Alita- L’angelo della battaglia

Ragazza cyborg innamorata cela personalità inaspettata. Ma va?

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Alita – L’angelo della battaglia
di Robert Rodriguez
con Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein

voto: per cyborg innamorati

Nell’alto del cielo c’è il mondo dove tutti vorrebbero andare, in basso, nella discarica del paradiso, c’è la terra del futuro, il solito caos fantascientifico in variante nippo-messicana: lì si aggira il dottor Dyson e recupera dai rifiuti tech un bel faccino con cervello funzionante di un cyborg, lo restaura, gli/le dà un corpo e un nome, Alita (come la figlia morta), e dopo un po’ si scopre che la ragazzina cyborg ha una spiccata tendenza al combattimento. Nel mondo del futuro tutti in qualche modo sono ossessionati dal Motorball, che poi è il rollerball (picchiarsi tra corridori su pattini per una palla d’acciaio sparata in un catino) aggiornato e giocato tra giocatori diciamo così “aumentati” con impianti robotici. Altri elementi: il dottore cela un’altra identità, la ragazzina aspetta di recuperare la sua, la moglie del dottore si è separata per il dolore della morte della figlia ed è un cyborgchirurgo eccezionale,  ma lavora per il cattivo agli ordini del paradiso (dove tutti misteriosamente vogliono andare, ma non si vede mai). E poi la ragazzina si innamora di un ladro di parti di cyborg. Il tutto, con begli effetti speciali (c’è dietro il Cameron di Avatar) e una sensazione di letargico déjà-vu: chi manipola tutti i destini che sembrano sempre girare intorno al Motorball? La spiegazione arriverà, ma nel frattempo Rodriguez ha voluto dispiegare in lunghezza le sue due anime: l’iperviolenza giocosa e il film per ragazzi, e non finisce mai. Curiosi gli occhi della giovane cyborg: sono grandi come quelle delle eroine dei manga (questo è un manga di Yukito Kishiro del 1990):  pupille dilatate come quelle delle dame di corte giapponesi per attirare i maschi oppure involontario omaggio a Big Eyes di Tim Burton sulla pittrice di bambini con gli occhi fuori misura ? Sarà che anche in quel film c’era Waltz… Ma perché questo futuro suona così terribilmente antico? E ci sarà un seguito…

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1 COMMENTO

  1. Mi sembra un commento riduttivo per un capolavoro come Alita. Il film mi ha emozionato tantissimo. Bellissima la storia e il 3D è in assoluto il migliore mai realizzato al cinema. Per la prima volta non da fastidio avere quegli occhiali. Film che è obbligatorio andare a vedere.

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