioni su YouTube. Forse sarà anche per questo che in tanti lo indicano come ipotetico vincitore pure tra i “big”. Io continuo a non essere convinto né del pezzo, né dell’interpretazione. Quindi proprio non riesco a dargli più di 6, con tendenza al ribasso.

PAOLA TURCI L’ultimo ostacolo (dirige il maestro Massimo Zanotti -Lei è brava, ha classe, canta bene, tiene bene il palco, è bella (anche se stasera la truccatrice ha calcato un po’ troppo la mano). Ma la canzone non ha un gran mordente e non resta appiccicata addosso. Voto 6-

MOTTA Dov’è l’Italia (dirige il maestro Fabio Gurian) – Questa canzone mi è piaciuta fin dal primo ascolto: ottimo esempio di canzone d’autore del terzo millennio. Lui è in crescita costante, al di là di questo pezzo. Ok, ci siamo. Voto 8

BOOMDABASH Per un milione (dirige il maestro Valeriano Chiaravalle) – Questa band salentina col suo reggae annacquato potrebbe anche (ri)funzionare una volta finito il festival. Ma il pezzo è così così, tutto sommato robetta ballabile. Voto 5 e mezzo

PATTY PRAVO CON BRIGA Un po’ come la vita (dirige il maestro Diego Calvetti) – Imbarazzante l’inghippo tecnico iniziale, anche perché Patty si è messa a parlare… Vestita come una martrioska, lei che ci ha abituati a look fantastici, ha problemi pure col canto. E lui pare un rapper neomelodico. Voto 5 

SIMONE CRISTICCHI Abbi cura di me (dirige il maestro Roberto Rossi)– Una poesia musicata, una sorta di preghiera laica che fa riflettere. Interpretazione elegante, con regia teatrale. Quel violino che piange a metà canzone stringe il cuore, e il finale con uso magistrale dell’orchestra è da standing ovation. Voto 8  

ACHILLE LAURO Rolls Royce (dirige il maestro Enrico Mecozzi) – Quando canta “voglio una vita così” fa ridere. Del resto quella spericolata c’è già chi l’ha vissuta, e lui non sarà mai all’altezza. Anche perché è tutto finto, un giochino nemmeno tanto divertente costruito a tavolino. Sul piano della trasgressione, Cristina D’Avena se lo mangia. Voto 3

ARISA Mi sento bene (dirige il maestro Fabio Gurian) – Siamo in ambito pop, ma pop di ottimo livello. Arisa potresti strattonarla mentre canta, e non stona manco per scommessa. Il pezzo è arioso, divertente, ti mette addosso allegria. E se ascoltate bene le parole non sono affatto stupide. Voto 7 e mezzo

NEGRITA I ragazzi stanno bene (dirige il maestro Valeriano Chiaravalle) – Una rock ballad con un bel tiro e un testo per niente banale (ha collaborato Il Cile). Sono tornati sull’onda sudamericana e tutto sommato non dispiacciono. Voto 7-

GHEMON Rose viola (dirige il maestro Valeriano Chiaravalle) – Da un paio d’anni a questa parte il rapper campano ha imboccato la diritta via, e la sua crescita è costante. Stavolta propone un brano lento dal sapore soul, con un finale che regala atmosfere oniriche. Voto 7

EINAR Parole nuove (dirige il maestro Pino Perris) –Un altro da iscrivere nella categoria dei “giovani-vecchi”. Purtroppo c’è una scuola, quella che ha frequentato anche lui, che ha rovinato un’intera generazione. Inutile. Voto 3

EX-OTAGO Solo una canzone (dirige il maestro Dario Paini) – Una canzone che parla di amore adulto, usando immagini non scontate. Però questo gruppo genovese ci ha regalato cose migliori, quindi alla fine l’occasione per arrivare a un pubblico molto più vasto non è stata giocata al meglio. Voto 6

ANNA TATANGELO Le nostre anime di notte (dirige il maestro Adriano Pennino) –La prima volta a Sanremo aveva 15 anni. Ora ne ha 32, è più bella e più brava. Peccato che continui a cantare canzoni di livello medio basso. Potrebbe rischiare di più, ottenendo risultati molto più interessanti. Voto 5+

IRAMA La ragazza con il cuore di latta (dirige il maestro Giulio Nenna) –Parta con il suono delicato di un carillon, per giungere a un finale da pugno nello stomaco. Il tema è forte: la violenza di un padre su una figlia, raccontato con parole non scontate. Ma quel coro gospel portato sul palco c’entra come i cavoli a merenda e fa un effetto da “aggiungi un posto a tavola”. Peccato. Voto 6+

ENRICO NIGIOTTI Nonno Hollywood (dirige il maestro Federico Mecozzi) Brano introspettivo e autobiografico dal taglio cantautorale, nel senso migliore del termine. Io lo trovo sincero, una storia molto privata regalata agli altri. Bravo. Voto 8

MAHMOOD Soldi (dirige il maestro Dario Faini) – Tra i due vincitori di Sanremo Giovani, lui è decisamente il migliore. Presenta una canzone attuale, con un ritornello facile facile, di quelli che restano in testa. Nella versione registrata usa l’autotune, dal vivo no: la sfida consisteva nel capire l’effetto che fa. Diciamo che non è male (voto 6+) 

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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