Fragilità e sentimenti nel nuovo album di Pacifico

0
Pacifico
Foto Daniele Coricciati

Si, è vero, sono passati sette anni dall’ultimo album di inediti, ma Pacifico non si è mai sottratto alla scena, non è mai rimasto distante a lungo da quello che si muove musicalmente in Italia. Concerti ne ha sempre fatti e pochi mesi fa ha fatto uscire l’EP ElectroPO, a tiratura limitata e vendibile solo nei luoghi dei concerti.

Oggi Pacifico ha presentato l’album intero, dove confluiscono le tracce dell’EP che in qualche misura anticipava molto di quello che è stato poi compiutamente realizzato. Troviamo Molecole dove interviene Alan Clark, pianista dei Dire Straits e di Bob Dylan, uno dei singoli su cui è stato costruito un video, alla maniera di un piccolo film girato da Tania Feghali; come anche per Sarà come abbracciarsi, altro brano anticipatore di Bastasse il cielo, album che vuole essere un capitolo importante nella carriera artistica di Pacifico.

A introdurre la conferenza stampa milanese un quasi imbarazzato Riccardo Vitanza che, essendo stato egli stesso suo produttore, ne ha ricordato i lontani trascorsi. Perché Gino De Crescenzo arriva dai Rossomaltese, coi quali pubblica un paio di album a inizio anni ’90.

Ormai da parecchi anni Pacifico vive a Parigi e la prima domanda riguarda appunto questa scelta, forse perché l’Italia l’aveva deluso? «No, più semplicemente perché ho seguito la mia compagna – risponde. – Infatti il mio rapporto con Milano e l’Italia prosegue, quindi non è stata una fuga. Ma devo dire che Parigi è una città molto ricca sotto tutti i punti di vista. Basta prendere una metropolitana e ci si trova in mezzo a una varietà incredibile di persone, una città che mostra i panni sporchi, una città irregolare e piena di irregolari, dove si avverte un forte fermento. Ancora non ho preso possesso della lingua, la capisco ma non la so parlare bene».

Parigi è la città che vede crescere suo figlio ed è questo un disco costruito sulla delicatezza e sulla fragilità dei sentimenti, sulla necessità di aggrapparsi alle piccole cose quotidiane che riguardano innanzitutto il proprio nucleo familiare. È così che nascono le canzoni di Pacifico: «Mi sono chiesto cosa potevo scrivere ancora, ma è stato un pensiero subito superato, perché in questi anni ci sono stati tanti cambiamenti e per prima cosa è stato importante capire chi si è. Ho deciso di continuare a fare quello che so fare, conscio di arrivare dalla periferia, da Corsico, dove da quartiere a quartiere si notano differenze. E ci sono molte differenze nel mio percorso, infatti scrivendo per questo album ho cercato di essere concreto, ho ridotto la temperatura dei testi per far crescere la musica attorno».

A proposito, come spesso viene ripetuto durante la conferenza stampa, molto lavoro è stato fatto da Alberto Fabris, produttore artistico, che conosce Pacifico da decenni e che attraverso le tante conoscenze ha costruito un album ricco di strumenti, riuscendo a interagire a distanza con musicisti come Michael Leonhart (tromba, flicorno), Mike Mainieri (vibrafono) e Cochema Gastelum (sax tenore).  E tanti altri, a formare un lungo elenco, con registrazioni fatte tra Bath, New York, India, Lecce, Turchia, Varese e ovviamente Parigi dove il disco è stato concepito e in gran parte realizzato. Particolare attenzione è stata riservata ai missaggi realizzati agli studi Realworld di Bath dove le sonorità hanno assunto carattere e omogeneità. Un album che acquisterà ancor più consistenza nelle esibizioni live con un gruppo romagnolo allargato rispetto alle esibizioni dell’anno scorso. 

Pacifico incontrerà il suo pubblico in 4 appuntamenti instore nelle città di Firenze, Milano, Roma e Bologna. Sabato 9 marzo sarà a Firenze, al Caffè Letterario Le Murate – in collaborazione con Galleria del Disco (Piazza delle Murate – inizio ore 17.00); lunedì 11 sarà a Milano alla Rizzoli Galleria (Galleria Vittorio Emanuele II – inizio ore 18.30); martedì 12 sarà a Roma, a La Feltrinelli Red (Via Tomacelli, 26 – inizio ore 18.30) e giovedì 14 sarà a Bologna a La Feltrinelli (Piazza di Porta Ravegnana – ore 18.00).

Le date del tour:
8 marzo
a Piove di Sacco (PADOVA) – Teatro Filarmonico
21 marzo a BOLOGNATeatro San Leonardo
22 marzo a TORINOOff Topic
30 marzo a FIRENZESala Vanni
5 aprile a MILANOSanteria Social Club
17 maggio a BARIOfficina degli esordi
18 maggio a ROMAAuditorium Parco della Musica

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome