Tutte le donne del Liga

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Una galleria di fotogrammi graffianti e intensi, una serie ritratti pieni della stessa luce che vanno però in direzioni diametralmente opposte. Una carrellata di note e parole usate per descrivere sensazioni ed emozioni legate alle donne che, in qualche modo, hanno brillato e brillano nella sua vita e nella sua memoria. È questo il significato di Certe donne brillano, secondo singolo estratto da START, il nuovo album di inediti di Luciano Ligabue.

In rotazione radiofonica dall’8 marzo – data di uscita anche dell’album – il pezzo racconta in ogni strofa una donna diversa che ha avuto un ruolo particolare e importante nel puzzle dei ricordi del cantautore. Questo è il suo personalissimo modo per ricordarle e celebrarle. E – come è giusto che sia – tra un ritornello e l’altro trova spazio anche qualcuna che lo ha fatto soffrire (parliamo di te/che mi tenervi in tasca/scegliendola tu/la dose d’aria fresca).

Un pezzo speciale, uscito in una data speciale. Un omaggio al pubblico femminile che non è di certo passato inosservato. Un brano autobiografico, rock, dal ritmo sostenuto e accompagnato da un videoclip pieno di entusiasmo e volti femminili, diretto da Marco Salom e Giorgio Testi.

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Ma Luciano lo ha ribadito recentemente sui suoi canali social: non esiste solo l’8 marzo e lui le donne ama festeggiarle ogni giorno.

Chi lo conosce e lo segue lo sa, non si tratta solo di retorica e circostanze. Le donne occupano un ruolo centrale nella discografia di Ligabue ed è a loro che, nel corso degli anni, Luciano ha dedicato alcuni tra i suoi versi più profondi e significativi. Nel repertorio di Ligabue non trovano spazio solo sua moglie (protagonista indiscussa di molti tra gli ultimi brani), sua figlia, sua madre, i suoi amori passati o le donne che ha conosciuto e incontrato sulla sua strada. È l’universo femminile nella sua interezza ad aver da sempre affascinato e ispirato il cantautore di Correggio.

“Credo siano la parte migliore del mondo, sotto molti aspetti. Le donne hanno un sentire speciale, hanno capacità di percezione che a noi uomini sfuggono: non è un fatto solo di anima, nè tantomeno di testa e nemmeno una questione fisica. – ha dichiarato qualche tempo fa in una famosa intervista – E’ qualcosa di miracoloso e misterioso: le donne sanno molte cose, a volte pure troppe. Ovunque si ritrovino, in pochissimo tempo riescono a fare una radiografia di quello che le circonda. E ci prendono quasi sempre. Tutto questo comporta, per noi altri, una certa fatica”.

All’altra metà del cielo, Ligabue ha costantemente riconosciuto una sorta di onniscienza innata, una dote particolare che permette di percepire e sentire ogni cosa con maggiore intensità e verità. Un concetto a lui molto caro raccontato senza filtri nel 2005 ne Le donne lo sanno (Lo sanno da sempre/lo sanno comunque per prime/Possono sentire un po’ di più/al limite del piacere/al limite dell’orrore/al limite del dolore/al limite dell’amore/le donne l’han sempre saputo).

E in maniera altrettanto schietta e diretta Luciano ha saputo raccontare dell’ammirazione e, perché no, dell’invidia che spesso nutre nei confronti della visione fiduciosa e speranzosa che le donne hanno del mondo. Un concetto arrivato nei suoi testi soprattutto con l’età matura: come se nel tempo avesse scoperto che, quella di guardare al domani con sereno ottimismo, è una capacità riservata quasi esclusivamente all’universo femminile.

È una donna che ne Il centro del mondo (2007) lo guida tra percorsi lunghi e spensierati alla scoperta di sè stesso e della vita (portami oltre che lo sai fare/fammi vedere che cosa vuol dire/viaggiare col cuore/sei brava a guidare); è una donna che, qualche anno dopo (2010), gli ripete sorridendo che Il meglio deve ancora venire (c’è qualcosa fra te e la vita/chissà quanto vi conoscete/mentre ridi) ed è sempre una donna che lo accompagna in Luci d’America (2019). Mentre lui riesce solo a scorgere fumo e macerie, lei è capace di vedere oltre e trovare qualcosa di buono: “tu guardi nello stesso punto e sorridi”. In quest’ultimo brano in particolare si sente forte la presenza di una compagna di viaggio dotata naturalmente di speranza concreta e lucida follia, di un senso della vita che è capace di vedere oltre la vita stessa. Di quel modo tutto femminile di cogliere la realtà per dimostrare che “di certi miracoli uno può accorgersi solo da sveglio”.

Ma forse il miracolo vero per Ligabue, in certi casi, sono proprio le donne. D’altronde non deve essere un caso se le cose più importanti in questa esistenza sono tutte declinate al femminile: terra, guerra, pace, croce, voce, sorte, morte, vita, entrata, uscita. carte. (Il giorno dei giorni).

Balla. Femmina come sai, femmina come puoi.

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