Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

Una carriera nella droga a Detroit

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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick
di Yann Demange
con Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, Brian Tyree Henry, Rory Cochrane, RJ Cyler, Jonathan Majors.
Voto Aspro

Uno capisce di più questo film quando scopre che il regista è lo Yann Demange di ’71, la terrificante odissea del soldatino inglese che aveva  visto troppo ed era inseguito da cattolici, da protestanti e da servizi segreti nella Belfast in guerra degli anni Settanta. Questa storia è il suo debutto americano, e il taglio è europeo, quindi sconcertante per ritmi e abitudini rispetto ai film americani: la storia è quella ripetuta all’infinito nel cinema Usa di un ragazzo di famiglia disastrata che in una Detroit devastata dalla recessione del mercato dell’auto si è trasformata in un deserto deprimente di bande criminali in lotta. Suo padre è uno stupido sempre in attesa della grande occasione illegale per uscire dall’illegalità, che al contempo vuole tenerlo fuori dai rischi, e invece lo trascina a fondo. Il ragazzo comincia con il mercato delle armi e dei silenziatori, poi entra in quello della droga pizzicato dall’FBI e usato per infiltrazioni. Lui bianco in un territorio controllato da neri che lo rispettano, diventa il White Boy Rick della cocaina. Ma non raggiunge l’immunità promessa, anzi. Non è il genere di film sul crimine a cui siamo abituati, il protagonista non strappa simpatia neanche in negativo e il regista sembra più interessato al connotato sociale che allo spettacolo. McConaughey sempre più concentrato a imbruttirsi e a spremersi per ottenere verità, passa dall’altra parte.

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