Il professore cambia scuola

Professore mandato nella banlieue scopre com'è bello insegnare

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Il professore cambia scuola
di Olivier Ayache-Vidal
con Denis Podalydès, Abdoulaye Diallo, Tabono Tandia, Pauline Huruguen, Alexis Moncorge

Voto: educativo

Rischiava d’essere l’ennesimo film sui ragazzi antipatici e cattivi delle periferie recuperati alla civiltà dalla bellezza della cultura. Il nuovo filone del cinema francese che rappresenta come il cinema di guerra americano la speranza: tutto quello che non avviene nella realtà avviene al cinema. Invece qui c’è una variante tragicomica: il nostro professore da liceo parigino sostiene incautamente che nelle banlieue dai ragazzi svantaggiati dovrebbero essere mandati i professori rodati come lui e nei licei dei figli della classe dirigente i professori agli inizi. Crede di farsi bello con una bella sconosciuta e invece si ritrova in un progetto ministeriale e deportato al volo nella solita brutta scuola di periferia dove i ragazzi sono di tutte le etnie e sono arrabbiati, ignoranti e figli della tv. Come si conquistano? Vendendogli I miserabili di Hugo come un serial di storie deprimenti, alzando i voti col trucco, stimolando l’appetito. C’è un curioso esperimento comportamentale nel film: dimostra che chi viene deprezzato si deprime e chiude il cervello per vergogna. Su questo bisognerebbe meditare.

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