Musica d’ascolto e musica da ballo: da Bologna i Mangroovia puntano tutto sul groove

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Mangroovia

I Mangroovia sono una band nata a Bologna nel 2015. La compongono Vincenzo Destradis (voce), Simone Pizzi (tastiere), Vyasa Basili (basso) e Vincenzo Messina (batteria). Suonano musica synth/pop neo soul e dopo un’intensa attività dal vivo, hanno da poco pubblicato un EP, la loro prima produzione ufficiale, che porta lo stesso nome della band. Abbiamo intervistato Vincenzo Destradis.

Il nome del vostro gruppo, Mangroovia, dice già qualcosa sulla vostra identità?
Sì, il nome ha un suo significato. Noi ci siamo conosciuti quattro o cinque anni fa a Bologna, facciamo un tipo di musica che è legato molto al groove e citiamo la mangrovia, pianta che richiama una capigliatura afro. Unendo queste cose abbiamo deciso di utilizzare il nome Mangroovia.

Qual è la vostra storia?
Frequentavamo tutti il Conservatorio di Bologna, ma in realtà ci siamo conosciuti soprattutto frequentando concerti e posti di Bologna. Prima si è stretto un forte rapporto di amicizia fra di noi e poi abbiamo iniziato a suonare insieme. Abbiamo cominciato con pezzi non nostri e dopo un anno abbiamo iniziato a lavorare su pezzi originali.

Perché l’EP ha lo stesso nome del gruppo?
Eravamo indecisi, c’era l’idea di usare il titolo di qualche canzone. Però abbiamo pensato che l’EP raccoglie i nostri primi pezzi, sembra dire “ci siamo”. Ecco, il titolo dell’EP è il nome della band, come a dire “siamo questo”. In futuro ci piacerebbe fare un disco, più legato ad un concept, che possa avere un titolo al di fuori dell’identità.

Ha un filo conduttore questo EP?
Il filo conduttore è legato al sound, sono pezzi scritti nello stesso periodo, ed hanno in comune un’identità di suono legata al groove e alla dance, con molte contaminazioni.

I testi per voi sono importanti? Di cosa parlate nelle vostre canzoni?
L’aspetto testuale prevalentemente lo curo io, a volte insieme a Simone Pizzi. Le tematiche sono differenti, spesso parliamo di scelte e visioni della vita, come in Golden Cage e Coming Back. In altri, ad esempio in Arise, parliamo di esperienze di vita attuali, del primo periodo in cui ci siamo trovati a Bologna. Proveniamo quasi tutti da fuori, a parte Vyasa: io sono pugliese, Simone è toscano, Vincenzo è calabrese. In Zanzare, invece, trattiamo del rapporto di amore-odio che c’è con la propria terra natale.

Che rapporto avete con Bologna, la città che vi ospita?
Ci troviamo molto bene a Bologna, molto a nostro agio in questa città. C’è un ambiente musicale molto ricco, anche se purtroppo si sta andando un po’ a peggiorare a livello di locali e possibilità di suonare. Bologna resta comunque una città che offre molte possibilità di incontri.

C’è un album all’orizzonte?
Sì, anche se non abbiamo ancora pianificato i tempi. Vorremmo comunque concretizzare questa cosa quanto prima, abbiamo dei pezzi nuovi che porteremo già nei nostri prossimi live e non vediamo l’ora di tornare a lavorare anche in studio su queste canzoni.

Quanto è importante per voi la dimensione live?
Il live è il nostro punto di arrivo. Il progetto Mangroovia punta molto sull’esperienza live. Curiamo sempre di più il nostro spettacolo e nei prossimi mesi dovremmo suonare abbastanza, in Emilia ma anche in altre regioni del nord e sud Italia. Puntiamo più al live che al lavoro di produzione.

Dal pubblico che reazioni avete?
I riscontri sono positivi. I concerti che amiamo di più sono quelli durante i quali il pubblico inizia a ballare e, più il tempo passa, e più questa cosa succede di frequente. La nostra musica sta a metà tra la musica d’ascolto e la musica da ballo e vorremmo che ci fossero entrambe le componenti all’interno del live.

Il video di Golden Cage:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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