CantAttori, un viaggio enciclopedico tra schermo e microfono

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CantAttori

Per presentarvi questo libro abbiamo scelto, come immagine in evidenza, la foto promozionale del film A star is born, premiato solo due giorni fa con l’Academy Award assegnato, tra gli altri, a Lady Gaga e Mark Ronson per la Migliore canzone originale, Shallow. Una edizione degli Oscar, quella del 2019, caratterizzata più di altre dal binomio cinema-musica: Gaga, protagonista della pellicola diretta da Bradley Cooper e coautrice nonché cointerprete di Shallow, era tra le cinque candidate al trofeo per la Miglior attrice protagonista; altri due titoli in nomination, Green Book (poi eletto Miglior film) e Bohemian rhapsody, hanno marcato con ulteriore nettezza il legame stretto e potente che, negli Stati Uniti molto più che nel nostro Paese, esiste tra la Settima Arte e la sua compagna sonora, il primo raccontando del viaggio nel profondo Sud americano del pianista jazz di colore Don Shirley, il secondo alcune delle tappe della straordinaria storia dei Queen e del loro indimenticabile frontman Freddie Mercury.

Lì dove il titolo di artista  viene assegnato con un criterio molto più assennato e meritocratico di quanto non accada nella terra tricolore degli af-famosi, il tratteggio che vale a separare la figura dell’attore da quella del cantante è appena accennato, e così veniamo al testo oggetto di questa recensione: CantAttori, dal set al microfono con dignitoso furore, di Daniele Benvenuti, giornalista triestino dalla lunga militanza tra i pasionari narratori di universi artistici e sportivi, racconta con una affascinante e sorprendente dovizia di dettagli il cammino che nella Storia dello spettacolo nazionale e internazionale le parole impostate e le loro gemelle più armoniose hanno compiuto tra set e sale d’incisione, talvolta confliggendo, talvolta mano nella mano, talvolta separandosi sdegnate, talvolta intonando un gioioso hallelujah.

Una ricchissima carrellata che, come l’autore stesso spiega con umile onestà, parte con la consapevolezza che l’immensità del materiale a disposizione rende oggettivamente risibile la pretesa di creare un volume esaustivo; un libro, tuttavia, del quale è impossibile scrivere perché c’è tanto da leggere: impostato come un vero e proprio live musicale, CantAttori è diviso in tre macrocapitoli che, a loro volta, sono divisi in sottosezioni, proprio come un bel concerto che parte dal backstage, si presenta con l’opening act, esplode con i pezzi più forti e attesi e si chiude con bis, applausi e un ritorno alle quinte in preda a quella orgogliosa sensazione di stanchezza guadagnata che arricchisce e immortala ricordi.

L’attenzione di Benvenuti si concentra principalmente sugli attori che, fin dagli inizi della loro carriera recitativa o nel mezzo del cammin di loro palco, hanno avvertito la fascinazione della sfida canora, a volte per passione, a volte per convenienza, a volte semplicemente per incoscienza, con fortune tanto alterne quanto lo sono le targhe che vengono apposte per comodità e autorassicurazione sulle carriere di chi non s’accontenta di una scelta incasellante; si parte dall’epoca del cinema muto per arrivare ai giorni nostri, ma ciò che colpisce di CantAttori è l’impostazione che l’autore ha dato a questo viaggio: il carattere della narrazione è enciclopedico per ricchezza di dettagli, ma di quella schematizzazione non porta né l’aridità, né l’accademica rigidità linguistica. Benvenuti non si limita a elencare nomi e imprese artistiche, ma immerge ciascun protagonista nella sua epoca, tratteggiando con pennellate veloci ma corpose contesti, premesse e postfazioni storico-culturali, così da rendere più semplice la comprensione di motivazioni ed esiti di salti nel buio diventati talvolta salti nella luce, per quanto artificiale essa fosse o sia.

Certo, una scorsa rapida e poco attenta alla lista dei nomi inclusi nel volume creerebbe di primo acchito più d’una perplessità: cosa c’entra Totò con Steve Martin? Quali sono i gradi di separazione tra Carlo Verdone e Jack Black? E il terreno comune sul quale avrebbero potuto intavolare una discussione Judy Garland e Claudia Gerini se fossero state coeve? Ma è proprio la curiosità di rispondere a queste domande che alimenta l’avidità con la quale le pagine vengono consumate: connessioni inattese, aneddoti sapidi e scoperte accattivanti valgono a rendere piacevole una lettura che, ci appare onesto dichiararlo, non scorre sempre fluida per l’accumulazione di date e dati senza soluzione di continuità che, in alcuni punti, prende la forma di un disomogeneo amalgama dall’ostica decifrazione.

Tuttavia, è l’autore stesso a dichiarare che non è nei suoi intenti creare una narrazione lineare e senza grumi: e allora si procede per salti di genere e di spazio e non c’è tempo per prender fiato, in una corsa tra studi di registrazione e sipari, copioni e spartiti, che stordisce e cattura, riproducendo quasi fedelmente la sensazione di costante, affannoso, stancante e insieme irresistibile inseguimento di un sé e di un “se” di là da venire che è propria dell’essere artista a prescindere dal campo d’azione. CantAttori non può che trovare la sua ideale platea di riferimento nei cinefili e musicofili della prima o dell’ultim’ora, stimolando la curiosità di chi si accosta agli universi creativi con una diffidenza spesso figlia più della disinformazione che non di una attitudine eccessivamente realista e spingendo ancor più tra le accoglienti braccia di un colto ma al contempo ancora sognante nerdismo quanti già guardano al Cinema e alla Musica come complessi prodotti di una inspiegabile, magica, perfetta alchimia tra dono, impegno, coraggio, incontri fortunati, passione e resilienza.

CantAttori, pubblicato per i tipi della Arcana, è disponibile dal 31 gennaio 2019 in libreria e nei principali store online. È stata inoltre creata dall’autore una pagina Facebook per informare su tutte le novità inerenti al tour di presentazione del libro in tutta Italia.

La nostra intervista a Daniele Benvenuti

(questa la sua pagina autore su Spettakolo!)

Per quanto tempo hai lavorato alla realizzazione di questo progetto e qual è stata la genesi dell’idea?
Come troverai nella premessa, tutto deriva da anni e anni di ascolto meticoloso e dai contenuti dei miei archivi personali. Tuttavia, e se entri nel mio profilo su Spettakolo! (andando a ritroso troverai gli articoli originali), nel settembre 2016 ho scritto il primo pezzullo in proposito dopo aver notato, per puro caso, che tra i miei album spuntavano proprio 4-5 copertine ‘a tema’ (se non sbaglio, erano quelle di Jim Belushi, Bruce Willis, Steve Martin e Harry Dean Stanton). Poi le puntate sono diventate otto e, visti i buoni riscontri, Massimo (il nostro direttore Massimo Poggini, n.d.r.) stesso le ha rilanciate un paio di volte. Inoltre, mi era rimasto un sacco di materiale ‘inevaso’ e, con un’ulteriore e approfondita ricerca, seguita da una stesura organica durata circa 4-5 mesi, sono arrivato ai contenuti finali del libro nel quale, rispetto i contenuti degli articoli originari, tutto è stato completamente rivoluzionato e adattato al formato editoriale.

In base a quale criterio/quali criteri hai selezionato gli artisti dei quali raccontare?
Ho cercato di inserire tutti i nomi che potevo, ovviamente differenziandoli soprattutto per qualità, passione e doti. Ovviamente, se in alcuni casi è stato facile distinguere tra gli attori che hanno avuto una carriera parallela come cantanti, musicisti o autori di testi (l’oggetto ‘preciso’ di questo studio), in altri la situazione non è mai stata proprio limpida (tuttavia, ho citato anche questi). In altri casi, infine, si trattava di mere speculazioni da parte di cantanti ‘trasformati’ in attori solo per fare cassa (e, anche in questo caso, mi sono limitato a segnalarne i nomi). Sotto il piano prettamente organizzativo, invece, c’è una prima maxi sezione che studia l’argomento a livello internazionale (dal cinema muto al 1970 in ordine più o meno cronologico; nei capitoli successivi, post 1970, senza criterio tra sesso, stile o età). La seconda sezione, invece, si occupa solo dell’Italia con le stesse modalità della prima. L’Appendice è riservata a film, docufilm e mockumentary in ordine alfabetico.

Quali fonti hai utilizzato?
I miei archivi personali e ovviamente la rete (soprattutto i siti personali dei singoli artisti), visto che non esiste una bibliografia specifica in proposito. Io, a parte qualche mini lista con i soliti 10 e banalissimi nomi di epoca attuale, non ho mai trovato nulla di organico sull’argomento. Quindi, ho effettuato una ricerca approfondita ma a istinto ‘nome per nome’ e, come le noccioline, uno ha tirato l’altro.

Quali sono i protagonisti del mondo del cinema e del mondo della musica che hanno maggiormente contribuito a far nascere e poi ad alimentare il tuo amore per le due arti e perché?
Mah, non saprei (e, soprattutto, non vorrei…) dirti. Difficile fare nomi singoli, perché possono variare in base alle giornate o alle emozioni e si rischia sempre di lasciare fuori figure e titoli importanti. In passato mi sono applicato molto più sul fronte musicale che su quello cinematografico dove utilizzo, invece, prospettive meno rigorose e meno specializzate (e, soprattutto, non condizionate da ‘bibbie’ che spesso non condivido), anche se egualmente selettive. E lo stesso dicasi per la letteratura che, in un modo o nell’altro, rientra sempre in questa ‘famiglia’. Di certo, le mie influenze e le mie preferenze personali sono sempre state lontane dalle logiche del mercato e mai condizionate da popolarità, visibilità e vendite. Diciamo che tendo a strizzare l’occhio ai ‘beautiful losers’ e alle figure dal talento genuino, l’onestà artistica specchiata e un culto magari limitato ma sincero.

Intendi dare un seguito a quest’opera, magari approfondendo alcune personalità e dando quindi un taglio meno enciclopedico?
No, non credo. Ritengo di aver già detto molto in questo volume. Anche se non tutto, ovviamente. Altrimenti, approfondendo ulteriormente artista per artista, sarebbe necessaria proprio un’inutile enciclopedia che diventerebbe insopportabile quasi per tutti. In primis per il sottoscritto che preferisce i testi da ‘lettura’ rispetto a quelli da semplice ‘consultazione’. Un eventuale aggiornamento, invece, tra qualche anno potrebbe rivelarsi doveroso perché, già dal momento della chiusura definitiva delle bozze, ho iniziato ad archiviare ulteriori elementi (nomi, titoli e aneddoti) che potrebbero implementare quanto già inserito. Ma, ovviamente, senza stravolgere nulla. E, lo sottolineo, non questo libro ha pretesa di completezza, visto lo sterminato bacino nel quale ho dovuto muovermi. L’obiettivo finale è anche quello di stimolare i ricordi e lo spirito di ricerca di un lettore che, magari, può scoprire per conto suo qualche nome e quale album che io stesso non sono riuscito a scovare.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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