Ernst Haas. Marilyn Monroe & Misfits

Dal 28 febbraio al 28 aprile 2019 alla Galleria Ono arte contemporanea di Bologna via Santa Margherita, 10, la mostra che racconta attraverso le fotografie i retroscena di un film maledetto, Gli spostati

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Foto film Gli spostati

La pellicola in bianco e nero scritta da Arthur Miller e diretta da John Huston nel 1961

Ancora sposato con Marilyn Monroe, il commediografo Arthur Miller decide di scrivere una sceneggiatura apposta per lei intitolata Misfits che le regala il giorno di San Valentino del 1960. Quando iniziano le riprese del film affidato alla regia di John Huston nell’ estate di quell’ anno, i due sono in realtà oramai vicini al divorzio che verrà firmato nel novembre del 1960.   Il copione racconta la storia di una donna ingenua e insicura che, separatasi dal marito, fa amicizia con due uomini (nella finzione Clark Gable e Montgomery Clift). John Huston, un grande di Hollywood, all’ epoca però inseparabile dalla sua bottiglia di whisky, dirige le riprese nel caldo del deserto del Nevada, ma purtroppo sul set si diffonde da subito un nervosismo e una tensione palpabili a tutti. Marilyn e Arthur sono ormai ai ferri corti.  Quando la diva non bisticcia con il marito, arriva tardi al lavoro comportandosi quasi sempre da star capricciosa. Le cose non vanno meglio per Clark Gable, una delle leggende del cinema americano, ammalato di cuore (morirá per pochi giorni dopo la fine delle riprese) e neanche per Montgomery Clift la situazione è rosea. Da sempre fragile e bisognoso di tranquillità e serenità, l’attore in questo clima disastroso finisce per recitare con malavoglia e anche per questo la pellicola avrà molte critiche negative. Huston disperato cerca di gestire la situazione minacciato ogni giorno dal produttore Frank E. Taylor che è tentato di far saltare la lavorazione. Insomma un vero disastro per Gli spostati, paradossalmente considerato come uno dei film più belli della carriera del grande regista americano soprattutto per le straordinarie sequenze girate nella natura arida ed affascinante dello stato del Nevada. Una testimonianza della bellezza del film arriva anche dalle strepitose fotografie di Ernst Haas, quindici scatti che riprendono in particolare i bellissimi cavalli selvaggi del posto utilizzati nel film come simboli di libertà inseguita dai protagonisti della storia. “Ci sono tre fantasmi sul set” racconta Montgomery a un giornalista che lo intervista. “Oltre a me, c’è il vecchio Clark Gable, che sembra sempre sull’ orlo dell’infarto e in quanto a Marilyn credo che si regga in piedi grazie solo a pillole stimolanti e a bottiglie di rum..”.  Parole profetiche perché “il re di Hollywood” moriva il 16 novembre, mentre un anno più tardi toccherà alla Monroe trovata morta nella sua casa di Los Angeles. Stessa fine, ma nel 1966, per Montgomery Clift rinvenuto senza vita nel suo appartamento di New York solo e depresso.  In quanto a Arthur Miller, per nulla felice del risultato del suo lavoro, con il compenso per il copione acquisterà poi un ranch nel quale sarebbe vissuto fino alla sua scomparsa nel 2005.  Gli spostati davvero un film affascinante e maledetto….

 

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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