#Sanremo2019: i commenti di Twitter sulla serata dei duetti

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Gli ospiti che accompagnano i big per un nuovo arrangiamento dei pezzi in gara arrivano all’Ariston solo durante la quarta serata, eppure la parola “duetto” non è nuova accanto all’hashtag #Sanremo2019. Come mai? A spiegarci il motivo ci pensa la sagacia di Spinoza: “La quarta serata è la serata dei duetti. Perché, finora Baglioni che ha fatto?”.

Diciamocelo: in effetti nel corso delle puntate precedenti il Direttore artistico non solo ha rispolverato molte perle del suo repertorio personale, ma è anche riuscito a duettare praticamente con tutti i superospiti che hanno calcato il palco del Festival. La rete per questo lo ha spesso rimproverato, ma per la quarta serata Baglioni riesce a commettere anche un altro errore. Stavolta si tratta di style: lui, la Raffaele e Bisio danno inizio alla gara avvolti in abiti lurex. Un tris sbrillucicoso che proprio non convince “Guardare come sono vestiti i tre conduttori mi ferisce gli occhi” scrive qualcuno.

La concentrazione nella serata delle collaborazioni è tanta ed è più che mai fondamentale. Dividere il palco con un altro può essere una scelta vincente ma può anche trasformarsi in una tragedia artistica se il connubio dovesse risultare poco azzeccato.

Molti degli “accompagnatori” per smorzare la tensione, in attesa di esibirsi, twittano da dietro le quinte: lo fa Noemi che affianca Irama e ricorda il codice per essere televotata insieme a lui, lo fa Beppe Fiorello che ringrazia Paola Turci per averlo scelto, lo fa Cristina d’Avena che posta una foto insieme ai suoi “protetti” Federica Carta e Shade e lo fa anche Irene Grandi che scrive “Insieme a Loredana è bello anche studiare! Sarà bellissimo condividere il palco dell’Ariston”. Il suo duetto con la Bertè è in assoluto il più gradito in sala, tanto da meritarsi una standing ovation.

Oltre alla coppia formata dalle due donne del rock colpiscono tanto il popolo di twitter anche le collaborazioni di Ultimo e Moro complici affiatati, Cristicchi e Meta delicati e commoventi, Arisa e Tony Hadley in perfetto stile musical e Silvestri/Rancore/Agnelli che sposano perfettamente i loro diversi timbri e stili in un’indimenticabile versione di “Argentovivo”. Pierluigi Pardo invece si schiera con gli Zen Circus e Brunori Sas e definisce la loro esibizione “qualcosa di eroicamente contemporaneo”. In tarda serata Dario Brunori arriva al dopofestival dove canta una cover di “Com’è profondo il mare” (qui il motivo di tanta attenzione a questo pezzo). Gli apprezzamenti su twitter anche in questo caso sono tantissimi e in molti sognano di vederlo gareggiare al Festival nel 2020.

A non convincere è invece la performance di Francesco Renga che nella sera dedicata ai duetti cerca di riprendersi portando sul palco non solo Bungaro a cantare con lui, ma anche i ballerini Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel su una coreografia di Giorgio Mancini. Non si può dire che il pezzo non riesca, piuttosto è “tiepido” e fatica a decollare davvero. Kotiomkin non si lascia sfuggire l’opportunità per fare un po’ di satira pungente e twitta “Più che la #Abbagnato, per spingere la canzone di #Renga ci vorrebbero gli #Abbagnale”.

La giuria d’onore dal canto suo ha le idee molto chiare e abbastanza concordi per l’incoronazione del miglior duetto della serata, a confermarlo con un tweet è Beppe Severgnini – uno dei giurati – già prima di dare il verdetto. Vengono premiati Motta e Nada, il web  non gradisce molto e anche in sala la notizia è accolta con fischi e “buuuuu”.

Piace poco anche la canzone di Achille Lauro, ma quando in rete si diffonde la notizia della polemica lanciata dal Ministro dell’Interno nei suoi confronti, c’è addirittura chi scrive “Se non piace a Salvini, Achille Lauro è improvvisamente diventato il mio preferito! Ora lo televoto!”.

Pareri contrastanti sono poi quelli che si incrociano sull’unico superospite della quarta serata: Luciano Ligabue. Prima di salire sul palco il cantautore riceve un tweet di incoraggiamento dal fratello Marco che scrive “Vai fratellone stasera tocca a te sul palco di Sanremo”. Il Liga arriva, come previsto, puntuale alle 21:27. Piace sulle note di “Luci d’America” ed esalta il web intonando la storica “Urlando contro il cielo”. Sul duetto con Baglioni (ebbene si, almeno uno è riuscito a farlo anche stasera) invece non ci sono mezze misure: la loro versione di “Dio è morto” passa da capolavoro a disastro nel giro di pochi tweet.

E lo stesso accade per quanto riguarda il siparietto ritagliato insieme a Bisio per studiare un’entrata trionfale. C’è chi approva il mantello rosso di velluto che il cantautore di Correggio si mette addosso e lo legge come un omaggio a Freddie Mercury, qualcuno invece non apprezza questa piccola svolta trash. A buttarla sull’ironia ci pensa il profilo fake di Maria De Filippy che allega una foto della mise del rocker e scrive “Sto preparando la nuova edizione del trono Over”. Dopo poco è lo stesso Ligabue a twittare un piccolo videoclip di riepilogo della serata e a scrivere un messaggio ai fan: “Stasera è stato bello, un po’ di sana rumba, ci vediamo in tour”.

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