Ex-Otago: «Partecipiamo a Sanremo con Genova nel cuore»

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Ex-Otago
@Lorenzo Santagada

Una delle cose buffe quando viene diffusa la lista dei partecipanti a Sanremo, è che ci sono sempre un bel po’ di giornalisti che ne definiscono alcuni “nuovi”, nel senso di “recenti, appena arrivati, sconosciuti”. È successo pure con gli Ex-Otago, che tanto “nuovi” in realtà non sono, dato che si sono formati nel 2002, che hanno già pubblicato cinque album (il sesto, Corochinato, uscirà l’8 febbraio), e possono contare su un seguito magari per il momento non vastissimo ma molto appassionato, che già da svariati anni riempie regolarmente le venue dove si esibiscono.
Un seguito destinato a crescere ora che sono saliti sul palco dell’Ariston, dove hanno cantato Solo una canzone, una ballad dal marcato sapore indie, che è il marchio di fabbrica della band. Che racconta: «Questo pezzo non lo abbiamo scritto apposta per Sanremo. Anzi, a Baglioni ne abbiamo proposti tre: gli altri due sono Bambini  e La notte chiama».
Gli Ex-Otago sono di Genova e sono molto legati alle loro origini. Non è certo un caso se l’ultimo album si intitola Marassi, mentre quello che stanno per pubblicare lo hanno intitolato Corochinato: «È un liquore tipico genovese poco conosciuto», spiegano. «Una miscela azzardata tra vino e spezie, più precisamente tra il vino bianco di Coronata e la china, viene servito a poco prezzo nei baretti del centro storico e in qualche enoteca resistente della periferia. Quello che è da sempre l’aperitivo del dopolavoro, delle persone comuni, parla del nostro fare musica semplice, per tutti, parla della gente come noi che viene dalla periferia e che in ogni cosa che fa ci mette dentro sempre un po’ di Genova, inevitabilmente».
Poi raccontano un aneddoto: «Quando siamo andati dai proprietari della piccola fabbrica dove viene prodotto il Corochinato per chiedere se potevamo usarlo come titolo del disco e se potevamo usare il logo, anziché chiedere soldi ci hanno detto: “Belìn, certo che potete! Però se poi aumentano gli ordini e non riusciamo a starci dietro?”».
Nel corso degli anni la formazione degli Ex-Otago ha subito vari cambi. Il cantante, tastierista e autore dei testi Maurizio Carucci e il chitarrista Simone Bertuccini ci sono da sempre. Invece l’altro chitarrista e suonatore di charango e armonium Francesco Bacci è arrivato nel 2010, Olmo Martellacci (tastiere e fiati) l’anno successivo e il batterista Rachid Bouchabla nel 2016.

Ex-Otago
@Lorenxzo Santagada

Dicono: «Usiamo la musica per parlare di tutto. Raccontiamo ciò che ci accade, magari partendo dall’osservazione di fatti che riguardano tutti, per poi perderci nel quotidiano».
Hanno appena realizzato anche un docu-film, che all’inizio di febbraio è stato presentato in anteprima al Seeyousound di Torino. Si intitola Ex-Otago – Siamo come Genova, è firmato da Paolo Santamaria e racconta lo speciale rapporto che c’è tra la band e la loro città, con immagini live, retroscena e testimonianze di vita quotidiana.

Ex-Otago
@Marco Triolo

Da fine marzo torneranno anche dal vivo con Cosa fai questa notte? Tour 2019, di cui sono già state annunciate alcune date (ma ne seguiranno molte altre): debutto il 30 marzo al Teatro della Concordia di Torino, 31 alla Obihall di Firenze, 4 aprile al Gran Teatro Geox di Padova, 5 al Fabrique di Milano, 6 a Mamamia di Senigallia, 9 all’Estragon di Bologna, 10 all’Atlantico di Roma, 12 al Demodè di Bari.
Qui di seguito la nostra videointervista, in cui raccontano il loro rapporto con Genova, a cominciare dai tanti musicisti che hanno arricchito la città in passato e quelli che continuano a farlo; come sono nati il pezzo presentato a Sanremo e l’album che lo contiene, e altro ancora.

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