Il giovane-vecchio Olden e il suo A60, un originale tributo agli anni ‘60

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Olden

Di sé dice di essere cresciuto con le audio-cassette degli anni ’60 dei genitori. Stiamo parlando di Olden, il cui ultimo disco, A60, il quinto della sua carriera, è stato presentato sotto forma di spettacolo, con il titolo di Autostrada 60 Rivisitata, nel corso del Premio Tenco 2018.

Il disco, uscito ufficialmente lo scorso 19 novembre, è stato registrato a Barcellona, prodotto da Flavio Ferri (Delta V) ed è distribuito da Goodfellas. Ferri ha anche suonato le tastiere, mentre le chitarre elettriche sono di Ulrich Sandner.

In questo suo nuovo lavoro Olden, un “giovane-vecchio” del 1978, ha deciso di cimentarsi con alcune canzoni degli anni ’60, rivedendo timbriche, armonizzazioni, interpretazioni e arrangiamenti.

Questa la tracklist, come descritta nel comunicato di lancio del disco:

1. Resta (Stay) di Maurice Williams. È stata lanciata nel 1960 dall’autore insieme agli Zodiacs e ripresa nel 1977 da Jackson Browne. Del 1966 è la versione italiana, su testo di Mogol, incisa dall’Equipe 84.

2. Un fiume amaro. Nel 1962 Mikis Theodorakis scrive O kaimòs su testo di Dimitris Christodoulou. Resa famosa da Grigoris Bithikotsis, è stata ripresa nel 1970, su testo di Sandro Tuminelli, e portata al successo da Iva Zanicchi.

3. E il treno va. Con questa canzone Richard Anthony scala la Hit Parade nel 1963, come già fatto in Francia con la versione francese. Si tratta della traduzione di Pace e Testoni di “J’entend siffler le train”, firmato da Jacques Plante che, a sua volta, si basa sulla musica di “500 miles”, uno dei successi di Peter, Paul and Mary. È un antico canto risalente alla Guerra di Secessione, rielaborato da Hedy West.

4. Lei. Sul finale del 1965 Salvatore Adamo pubblica “Elle”. Pochi mesi dopo appare da noi la versione tradotta, sempre a firma dello stesso cantautore italo-belga. “Lei” si rivela il suo più grande successo discografico italiano.

5. Adesso sì (Sergio Endrigo) presentata dall’autore in coppia con Chad & Jeremy al Festival di Sanremo del 1966.

6. Il vento dell’est. Classica ballad del 1967 è stata lanciata dall’autore del testo Gian Pieretti e ripresa nel 1989 da Ricky Gianco, autore della musica.

7. La Tieta. Canzone di Joan Manuel Serrat del 1968, è diventata in Italia un grandissimo successo di Mina con il titolo “Bugiardo e incosciente” su un nuovo testo di Paolo Limiti. Francesco Guccini l’ha poi tradotta, ma in modenese, come “La ziatta”. Qui viene riproposta nella traduzione italiana di Sergio Secondiano Sacchi.

8. Giovanni telegrafista (João telegrafista). Una lirica del poeta brasiliano Cassiano Ricardo, tradotta da Ruggero Jacobbi e musicata nel 1968 da Enzo Jannacci.

9. Tutta mia la città (Blackberry Way) Un successo dei The Move, scritta dal leader del gruppo Roy Wood, futuro leader di Electric Light Orchestra e Wizzard, prima di diventare cantautore. Su testo italiano di Mogol, l’Equipe 84 ha raggiunto il primo posto in classifica.

Il video di Resta:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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