Sanremo 2019. Le pagelle della serata dei duetti

0
duetti

E siamo arrivati al venerdì. Che per il Festival di Sanremo significa serata dei duetti. Li commentiamo in diretta…

FEDERICA CARTA E SHADE con CRISTINA D’AVENA cantano Senza farlo apposta. Nonostante la straordinaria leggerezza e il solito look iperbolico della cantante di Kiss me Licia e Canzone dei Puffi  (con Shade in versione Puffo) il pezzo resta quel che è, cioè quasi niente. Voto 4 

MOTTA e NADA cantano Dov’è l’Italia. Il pezzo mi è piaciuto fin dal primo ascolto, e proposto in coppia con Nada e la sua inconfondibile voce roca diventa ancora più godibile. Anche l’arrangiamento è più ricco e coinvolgente. Lo riascolterò volentieri. Voto 8+

IRAMA e  NOEMI cantano La ragazza con il cuore di latta. Noemi è brava, ma non tanto da annullare l’effetto “aggiungi un posto a tavola” creato dal coro gospel (pessima idea, di chiunque sia stata). Bello il vocalizzo finale della “rossa”, ma la credibilità resta bassa. Voto 6 e mezzo

Clicca qui per leggere di LIGABUE

PATTY PRAVO e BRIGA con GIOVANNI CACCAMO cantanoUn po’ come la vita. Sicuramente Caccamo è meglio di Briga. Il tutto però è un po’ confuso, con quell’intro che vorrebbe essere un omaggio all’ingresso della divina Patty. La cui voce stasera viene mimetizzata un po’ di più. Però l’unico commento resta un grande mah! Voto 5 e mezzo

NEGRITA con ENRICO RUGGERI ROY PACI cantano I ragazzi stanno bene. La tromba che sostituisce il fischio western, Enrico che “sente” il pezzo come se lo avesse scritto lui e lo canta con la giusta dose di cattiveria. Un bel connubio dall’animo rock. Voto 7+

IL VOLO con il violinista ALESSANRO QUARTA canta Musica che resta. Sono quattro virtuosi, i tre tenorini e questo straordinario violinista fatto conoscere da Roberto Bolle nel suo programma di inizio anno. Standing ovation all’Ariston, ma non per noi. Voto 4 

ARISA con TONY HADLEY e i KATAKLo propongono Mi sento bene. Sempre bravissima lei, bella la coreografia, poi arriva l’ex Spandau Ballett che sembra un po’ il Pat Boone del terzo millennio. Resta un gran pezzo, ma Hadley e quel finale alla Frozen aggiungono poco. Voto 7+ (tutto per Arisa e i Kataklò)

MAHMOOD e GUÈ PEQUENO cantano Soldi. Il pezzo cresce ad ogni ascolto, e sarà sicuramente un successo. Ma vale quello che ho appena detto per Arisa: qual è il valore aggiunto di Gué Pequeno col suo intervento rap? Voto 7+ (tutto per Mahmood)

GHEMOM con DIODATO e CALIBRO 35cantano Rose viola. Bella l’atmosfera generale e la canzone guadagna in intensità. Voto 7

FRANCESCO RENGA con BUNGARO ed ELEONORA ABBAGNATO e FRIEDEMANN VOGEL propongono Aspetto che torni. Intenso l’amalgama delle due voci. Interessante anche l’apporto delle due étoiles della danza. L’insieme ne guadagna. Voto 6 e mezzo

ULTIMO e FABRIZIO MORO cantanoI tuoi particolari. Il sax di Vincenzo Molocca aggiunge più di Moro, che ormai canta qualsiasi cosa alla stessa maniera. Questo non è un brano da urlare. E comunque resto dell’idea che non è un gran pezzo. Voto 6-

NEK e NERI MARCORÈ cantano Mi farò trovare pronto. Va bene, siamo la patria del teatro-canzone, genere peraltro degno di lode. Ma il tentativo di trasformare una canzoncina come questa in una sorta di poesia fa un po’ ridere e lascia il tempo che trova. Voto 5

BOOMDABASH con ROCCO HUNT e i MUSICI CANTORI DI MILANO cantano Per un milione. Non è un pezzone, ma è un brano energico e molto ballabile già nella versione originale. Con l’intervento di Rocco Hunt e il coro dei bambini entra ancora più nella testa. Voto 6+

THE ZEN CIRCUS e BRUNRI SAS cantano L’amore è una dittatura. Bene l’intervento di Brunori, però forse non si avvertiva la necessità di quella sorta di fanfara, che ha reso il tutto un po’ pasticciato. Anche se il pezzo resta interessante Voto 7-

PAOLA TURCI e BEPPE FIORELLO cantano L’ultimo ostacolo. Beppe Fiorello è un uomo per tutte le stagioni. Stavolta non si capisce bene la sua utilità. La parte recitata ricorda un Modugno d’antan, ma  senza il carisma del mitico Mimmo nazionale. Voto 6-

ANNA TATANGELO e SYRIA cantano Le nostre anime di notte. Due vecchie amiche si ritrovano sul palco dell’Ariston a 15 anni di distanza dal primo incontro. Ma ne viene fuori un duetto sostanzialmente inutile. Voto 4

EX-OTAGO e JACK SAVORETTI cantano Solo una canzone. Un incontro tra un londinese con origini genovesi e un gruppo che ben rappresenta la Genova d’oggi (omaggiata da quel cuore rosso sulle giacche). Con la strofa in inglese c’è il tentativo di rendere internazionale questa canzone. Che migliora rispetto all’originale. Voto 6 e mezzo 

ENRICO NIGIOTTI con PAOLO JANNACCI e MASSIMO OTTONI cantano Nonno Hollywood. Bella l’idea di coinvolgere un maestro della sand art (l’arte di disegnare con la sabbia), anche se la resa televisiva è stata scarsa. Paolo Jannacci aggiunge un tocco di classe al tutto. Voto 7 e mezzo.

LOREDANA BERTÈ e IRENE GRANDI cantano Cosa ti aspetti da me. Un’Irene Grandi molto grintosa fa vedere un’altra faccia di questa canzone e rinforza la parte che nella versione originale mostrava più debolezze, il ritornello. Uno dei duetti meglio riusciti. Voto 8+

DANIELE SILVESTRI Ft. RANORE con MANUEL AGNELLI cantano Argentovivo. Ecco, ora avete sentito la canzone completa. Le due strofe che Daniele non cantava, sono quelle affidate a Manuel (come nel video ufficiale). I vocalizzi di Agnelli ricordano vagamente il mitico Lucio Dalla. Questa versione aggiunge un pizzico di drammaticità e teatralità. Bello. Voto 8+

EINAR con BIONDO e SERGIO SYLVESTRE cantano Parole nuove. Ci si sono messi in tre per rendere ancora più inutile un pezzo di per sé inutile. E ci mancava un po’ di autotune, eravamo quasi preoccupati… Voto 3

SIMONE CRISTICCHI ed ERMAL META cantano Abbi cura di me. Due vincitori del Festival, due dei nostri musicisti più sensibili. La voce profonda (all’inizio) e poi quel meraviglioso salire verso il cielo di Ermal rende l’insieme ancora più ispirato ed emozionante. Voto 8 e mezzo

NINO D’ANGELO e LIVIO CORI con SOTTOTONO cantano Un’altra luce. Questa è la dimostrazione che il neomelodico può anche essere interessante. Anche se l’intervento dei Sottotono non ha aggiunto molto. Voto 6 e mezzo

ACHILLE LAURO e Morgan cantano Rolls Royce. Morgan suona il piano, il basso e canta, togliendo una patina di plastica a questo pezzo, che comunque resta lontano dal rock genuino. Giocano a fare le rockstar, e lo fanno pure discretamente bene. Ma poi? Voto 5

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome