Arisa: «Voglio vincere Sanremo per partecipare all’Eurovision»

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Arisa
Foto di Debby Gram

Arisa non ci gira intorno neanche un po’ e lo dice chiaro e tondo: «Farei carte false per vincere a Sanremo per coronare un sogno: partecipare all’Eurovision». Poi aggiunge: «Io non temo gli altri concorrenti, per il semplice fatto che la peggiore nemica di me stessa sono io. Reggerò fino alla fine?».
Vedremo. Per ora sta reggendo benissimo, e ad ogni “passaggio” le sue quotazioni aumentano. La sua canzone piace, la sua bravura non è in discussione. Lei è in crescita costante, come artista e come donna. Se dieci anni fa poteva sembrare una cantante bravissima ma un po’ svampita, ora è diventata adulta. «È stato un percorso lungo e pieno di ostacoli», racconta, «ma col trascorrere del tempo ho capito molte cose di me che prima non conoscevo, o perlomeno sottovalutavo. Quella che chiamo riappacificazione con me stessa è iniziata con la lettura di un libro, D’amore e di ragione. Donne e spiritualità di Laura Bosio. Prima mi dicevano che ero troppo sensibile, ma ora ho capito che l’ipersensibilità quando c’è bisogna accettarla e imparare a conviverci. Ora tendo ad allontanare tutto ciò che mi fa male, è un’operazione di igiene mentale».
Arisa parla come se fosse in una seduta psicoanalitica, non si nasconde: «Una volta mi perdevo in una sorta di smodata ricerca della perfezione. Poi ho capito che magari una cosa non funziona semplicemente perché non c’è la giusta alchimia».
Venerdì esce il suo nuovo album, significativamente intitolato Una nuova Rosalba in città. Disco realizzato con il supporto di 6 produttori e 18 autori (una è lei, che firma due brani).

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Una delle canzoni più rappresentative dell’album è Vale la pena, con testo di Niccolò Agliardi: «Questo è il pezzo che ricorda di più le mie produzioni precedenti. L’ho voluto perché racconta una verità per me molto importante, che ho sperimentato sulla mia pelle, stando di fianco alle persone che amo. Vale sempre la pena stare vicino a chi barcolla, perdonare, smettere di farsi domande che non hanno riposta. Così la vita diventa davvero migliore».
Mi sento bene, il bel brano sanremese, Arisa lo racconta così: «Parte con una riflessione sul senso dell’esistenza per poi esplodere in un susseguirsi di immagini che descrivono la vita di ognuno di noi. La cosa più importante è vivere al meglio il tempo che abbiamo, vivere l’adesso con la massima intensità possibile. Non rimandare a domani quello che puoi amare oggi».
Poi aggiunge: «I cambiamenti sono sempre giusti. Io era da tanto tempo che volevo fare un cambiamento. Se uno va a guardare, dietro quella musica allegra e spensierata c’è un velo di malinconia. Credo si possano fare cose belle ma leggere, volando alto. Il futuro ha bisogno d’amore. E anche ballare può essere una ragione per andare avanti, per dare un senso alla vita. Io è da parecchio tempo che macino pensieri. Per troppi anni mi sono messa in dubbio. Poi mi sono detta che se ho fatto cose buone avrò pure qualche merito. E ora voglio gridarlo: il mio obiettivo è la felicità».
Quasi di punto in bianco, spiazzando l’interlocutore, Arisa tira in ballo i suoi due cagnolini. Si chiamano Titti Verdura e Nino Meringa. Lei li ama come fossero persone. Però a Sanremo non li ha portati: «In mezzo a questo casino soffrirebbero troppo». E lei in questi giorni un po’ pazzi non avrebbe il tempo per coccolarli come fa abitualmente.
«Questo festival», dice, «è una sorta di riassunto delle puntate precedenti. In più c’è un assaggio di quello che sarà il mio futuro. Il testo della canzone che presento mi rappresenta parecchio. Ci sono dentro tutte le mie elucubrazioni».
Sanremo Arisa lo ha già vinto due volte, nel 2009 nella categoria “Nuove proposte”, nel 2014 come “big”. Il famoso detto “non c’è due senza tre” lo conoscete, vero? In ogni caso il suo Festival Arisa lo ha già vinto, presentando una bella canzone che ha il pregio di unire leggerezza e spunti di riflessione.
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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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