Confronto tra le batterie usate in “Bohemian Rhapsody” e quelle realmente usate dai Queen

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Queen batterie
@Fernando Frega - QueenMuseum.com

Dopo il grande successo e i record al botteghino di Bohemian Rhapsody, il film biografico su Freddie Mercury, ho analizzato la relazione tra le batterie usate nel film e il contesto storico della carriera dei Queen, questo come conseguenza delle mie precedenti analisi di tutti i kit di Roger Taylor fatte nel libro La batteria di Roger Meddows Taylor.

Come amante del suono di Taylor, mi aspettavo che almeno usassero le sue batterie originali… cosa avvenuta solo in parte lo hanno fatto… il più delle volte sbagliando. Chiarito questo punto, descriverò i kit evitando di esprimere le mie opinioni personali.

Le batterie, sia quelle usate nel film, sia quelle usate realmente dai Queen, sono descritte rapidamente punto per punto. Tralascio una descrizione dettagliata dell’hardware, dal momento che è praticamente impossibile analizzare tutti i diversi reggi tom sulla cassa che utilizzava, o le varie aste, come il porta charleston: Roger Taylor ha mescolato tantissimi marchi.

I piatti sono tutti Zildjian, per motivi promozionali, infatti Taylor è stato per diversi anni un Endorser di questa ditta.

Nel film sono visibili almeno quattro kit diversi, utilizzati per dodici differenti scenari in varie configurazioni:

  1. L’era Smile ed il primo show con Freddie Mercury

Il primo kit visibile nel film, com’era nella realtà, è un misto Premier / John Grey con un rullante Premier Hi-Fi composto da un tom sospeso e due timpani. Però, nel film, i fusti dei giovani Smile che suonano in un Club una sentita Doin’ All Right, non sono gli originali, ma una Sonor HiLite del 1990 color crema con due tom sospesi e un timpano a chiudere la semiluna. Insomma, kit visibilmente errato nonostante la scritta DON’T FORGET TO SMILE, che Taylor stesso mi ha detto di aver ideato. Perlomeno il colore è simile all’originale usato dal 1969 al 1970.

Lo “Snare” visibile attraverso le immagini sembrava essere il suo rullante Ludwig School Festival effettivamente usato solo dal 1974. In effetti non ci sono così tanti rullanti in legno con due file di blocchetti: alcuni modelli Premier, Gretsch o Tama. Certamente non è il suo Ludwig degli anni Sessanta: è un Pearl, sempre in legno chiaro con doppia fila di blocchetti, dieci per pelle, con una profondità di 8”, quindi più profondo dei rullanti più comunemente usati nel rock, che solitamente sono alti 6,5”. Taylor ha preferito sempre la misura “regular” con rarissime eccezioni (vedi ad esempio i rullanti da 7” quali lo Yamaha del Magic Tour o lo Sleishman, oppure i Ludwig Colisseum Slotted da 8” e il Classic Rock da 10” suonato in alcuni casi nei Novanta).

Tornando al Pearl, di questo modello di rullante, con il badge a sfondo nero tipico degl’inizi degli anni Ottanta, c’erano due varianti. Nel film è stato usato il tipo simmetrico, ossia con entrambi i cerchi da 14” di diametro.

Il logo sulla cassa è la famosa bocca sorridente creata e disegnata da Tim Staffel, il bassista cantante degli Smile che lasciò il gruppo favorendo l’arrivo di Mercury.

batterie Queen
Rullante Premieri
Batterie Queen
Rullante Ludwig School Festival

  2. Le sessioni di registrazione di Seven Seas of Rhye del 1973

Si presume dal film che le scene in cui si vede la band registrare con metodi fantasiosi suoni ed effetti che si tratti delle registrazioni del loro primo album, Queen. In effetti si registra una canzone originalmente presente sul primo lavoro in versione corta e  strumentale. Canzone che verrà poi completata ed incisa anche sul secondo album.

Il kit che si vede nel film è non è mai stato usato per tali sessioni di registrazione: Taylor usava una Ludwig tutta nera, inoltre in quel periodo suonava con un solo tom. Nonostante l’errato contesto storico, quello che si comincerà a vedere da questo punto del film in avanti, è comunque uno dei più bei kit di Roger.

Il kit è quello originale, la stessa combinazione del periodo di registrazione di A Night At The Opera e il successivo World Tour nel 1975: giusta l’assenza della pelle risonante (frontale) sulla grancassa. Purtroppo di quel periodo mancano foto del kit utilizzato.

Il kit consiste in un drum set di sei pezzi con due differenze rispetto a quello originale. Partendo dalla grancassa che è una Ludwig Maple, color legno chiaro, con i cerchi tendi pelle in legno più scuro. Su di essa vediamo i due tom, uno con finitura in noce e uno Nero Lacca. Qui troviamo l’errore: giusti i colori dei tom, sbagliata la marca, perché invece di avere come secondo il tom Hollywood Meazzi Tuneable Floor Tom, che in realtà è un timpano regolabile, in versione nera, come durante le sessioni di registrazione A Night At The Opera, hanno usato un Nero Lacca della Ludwig.

In realtà il Meazzi nero non esiste più, o meglio esiste, ma è diventato color legno chiaro, poiché dopo la registrazione di A Night At The Opera Brian Spencer (il loro compianto tecnico), fu delegato a rimuovere il “Black Wrap” da esso, la pellicola che riveste il fusto per intenderci, e a dipingerlo con una finitura chiara, evidenziandone le venature del legno.  È possibile vedere il kit originale con il tom in versione chiaro, in un bel filmato in cui Brian May suona una Jam con Roger Taylor ai Rockfield Studios nel 2005 (Visibile nel DVD celebrativo The Making of A Night At The Opera.

Batterie Queen

Ora è giunto il momento di descrivere il fusto principale di un set, analizzeremo quindi il rullante usato per questa rappresentazione di registrazioni in studio.

Riconoscere il rullante è stato possibile grazie a un video postato da Brian May su Instagram, in cui si vede l’attore che lo impersona, Gwilym Lee, ricevere istruzioni su come mimare il suo assolo. Attraverso questo breve filmato è possibile vedere che il rullante usato nel set è uno dei veri rullanti di Taylor, lo Sleishman Snare, in legno di acero chiaro, che è stato spesso suonato dal 1995 al posto dei suoi rullanti Ludwig ed in seguito anche DW. Al seguente link è possibile sentire il rullante sotto i colpi di Rufus Tiger Taylor durante la serata, mentre il padre canta These Are The Days of Our Lives.

Non va dimenticato che in quelle sessioni Taylor ha usato il suo School Festival della Ludwig, un rullo dal suono corposo, come anche nelle registrazioni per ANATO.

Per aprire una parentesi che esula dal discorso film, va raccontato un episodio molto curioso. Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters, grande fan e amico di Roger Taylor, durante una video intervista per Sotheby nel 2016, mostra la sua collezione di memorabilia del rock narrando di aver avuto in regalo dal batterista dei Queen il rullante del concerto tributo a Freddie Mercury del 1992. Quel concerto è stato suonato con lo School Festival della Ludwig.

Secondo i ricordi di alcuni membri della crew dei Queen, di School Festival ne aveva solo uno e magari non avendolo più, è stato scelto lo Sleishman, perché chiaro come il rullante della Ludwig.

In teoria il più somigliante al Ludwig Festival è il Pearl usato nelle scene degli Smile e di Another One Bites The Dust (ne parleremo in seguito), il Pearl infatti ha due file di blocchetti tendi cerchio/pelle, lo Sleishman una sola a due inserti a blocchetto, ossia dove si avvitano le viti per accordare il suono delle pelli.

Durante tale scena è riconoscibile un piatto China con risvolto, quello atipico. Lo si vede in piedi nello studio a sinistra dell’inquadratura. Roger ha iniziato a usare i China solo nel 1976, non ci sono prove di utilizzo di tale piatto particolare fino al videoclip di You’re My Best Friend, registrato dopo il tour Opera nell’aprile 1976.

Visibile anche un timpano da concerto sinfonico, anch’esso nella realtà non associabile a Taylor prima del 1975, usato anche in un altro punto di quella scena, quando i giovani attori lo suonano con le bacchette mentre le monete poste sulla pelle vibrano creando questo suono tintinnante, che caratterizza la canzone in questione.

Nel film vedremo di nuovo questo kit quando registreranno l’album A Night At The Opera.

  1. La performance alla BBC (Top of the Pops) per promuovere Killer Queen nel 1974

Qui i produttori/scenografi hanno sceneggiato in maniera corretta, perché il secondo kit è un Black Ludwig (blocchetti lunghi tipici dell’epoca). Si potrebbe pensare che possa trattarsi di uno dei suoi kit neri, quello del ’74. Quello a due tom, usto dall’ottobre del 1974, aveva un reggitom Premier e il kit nero Lacquer originale usato dal ’76 in poi, uno Rogers, l’ultimo tra l’altro esposto nel 2017 alla British Music Experience Exhibition di Liverpool, insieme al suo Rullante Black Beauty della Ludwig, altro mostro del Rock. Qui di seguito una foto del suo Kit esposto a Liverpool. E’ evidente il tipo di porta Tom montato sull’originale che è di marca Rogers, anziché Ludwig come nel Kit usato nel film. E’ stato uno stratagemma usato dai due Taylor (Roger e Chris ‘Crystal’, il suo tecnico), nella vita reale, per rendere più robusta e rigida l’accoppiata di tom sulla grancassa.

Ludwig Black Lacquer

La riproduzione di questo Kit è comunque ben fatta mostrando i Queen suonare durante la loro seconda performance al TOTP (la prima volta fu con ‘Seven Seas Of Rhye’) alla BBC per promuovere il singolo di “Killer Queen”, dove effettivamente si è usata una Ludwig Nera.

Ovviamente il tutto con il nastro adesivo sotto i piatti, perché in playback. Lo stesso Taylor ha sempre detto che i piatti della BBC avevano un suono schifoso.

  1. Le riprese rapide di Live in Japan nel 1974

Sei secondi che mostrano lo stesso Kit nero Lacquer Ludwig del punto 3. Per fare chiarezza ripeto che in realtà all’epoca la prima Ludwig nera usata da Taylor dal 1970 al 1974, oltre a non essere la Ludwig nera usata dal ’76 in poi, è anche di un nero diverso, lo ribadisco perché nel mio libro avevo descritto il Wrap come un nero Cortex (corteccia) invece recentemente si è ipotizzato, insieme ad un altro ‘Taylored’, che il primo Kit nero fosse Black Panther (Nero Pantera).

Il paradosso filologico/storico è che il tour americano del 1974, è antecedente all’esperienza di Top Of The Pops con ‘Killer Queen’ che nel film viene inscenata prima della loro prima tournee d’oltreoceano. La tournee statunitense è finita esattamente cinque mesi prima del TOTP con il brano ‘Killer Queen’.

  1. Il tour negli Stati Uniti per l’album ‘Queen II’ del 1974

Lo stesso kit dei due punti precedenti, solo più grande in numero di tamburi, sette in totale. Questo è un altro errore in relazione con il periodo originale inscenato in questa parte del film. A quei tempi, durante il tour negli Stati Uniti, il “Drummer Boy” suonava un Drum Kit di cinque pezzi con un solo tom sospeso. Il passare a due tom non è lontano, lo avrebbe dall’ottobre 1974 in avanti. Sembra che a volte abbia provato con un secondo Tom,come è evidente dall’unica foto esistente, scattata a Basingstoke (Regno Unito) durante le prove prima dello Show,nel 1973. Il loro prog sound dei primi anni si stava evolvendo, come anche le dinamiche batteristiche con ‘Fills’ sempre più pieni e tuonanti.

Aggiungo un altro dettaglio che ha stranito buona parte degli accorsi al cinema, è certo che ai tempi non avrebbero mai potuto suonare la canzone che accompagna le scene ‘Fat Bottomed Girls’, essendo essa stata scritta nel 1978.

  1. Le sessioni di registrazione di “A Night At The Opera” 1975

Lo stesso Kit del punto 2.  La pelle risonante della grancassa, quella frontale, durante le scene della sessione, è mancante, dettaglio veritiero solo se ci si riferisce alle sessioni di A Night At The Opera, datosi che il kit è stato usato anche per inscenare le registrazioni degl’altri Album precedenti (vedi punto 2), dove non si hanno testimonianze su come sia stata microfonata la grancassa.

Nelle scene, nelle quali l’attore che impersona l’assistente di Mercury, Paul Prentner (Allen Leech), parla con Mercury (Rami Malek), mentre al piano componeva la ballad poetica e passionale Love Of My Life, sono visibili dietro l’attore, una Grancassa in legno chiaro e un Tom-Tom in noce, entrambi Ludwig. Sembrano essere anch’essi i tamburi originali di questo kit se non fosse che nelle stesse scene è visibile il kit montato sullo sfondo. Sono praticamente dei doppioni che poi durante le scene seguenti non si vedono più.

  1. La seconda metà degli spettacoli degli anni ’70 (197579)

In realtà per la logica del film, le scene che hanno avuto inizio con tanto di sovraimpressione, nel 1976 a Edimburgo, dovrebbero mostrare il Tour successivo all’uscita dell’album A Night At The Opera che però viene omesso. Manca praticamente l’inscenamento di tutto l’Opera Tour che toccò UK, U.S.A., Australia e Giappone. Infatti nel film viene riproposta la band suonare dal Summer Tour ’76 (partito a settembre), un pochino prima del A Day at the Races Tour, che partirà a gennaio ’77, praticamente omettendo il tour per promuovere la pietra miliare della loro discografia dal novembre ’75 ad aprile ‘76.

Nel tour ANATO il vero Kit sarebbe stato il “Walnut” Ludwig descritto ai punti 2 e 3, usato per incidere l’album, con il Tom Meazzi, appositamente ‘sgusciato’.

La produzione cinematografica quindi, a mio avviso e come è logico da credere, ha deciso, per avere sempre lo stesso kit, di iniziare dal punto in cui fra il parco “macchine” di Taylor, entra il kit Ludwig Black Lacquer come al punto 3 con la White Queen Crest su pelle nera, in maniera corretta.

È comprensibile che la produzione avesse usato per comodità lo stesso kit per mostrare la band esibirsi dal vivo in tutto il mondo.

Da quel momento nella realtà, la batteria di Taylor,ha avuto diversi cambi di logo frontale sulla grancassa ed ha anche avuto una metamorfosi e/o un’evoluzione ricca di eventi in entrambi i lati. La pelle della Grancassa cambiava in base al Tour. Se si dovesse creare un’animazione sulle evoluzioni del Kit durante gli anni che passano dal 1973 al 1981 se ne vedrebbero delle belle.

Alla sua sinistra (lato destro dal pubblico) passò da tre concert Tom (senza pelle risonante) ad un concert Tom unico, invece alla sua destra è passato da grandi concert Toms (’76 -’77), ai Timbales (’77 – ’78), ai Rototoms (’79 -’81).

In aggiunta al suono grasso delle batterie acustiche già elencate, nel 1979,ha aggiunto alcuni  pads elettronici, come i Simmons Pollar Syndrum Quad Pads (’79 -’81, prima tre pezzi, poi quattro) sostituiti poi dagli ottagonali Simmons SDS Series (’82 – ’85).

La storia del film termina con il concerto del Live Aid, che è stato l’ultimo con il Kit Ludwig Chrome on Wood, dal 1986 ha cambiato batteria per una Yamaha Recording Custom Series nera. Per completare l’escursione degli E-Pads oltre la ‘timeline’ coperta dal film, possiamo annoverare che è passato al Roland Pad-8 Octopad per il Magic Tour dell’86 e due LP Spike Electronics Triggers al Mercury Tribute Concert nel 1992. Da quell’anno in poi non userà mai più pads elettronici o triggers dal vivo.

 

In questa parte del film, come storia vuole, dietro la schiena del Drummer appare nella sua piena dimensione l’enorme Gong da 60 “(1,52 m di larghezza), ossia il mega piatto di origine asiatica, tanto osannato dai grandi batteristi “iperattivi’ del Rock, come Bonham e Moon, tra l’altro amati dallo stesso Taylor.

È interessante sapere che il Gong della Paiste,suonato dal 1975 è stato in primis uno di proprietà di Elton John, e solo dopo il tour di ‘A Night At The Opera’, Taylor ha avuto il suo.

Nel film si vede l’attore Ben Hardy colpire il mega-’Cymbal’ durante le scene suddette, a chiusura di Bohemian Rhapsody, lasciandolo facilmente ammirare, anche se per pochi secondi.

Il gong
  1. La situazione errata in cui Brian May mostra per la prima volta il riff ritmico di “We Will Rock You” a Freddie. Nel film la scena viene datata Londra 1980 (!)

Il Kit di batteria visibile nello studio è la Ludwig a blocchetti lunghi vista già in precedenza. con un Tom sospeso, la pelle della Grancassa con un’enorme apertura centrale (ritaglio) per il microfono e un Rullante in legno chiaro, presumibilmente lo stesso Pearl 14”x8” utilizzato in tutto il film quando necessario. Da notare nella scena si intravede in fondo allo studio appoggiata a terra sulla sinistra la pelle della Grancassa usata nei primi tour, ossia il logo dei Queen con i loro segni zodiacali disegnato da Mercury stesso, nero su sfondo bianco (1970-1975). Seguirà nel 1975/76 la versione bianca con sfondo nero. Vedi punto 7.

  1. Il “Crazy Tour” del 1979 e il conseguente “The Game”. Tour che include le famose tappe sudamericane del 1981

Crazy Tour

Nel film la situazione inizia ad essere ancora più confusa perché in pochi minuti si vuole mostrare quanti tour ha fatto la Band e sappiamo quanti tour hanno fatto i Queen nell’apice del loro successo, inserendo l’esperienza del Sud America in uno scenario anni ’70. I fan sanno che i Queen hanno fatto il tour ‘Sur’ Americano nel 1981, per di più con il cantante in versione baffuta…

Ad ogni modo, il Drum Kit scelto dai produttori del film è un Ludwig Chrome on Wood (Lamiera cromata che riveste il fusto in legno). Un Kit di sette pezzi. Presumibilmente il suo, forse no, dal momento che un suo Kit identico è in mostra a Guildford presso ACM Music Academy.

Tale batteria è stata originariamente suonata tra il 1982 e il 1989 e non negli anni settanta…

Il Rullante sembra essere in legno chiaro (sembra però quasi metallico) in realtà come quasi tutti i rullanti del film, uno di quelli indefiniti.

Questo Kit può essere in parte il vero Kit degli “Hot Space / The Works” Tours compreso il Live Aid. La batteria in questione è visibile nella realtà anche nei videoclip dell’album “A Kind Of Magic”, ad onor del vero anche nel video di “Breakthru” del 1989.

Quello che è strano, è che gli scenografi del film hanno deciso di usare questo Kit per mostrare i Queen dal vivo sul palco, in quelli che nel film dovrebbero essere la fine dei settanta, attorno al “Crazy” Tour del 1979. Questo a rigor di logica, avendo la batteria, la “Faccia” di Roger sulla Grancassa. Avrebbero potuto usare la batteria Ludwig nera (punto 2 di questo articolo), anche per questa parte del film, ma volevano coprire troppo, ossia il “Crazy Tour”, il “The Game”, l’”Hot Space” e anche il ”The Works” Tour, in un unico abbraccio. Per quei tour, Roger Taylor, nella vita reale, ha cambiato tre tipi di Drum Kit, tutti Ludwig ma in diversi “colori”, usando la cromata come ultima Ludwig prima di passare alla Yamaha. Avrà un ritorno di fiamma con la Ludwig nell’89, quando gli viene recapitata una Ludwig New Keystone in acero chiaro.

Nella pellicola hanno scelto due piccoli concert Tom senza pelle risonante, per replicare tutto l’inferno di pad e / o Rototoms, che aveva alla sua destra. Questo mi ha sorpreso davvero.

Qui un link con un breve solo di batteria seguito da fantastico Timpani orchestrali del 1981.

@Ferdinando Frega Il rullante School Festival della Ludwig e i Simmons Pad.
  1. La svolta il Funky/pseudo-disco e la presentazione del riff Another One Bites The Dust da parte di John Deacon

Il kit spiegato al punto 8 è di nuovo visibile mentre John Deacon (Josef ‘Joe’ Mazzello) mostra al gruppo, per placare un litigio, l’invenzione del riff Another One Bites The Dust. Il kit ha la stessa pelle della grancassa dall’enorme buco per il microfono.

Il rullante ha un’etichetta quadrata con un nome nero in grassetto sul suo bordo superiore destro, sembra sia un adesivo aggiuntivo, è in sostanza lo stesso Pearl usato nelle scene precedenti. Davvero complicato da riconoscere, purtroppo ci sono così poche inquadrature…

In entrambe le scene (8+10) si vede un timpano (corto) in aggiunta, dietro ai due classici. Non si riesce a capirne il tipo ne tantomeno il motivo della sua presenza.

11 + 12. Il concerto del Live Aid

Queen batterie
@Fernando Frega – QueenMuseum.com

Scena finale nel film, ossia il famoso Live Aid, nella realtà osannato dai Queen come il concerto della loro riscossa dopo un periodo stressante in cui vengono fuori da numerose tournée. Nel film si mostra una band sull’orlo dello scioglimento per dissidi dovuti alla carriera solista di Mercury. Cosa davvero sorprendente, infatti viene tralasciato che lo stesso Taylor aveva all’attivo già due album solisti negli ottanta e un singolo a se stante del 1977, primo lavoro da solista da parte di un loro membro. Lo stesso May pubblicò un Ep, un paio di anni prima, assieme ad Eddie Van Halen e Phil Chen Alan Gratzer e Fred Mandel.

Per inscenare quel fatidico giorno in cui i Queen, in mondo visione, salgono sul palco di Wembley, viene usato il Kit che confà maggiormente, ossia lo stesso Kit spiegato al punto 6. Il luminoso set Chrome on Wood Ludwig. Peccato che il reggi Tom sia quello di fine anni settanta (mod. 781-2) invece del più pachidermico modello 3002 uscito nell’81.

Il Rullante potrebbe essere un acciaio Ludwig, forse un LM400 Supraphonic.

Onestamente va detto che la produzione ha creato un po’ di confusione. So che un film è un film, ma per gli occhi dei fan esperti, questo tipo di confusione porta un leggero disagio. Per usare un’analogia divertente, è come vedere Napoleone con l’uniforme sbagliata, o lasciare suonare Jimi Hendrix con la chitarra sbagliata!

Quando uscirà il Biopic su Roger Taylor, vedremo se saranno più accurati nel riprodurre le sue batterie.

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