Tutte le partecipazioni della divina Patty Pravo a Sanremo

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Patty Pravo è tornata in gara all’Ariston per la nona volta (più una in cui si ritirò perché il brano ne ricordava un altro un po’ troppo): lo fa in duetto con il cantautore romano Briga e una canzone dal titolo Un po’ come la vita. Dopo averla ascoltata, vi proponiamo una playlist video per ricordare tutte le volte in cui Nicoletta Strambelli — questo il suo vero nome — ha stupito, incantato e talvolta indignato con un carisma che non poteva, né può lasciare indifferenti, circondata da quell’aura di algida, temeraria bellezza, innata eleganza e sfrontata libertà, non solo espressiva, che le ha fatto meritare sul campo il titolo di Divina.

Sanremo 1970, La spada nel cuore con Little Tony

Patty Pravo esordisce nel 1966, giovanissima, con il singolo Ragazzo triste, cover di un pezzo di Sonny Bono: la canzone detiene il peculiare primato di primo pezzo pop trasmesso da Radio Vaticana.  Il primo album, che porta il suo nome, viene invece pubblicato nel 1968: il 33 giri, etichetta ARC, inserito dalla rivista Rolling Stone Italia al 73esimo posto nella classifica dei 100 album italiani più belli di sempre, contiene, tra le altre tracce, una cover di Yesterday dei The Bealtles, Se perdo te, Ragazzo triste e La bambola, uno dei più grandi successi commerciali dell’artista con 40 milioni di copie vendute in tutto il mondo nelle sue molteplici versioni.
La spada nel cuore, scritta da Mogol con Donida e Lucio Battisti (per la parte musicale, inizialmente non accreditato), si classifica quinta e riceve il Premio della critica.

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Sanremo 1984, Per Una bambola

Testo definito dall’artista assolutamente autobiografico, Per una bambola segna il ritorno della Pravo all’Ariston dopo 14 anni e si classifica al decimo posto ricevendo il Premio della critica. Il lato B del singolo, pubblicato dalla CGD di Caterina Caselli, è Viaggio, scritta da Paolo Conte con lo pseudonimo Solingo. Ambedue i pezzi entrano poi a far parte dell’album Occulte persuasioni. Del suo look orientale, curato da Marcello Casoni con abiti firmati Versace, il giornalista Vincenzo Mollica ha scritto: «Quando scese la prima volta restammo tutti meravigliati! Da quell’abbigliamento…  da quel modo che lei aveva studiato, fin nei minimi dettagli, perché lei aveva deciso di tornare… e tornare “Patty Pravo”.»

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Sanremo 1987, Pigramente signora

Pezzo estremamente criticato perché, di fatto, cover di To the Morning di Dan Fogelberg, porta alla rescissione del contratto da parte della Virgin Records, con la quale Patty aveva appena firmato. La canzone si classifica al ventesimo posto. 

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Sanremo 1995, I giorni dell’armonia 

Nato come una romanza di 21 minuti e poi ridotto a quattro, è forse il brano sanremese dell’artista veneta che passa maggiormente inosservato: si classifica anch’esso al ventesimo posto e non viene inserito in alcun album.

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Sanremo 1997, …E dimmi che non vuoi morire

Uno dei pezzi più amati della discografia di Patty Pravo, porta le firme di Vasco Rossi per il testo e di Gaetano Curreri e Roberto Ferri per la musica. Data per vincitrice assoluta da tutti gli addetti ai lavori, Patty si classifica invece ottava, ma porta a casa il terzo Premio della critica e il Premio per la miglior musica. È il singolo d’apertura del ventesimo album in studio della Pravo, Bye bye Patty, pubblicato il 19 febbraio dello stesso anno e che permane nella Top Ten italiana per oltre dieci mesi.

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Sanremo 2002, L’immenso

Inserita nell’album Radio station, registrato tra Londra, Rio de Janeiro e New York e uno dei più sperimentali della intera discografia della Pravo, L’immenso si classifica solo al sedicesimo posto.

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Sanremo 2009, E io verrò un giorno là

Sesta classificata, è la prima traccia dell’album Live Arena di Verona – Sold out, registrazione del concerto del 18 settembre 2008 pubblicata in febbraio su etichetta Edel Music. Riceve il Premio AFI-Associazione Fonografici Italiani.

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Sanremo 2011, Il vento e le rose

Eliminata al termine della terza serata del Festival e inserita in una doppia versione — una in duetto con Morgan, che Patty avrebbe ospitato sul palco se fosse riuscita a superare indenne la prima fase —  nell’album Nella terra dei pinguini, pubblicato il 16 febbraio su etichetta Carosello, alla vigilia della kermesse viene raccontata dalla Pravo con queste parole: «Il vento e le rose è una canzonetta, la chiamo così perché non è un termine negativo. Non sento cantare più la gente per strada. Ecco, vorrei che questa canzoncina fosse cantata da tutti.»

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Sanremo 2016, Cieli immensi

«Una canzone d’amore, abbastanza particolare. Un pezzo di ampio respiro melodico che racconta il rapporto tra due persone. Dire che è una ballata ‘romantica’ forse non è una definizione giusta. Racconta piuttosto un amore incasinato… se fosse stato amore e basta, io e te mano nella mano, il pezzo non sarebbe andato avanti!»: così Patty descrive il brano sanremese, sesto classificato e vincitore del Premio della critica, inserito nell’album Eccomi pubblicato su etichetta Warner Music, che vede la Pravo interpretare canzoni firmate da Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi, Gianna Nannini, Pacifico, Emis Killa. Il videoclip ufficiale, che qui vi mostriamo, supera il milione di visualizzazioni in sei giorni.

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Sebbene da tempo le performance live stiano generando dubbi sulla tenuta della sua peculiare vocalità, attendiamo con grande curiosità il ritorno della terribile ragazza del Piper, convinti che non abbia alcuna voglia di smettere di sorprendere.

Questa è la pagina ufficiale dell’artista veneta su Facebook, aggiornata con regolarità.

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