Ligabue è l’artista del mese di Marzo su Spettakolo

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Ligabue
Foto di Ray Tarantino

La provincia, “la bassa”, il borgo, gli amici, l’amore, i problemi quotidiani, la speranza . Se dovessimo trovare dei punti cardine per Luciano Ligabue potrebbero essere questi.  Nato a Correggio (provincia di Reggio Emilia ) il 13 Marzo del 1960, Luciano, per sua stessa ammissione, non è stato un enfant prodige. Prima di  capire che la musica poteva essere la sua vita ha impiegato 30 anni, fatto mille lavori diversi e preso molte porte in faccia da chi, il suo primo album, non lo vedeva affatto convincente . Una carriera che non ha patito una lunga gavetta ma che ha visto pian piano il Liga puntare l’asticella sempre più in alto, arrivando al suo primo San Siro nel 1997 e poi tanti, tantissimi concerti di qualunque tipo, dai club all’Arena di Verona, fino a Campovolo. Un percorso di crescita inesorabile, un successo che spesso Luciano ha addirittura creduto di non meritare, come spesso ha raccontato. Perché quando il successo vero ti arriva che sei già un uomo e quando la tua famiglia ha sempre vissuto di cose concrete, di “lavori veri” e non é mai stata certamente ricca o agiata, é anche normale porsi delle domande (per chiarirvi meglio il tutto, ascoltate Miss Mondo).

E tutta la verità del suo mondo e della sua gente Luciano l’ha messa in musica, parlando  di “cose che conosco bene”. Il suo scopo é sempre stato questo: che fosse un disco, un libro o un film, ha voluto e vuole raccontare cose che conosce bene, cose che ha vissuto sulla sua pelle o ha visto vivere a persone a lui vicine. Ed è questo probabilmente ciò che lo ha reso così amato e gli ha permesso di avere una carriera così lunga e soddisfacente, ovvero il processo di inevitabile identificazione che si crea ascoltandolo. Parole semplici, temi e sentimenti che in qualche modo coinvolgono tutti. Gli amici di sempre, l’amore che “cambia il modo di guardare “, le delusioni, la rabbia e la voglia di rivalsa. Ma soprattutto, la speranza. Ciò che Luciano non ha mai voluto mancasse nella sua musica è la speranza che nonostante tutto, qualcosa di meglio oltre il dolore e insoddisfazione ci sia, e che molto dipende da come noi stessi viviamo. Una musica ed una scrittura viscerali, concrete e senza fronzoli . La sensazione di vera “scrittura di pancia ” la ritroviamo anche nei libri e nei film, come un unico percorso e uno stile che resta inequivocabilmente solo di Luciano .

Una personalità forte e carismatica ma allo stesso tempo estremamente umana e per niente rockstar, anche se viene definito così , in grado di unire più di una generazione.

E per Luciano é tempo di nuova musica e nuovi concerti: venerdì 8 marzo (e sì, occhiolino alle numerosissime fan donne) uscirà  il nuovo album di inediti Start e a metà giugno partirà un atteso tour negli stadi italiani, dai quali Luciano manca da 5 anni.

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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