Introdurranno il film Antonio Pettierre e Marcello Perucca
Durante la guerra civile americana il caporale nordista Jonathan Mc Burney (Clint Eastwood), ferito e abbandonato in territorio nemico dai suoi commilitoni, è salvato da una ragazzina, allieva in un college per fanciulle, dove impera la morale vittoriana e la repressione sessuale imposte dalla severa direttrice, un’autoritaria zitella. Nel corso della convalescenza, l’uomo, unico maschio in quella casa timorata di Dio, suscita prima la curiosità e poi un interesse morboso da parte delle fanciulle, cosa che ovviamente fa scatenare gelosie, rabbia e frustrazioni. Ben presto Jonathan subisce varie violenze: è buttato giù dalle scale, gli viene amputata la gamba spezzata e infine è avvelenato con un piatto di funghi. Benchè interpretato da un gruppo di ottime attrici, Geraldine Page, Elizabeth Hatman e Jo Ann Harris, il film del veterano Don Siegel (Contratto per uccidere; L’ uomo dalla cravatta di cuoio), è incentrato in parte criticato sull’ immobilità del volto di Clint Eastwood (“Ha due sole espressioni – diceva Sergio Leone di lui- una con il cappello e l’altra senza cappello”), ma che a distanza di anni è diventata invece una caratteristica della recitazione monocorde del grande attore- regista. L’ opera dal fascino ambiguo, che parte con tono misogeno per poi traghettare verso una visione più critica verso la figura maschile, sa creare un’atmosfera morbosa, allucinante e densa di suspence. Clint Eastwood dopo quella esperienza è ormai pronto a passare dietro la macchina da presa. Seguirà infatti nel 1973 la sua prima regia, l’ottimo thriller Brivido nella notte, che prende spunto da Misty, il motivo musicale scritto dal pianista Erroll Garner, seguito da Breezy girato nello stesso anno, una delicata commedia sentimentale di ottima fattura, storia d’ amore tra un uomo di mezza età (William Holden) e una ragazzina giramondo nella California benestante.






































