Jean Renoir e i maestri del realismo poetico

Fino 17 marzo 2019 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma Sala Cinema via Milano 9a, la rassegna dedicata ad uno dei più grandi registi del cinema contemporaneo

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Foto Jean Renoir

Un progetto del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Institut français Italia

“Nell’ aprile del 1915, un bravo tiratore bavarese mi regalò una pallottola in una gamba. Gliene sono riconoscente. Quella ferita mi permise di essere finalmente ricoverato in un ospedale di Parigi, dove mio padre si era fatto portare per starmi vicino”. Così racconta Jean Renoir nel suo libro Renoir, mio padre (Adelphi Editore), dedicato alla figura dell’illustre genitore, il grande pittore francese Auguste. Nato a Montmartre a Parigi il 15 settembre 1894, Jean Renoir è stato uno dei più grandi registi della Francia e del mondo. Pittore, giornalista, ceramista, pubblicista e attore, Jean cresce in una famiglia di artisti, a cominciare dal padre Auguste e dal fratello Pierre. Giovanissimo entra nel mondo del cinema ispirato dai modelli Griffith, Chaplin e Stroheim e realizza la sua prima opera cinematografica nel 1924, Le fille de l’eau in cui dirige la prima moglie Cathering Hessling, che sarà anche la protagonista del successivo Naná del 1926 tratto dal romanzo di Zola. La sua grande stagione è però quella degli anni Trenta, decennio nel quale egli prevale su tutti gli altri cineasti, se si escludono i capolavori di René Clair e quelli di Jean Vigo morto però a soli ventinove anni nel 1934.  È la stagione del realismo poetico che coincide con il periodo del Fronte Popolare nel quale emergono attori come Jean Gabin, Louis Jouvet, Michele Morgan, sceneggiatori come Jacques Prevert e musicisti come Joseph Kosma. Renoir tra il 1931 e il 1939 affronta tutti i generi: il farsesco Boudu salvato dalle acque (9 marzo ore 21), l’adattamento di grandi scrittori quali Flaubert, Maupassant, Gorki e Zola con Une partie de campagne; Les bas-fonds, L’ angelo del male (8 marzo) fino al pacifismo umanista e antimilitarista di La grande illusione. Dal 1935, anno in cui esce Toni (22 febbraio) seguito da La regola del gioco (3 marzo) del 1939, Renoir dipinge il ritratto di una Francia piena di umanità con le sue classi sociali in forte contrapposizione. A quarant’ anni dalla scomparsa (è morto a Beverly Hills Los Angeles il 12 febbraio 1979), l’importanza di Jean Renoir come autore fondamentale della storia del cinema non accenna a diminuire. I suoi film hanno anticipato movimenti come il Neorealismo italiano e la Nouvelle Vague francese, grazie soprattutto a una visione carica di ironia e disincanto, leggerezza e impegno politico. Ma la vera forza del cinema di Renoir resta la profonda umanità dello sguardo, quella capacità di mettere le persone al centro di tutto, che invece il cinema d’ oggi ha perso. Al programma sono state aggiunte oltre a Il diario di una cameriera, 1946 (15 marzo); Eliana e gli uomini, 1956 (1 marzo), anche alcune opere dei maestri del realismo poetico come Marcel Carné (Les enfants du paradis 23 febbraio; Alba tragica 21 febbraio; Aria di Parigi 26 febbraio e Teresa Raquin il 13 marzo), Julien Duvivier (Il bandito della casba) e René Clair (Il quartiere dei lillá 7 marzo; Sotto i tetti di Parigi 14 marzo) per cercare di restituire il clima culturale di un’epoca irripetibile.

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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