Ermal Meta, “Vietato morire” nei testi di preparazione Invalsi

Il brano terzo classificato al Festival di Sanremo 2017 diventa oggetto di analisi del testo per gli studenti.

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A due giorni dall’otto marzo, mentre personalità del mondo della politica e della cultura danno il via al consueto valzer di stereotipi dipinti di rosa per ricordare quanto sia importante celebrare, proteggere e valorizzare la figura femminile a fronte di un quotidiano che ci racconta senza rispettose pause festive — l’ultimo drammatico episodio è avvenuto proprio ieri nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, Napoli: uno stupro ai danni di una ragazza ventiquattrenne consumatosi in un’ora di grande traffico di pendolari nell’indifferenza generale — orrori di ogni ordine e grado perpetrati spesso in ambito familiare e altrettanto spesso evitabili se quegli stereotipi di cui sopra si trasformassero in una efficace e robusta rete di sostegno tessuta da società e forze dell’ordine, vogliamo provare a lenire parzialmente il dolore con una piccola nota di speranza che nasce da uno strumento di ribellione e resistenza più potente di quanto s’immagini: la Musica. Una delle canzoni più amate del repertorio di Ermal Meta, Vietato morire, è stata infatti ufficialmente annoverata tra i testi letterari comparendo come oggetto di esercizio d’analisi in un volume sulla preparazione ai test Invalsi 2019 per le scuole medie inferiori.

Vietato morire, lo ricordiamo, classificatasi al terzo posto nella sezione Campioni al Festival di Sanremo 2017 e vincitrice del Premio della Critica Mia Martini, poi inserita nel secondo omonimo album in studio di Meta e certificata platino, nasce dall’esperienza personale del giovane cantautore italo-albanese e, più che il racconto di una violenza come troppo spesso è stata classificata da chi è sempre a caccia di facili sensazionalismi intorno ai quali costruire narrative accattivanti, è —  come Ermal stesso ha spiegato in occasione di un incontro stampa durante la kermesse ligure  —, uno sprone alla disobbedienza contro ogni minaccia che valga a turbare il nostro equilibrio psicologico ed emotivo, mettendo a rischio dignità e speranze. Un testo ricco di emotività che nasconde cicatrici e schegge di sogni spezzati dietro metafore cariche di poesia, senza per questo di quelle cicatrici e di quelle schegge celare contorni irregolari, spigoli e tormenti. La melodia, degna alleata di parole pregnanti, rifugge da ogni rischio di pietismi di pancia tenendosi ben lontana da tonalità volutamente strappalacrime, ma anzi si fa — col suo ritmo incalzante e grintoso — rappresentazione sonora di una nuova corsa, unico carburante la resilienza figlia dell’amore per la vita e la necessità anch’essa vitale di lottare con ogni mezzo contro scoraggianti ipotesi di destini immutabili e contro la ripugnante arroganza di chi tenta di uccidere con mani impietose una libertà che la vigliaccheria gl’impedisce di guardare negli occhi.

Ermal Meta dunque, da sempre impegnato in iniziative a difesa dei diritti delle donne (solo qualche mese fa è stato testimonial della campagna Ali di autonomia promossa dalla associazione D.i.Re.-Donne in rete contro la violenza) e dei bambini, riceve un ulteriore riconoscimento per il valore della sua produzione artistica, riconoscimento che arriva in un anno ricchissimo di soddisfazioni e di attestazioni di stima e che s’appresta a concludersi con il grande concerto al Mediolanum Forum di Assago previsto per il 20 aprile, giorno del suo trentottesimo compleanno.

Dal canto nostro, aggiungiamo un auspicio: che le giovani generazioni, negli ultimi anni bombardate ossessivamente da messaggi (veicolati attraverso strofe trite e ritrite) che incitano un po’ per moda, un po’ per riempire con l’apparenza un drammatico vuoto di sostanza, all’esaltazione di tutto ciò che è eccesso, disprezzo per le regole, anticonformismo di facciata — incluso il trattamento riservato alle donne, in molti pezzi rap e trap italiani e internazionali descritte come marionette usa e getta da esibire, consumare e sostituire —  si diano del tempo per riflettere sul concetto di educazione sentimentale, per impartire la quale servirà un enorme e continuativo sforzo collettivo da parte di scuola, famiglie e mondo della cultura, arti comprese: la musica non salverà il mondo, si sa, ma può indicare una prospettiva diversa dalla quale osservarlo. Come canta Ermal, cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai: intanto, però, forniamo telescopi e planetari, e impariamo che la vera miccia delle più grandi rivoluzioni è un coraggio consapevolmente disobbediente, armato di cultura e di rispetto, in primis per se stessi. Perché è vietato morire.

Ermal Meta è attualmente in tour con lo GnuQuartet in alcuni tra i più bei teatri italiani.

 

IL TESTO DI VIETATO MORIRE:

Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricordo la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c’erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone 


Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai 


Non ho dimenticato l’istante
In cui mi sono fatto grande
Per difenderti da quelle mani
Anche se portavo i pantaloncini
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
Ma la magia era finita
Restava solo da prendere a morsi la vita 


Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai 


Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare
E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non ti spara in faccia mai
Figlio mio ricorda bene che
La vita che avrai
Non sarà mai distante dell’amore che dai.
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire.
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Perché è vietato morire
È vietato morire

IL VIDEO UFFICIALE:

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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