Un valzer tra gli scaffali

Un carrello, un uomo, una donna, un supermercato. La Germania dopo l'Est

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Un valzer tra gli scaffali
di Thomas Stuber.
con Sandra Hüller, Franz Rogowski, Peter Kurth, Matthias Brenner, Andreas Leupold.

Voto: politico poetico 7/8

Franz Rogowksy, proletario della Germania est appena riunificata (e impoverita), silenzioso, tatuato (quasi una variante tedesca di Joaquin Phoenix) entra in prova per il turno di notte in un surreale ipermercato e viene addestrato a usare i carrelli elevatori. La routine è la stessa di un soldato: un anziano in affiancamento, addestramento nell’uso delle armi (i carrelli: da antologia i filmati sui rischi che si corrono usando incautamente quegli attrezzi terribili), i segreti per mangiare qualcosa di più dagli scarti del cibo. E incredibilmente un amore che sorge tra gli scaffali: la sposata e infelice Sandra Huller. È un film notturno, in apparenza teutonico/tecnologico  e incredibilmente romantico tra le pieghe (fredde) della routine che diventa poesia, che muta impercettibilmente mentre si ripete, con venature comiche e tragiche nascoste, molto tedesche. Nella prima parte sfiora il sorprendente, nella secondo è un gran bel film. Da un racconto di Clemens Meyer, cosceneggiatore.

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