Genova, 25 artisti incidono “C’è da fare”

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Genova

Il 14 agosto del 2018 parte del Ponte Morandi, una delle costruzioni-simbolo di Genova, crolla sotto i colpi di un forte temporale, trascinando giù con sé in una nuvola di polvere, acqua e dolore 43 vite. A essere distrutte non sono solo le storie delle vittime e delle loro famiglie, ma anche le abitazioni e i ricordi di chi all’osservare il cielo attraverso quel filtro di cavi e pilastri aveva fatto l’abitudine fin da piccolo.

Ma, superato il momento di drammatico sgomento, Genova come nella sua tradizione si è rimboccata le maniche, chiedendo a gran voce che le venisse restituita la possibilità di ricominciare a respirare e a marciare, seppur inguaribilmente ferita e con un peso notevole a rallentarne il passo. Dopo sei mesi, la burocrazia procede come sempre barcollante tra rimandi e incertezze e la popolazione si sta ancora scrollando di dosso il grigio e il nero di una tragedia evitabile, e perciò il mondo della musica non ha voluto né potuto rinunciare a gridare forte il proprio sostegno: Paolo Kessisoglu, questa volta senza il suo storico sodale Luca Bizzarri, ha riunito attorno a sé ben 25 artisti per dar vita a un progetto di beneficenza in note.

Gianni Morandi, Annalisa, Arisa, Boosta, Fiorella Mannoia, Gino Paoli, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano Fossati, Izi, J-Ax, Joan Thiele, Lo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Gazzè, Nek, Nina Zilli, Nitro, Raphael Gualazzi, Ron e Simona Molinari hanno infatti offerto le proprie voci per C’è da fare, questo il titolo della canzone scritta dall’attore genovese.

Una canzone, afferma Paolo ai microfoni de la Repubblica, nata quasi istintivamente da un dolore intimo, profondo, inatteso: «Mi trovavo negli Stati Uniti e non potendo fare nulla, trovato un pianoforte in una libreria di San Francisco, mi sono seduto e ho scritto questa canzone per Genova di getto. Le note scivolavano giù dalle mie dita senza fatica, erano l’espressione della mia incredulità e del mio sgomento. Tornato in Italia ho ripreso quelle note che mi erano rimaste dentro e ho scritto il testo. Ne è nata una canzone d’amore per la mia città, uno stimolo a non mollare, a non chiudersi ma ad aprirsi chiedendo aiuto in un momento difficile».

Tra i tanti nomi di prestigio spicca quello di Ivano Fossati, che torna dietro un microfono dopo aver annunciato il suo ritiro dalle scene e lo fa solo per questa occasione speciale: «È stato il primo che ho interpellato, ma solo per chiedergli un parere», racconta ancora Kessisoglu. «Mi ha risposto dopo 4 ore che era molto bella. Ho spento e riacceso tre volte il computer per essere certo che non fosse un virus. E lui stesso si è offerto di suonare la chitarra con me».

Come dichiarato a Rockol, Paolo aveva proposto il pezzo alla commissione artistica del Festival di Sanremo, in una versione assegnata al terzetto femminile Malika Ayane, Simona Molinari e Nina Zilli, ma l’esito della selezione è stato negativo: «Sanremo ci avrebbe dato modo di raggiungere il maggior numero di persone possibili. Ma non mi lamento. Ho lavorato anch’io a Sanremo, so è uno sprazzo di follia nella nostra società. Magari non ci si è accorti di quanto la canzone fosse giusta in quel momento e in quel luogo».

C’è da fare è in vendita su disco fisico (con doppia  versione, integrale e radio edit) e in download  sui principali stores digitali e sarà accompagnata da un video che riprende i vari protagonisti in sala incisione. Tutti i proventi verranno interamente devoluti (Sony e SIAE hanno infatti deciso di rinunciare ai diritti d’autore generati dal brano) a Occupy Albaro, associazione nata per la riqualificazione del quartiere di Genova colpito più duramente dal drammatico crollo.

E poi? Kessisoglu non nasconde il desiderio che questa avventura discografica possa trasformarsi in un grande live: «L’idea di realizzare un evento mi frulla nella testa dal primo giorno. Il sogno che non riesco a togliermi dalla testa è realizzare un concerto, con gli artisti che hanno contribuito alla canzone e altri, sotto il ponte. Il prossimo passo, speriamo, sarà anche avere un numero di telefono per chiamate e sms solidali». Ma al momento è già possibile contribuire all’iniziativa attraverso un bonifico bancario, con queste coordinate:
IBAN: IT79A0200801423000105496385, intestato a Occupy Albaro, causale Cedafare.

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