Emma, dando dimostrazione di avere più coscienza civile di molti suoi colleghi “impegnati”, chiude i suoi concerti urlando uno slogan al suo pubblico: “Aprite i porti”, peraltro ricevendo in risposta parecchi applausi. Questa presa di posizione non è invece piaciuta a molti leoni da testiera, che sui social l’hanno insultata pesantemente.
Ma la cantante salentina non si è data per vinta, facendo circolare sui social un post molto esplicito: «In questi giorni ho letto tantissimi articoli molto polemici sul fatto che io dica questa frase dal mio palco, ma Aprite i porti è quello che penso io. È semplicemente quello che penso io. Per me non è per andare contro questo o quel politico, significa essere nati e cresciuta in una famiglia in cui mi è stato insegnato il rispetto e l’altruismo verso chi è più bisognoso.
E mi rivolgo anche ai signori giornalisti. Io capisco che per avere click sui vostri siti avete bisogno di far crescere polemiche e sporcare anche il pensiero positivo che un artista cerca di diffondere dal proprio palco. Fin quando avrò un palco sotto il culo, dirò sempre quello che penso, sempre. Anche se questo significa andare contro di me e perdere qualcuno per strada. A trentacinque anni, sono una cittadina italiana, esiste la libertà di pensiero e di parola e continuerò a dire quello che penso. E scrivetelo adesso, l’articolo».
Intanto non si ferma la sua attività artistica: prosegue l’Essere Qui Tour (22 Ancona, 23 Bologna, 26 Milano, 27 Brescia, 1° marzo Roma) e qualche giorno fa ha annunciato una collaborazione con una band di fama mondiale, i Thirthy Seconds To Mars, assieme ai quali ha inciso il singolo Love Is Madness, che potrebbe diventare uno dei tormentoni dei prossimi mesi.
Da sempre, Emma è impegnata in prima linea anche nella lotta contro il cancro. Soltanto ieri, prima che scoppiasse il putiferio sui porti aperti (detto per inciso: noi siamo dalla sua parte), ha diffuso sui suoi social questo messaggio: «In Italia ogni anno circa 1400 bambini si trovano a combattere il cancro con tutta la forza che hanno.Insieme possiamo salvarli! Aiuta Fondazione Umberto Veronesi a finanziare la ricerca scientifica per garantire loro le migliori cure e sconfiggere la malattia.Invia un sms al 45516».




































