Ligabue all’Italghisa. Il debutto dal vivo di Start, in un concerto emozionante

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ph. Jarno Iotti

Ci possono essere diverse chiavi di lettura per descrivere il concerto/showcase di Luciano Ligabue alle Fonderie Italghisa di Reggio Emilia: si potrebbe partire dal luogo scelto e ricordare che fu lo stesso che, nel 1992, ospitò il primo raduno del BarMario, oppure si potrebbe parlare dell’esclusività dell’evento e di quanto sia raro vedere un concerto di Ligabue in un club così piccolo.

Ritrovarsi “a casa di Luciano”, dove tutto è iniziato, in mezzo a pochissimi fan scelti tra il BarMario e Spotify è stato molto emozionante, ma forse il punto di vista che maggiormente sintetizza questa serata ci è stato detto da Federico Nardelli, il produttore dell’album,  nell’intervista che abbiamo fatto con lui qualche giorno fa: (Luciano) «mi ha subito spiegato come si vede come artista e quello che voleva fare in quel momento. […] La prima cosa che mi ha detto e che non mi scorderò mai, è stata “Io sono un cantautore con il suono di una band”». Ecco, in questa frase c’è tutto Ligabue, ma soprattutto c’è tutta la magia di quel che è stato il concerto all’Italghisa. Start è un disco in cui Luciano ci ha messo tanto del suo, ma che, come tutti i lavori di livello, trova la sua forma migliore quando è suonato da una band.

Si può dire che Start abbia rivelato la sua vera essenza, perchè ascoltandolo dal vivo sembra che si tratti di un disco nato per essere suonato live. Lo si percepisce fin dalle prime note di “Polvere di stelle”: la band, con l’impronta di Federico Nardelli, tira fuori un sound eccezionale, ruvido, impattante, essenziale; riesce a far rispecchiare totalmente l’esperienza sonora dell’ascolto in studio, ma ci aggiunge quel quid in più, mettendoci del proprio a livello di attitudine e impostazione, trasmettendo, durante l’ora abbondante di spettacolo, una grinta unica.
Start è un disco sincero, in cui Luciano, ancora una volta, riesce a mettersi a nudo parlando di se con una sincerità e una trasparenza che sorprende. E l’impatto sonoro è così essenziale, diretto, a tratti crudo, che ricrea lo stesso percorso che si ritrova ascoltando i testi di Luciano.

E poi, ovviamente, c’è Ligabue: lui è il “solito” animale da palcoscenico, un artista nato per stare sul palco e che proprio su quelle assi trova il suo habitat naturale. Il suo rapporto con i fan poi è viscerale: cerca continuamente un contatto, che sia fisico o di sguardi, e riversa su di loro tutta la sua voglia di suonare e la sua astinenza da live (non si esibiva da oltre un anno). Ma soprattutto è sorridente, carico, concentrato e divertito. I fan lo ripagano cantandogli in faccia tutte le canzoni, sorprendendolo più volte e facendogli venire, in più di un occasione, anche un occhio lucido.

C’era così tanta voglia di suonare che, dopo i 10 brani di Start, Luciano ha voluto regalare ai presenti cinque brani di repertorio: Questa è la mia vita, Quella che non sei, Una vita da mediano, Balliamo sul mondo e Tra palco e realtà.

«L’Italghisa ha il sapore di casa – ha raccontato – è il locale di Reggio Emilia dove abbiamo fatto, qualche anno fa, il primo raduno del Bar Mario. Fu un momento speciale». Dall’Italghisa sono partite tante storie, da qui è partita l’avventura live di Start. A fine concerto tutti (fan, ospiti, stampa) sono usciti dal locale entusiasti e felici, consci che, in vista degli stadi, non poteva esserci miglior debutto di questo.

SCALETTA:
1. Polvere di stelle
2. Ancora noi
3. Luci d’America
4. Quello che mi fa la guerra
5. Mai dire mai
6. Certe donne brillano
7. Vita, morte e miracoli
8. La cattiva compagnia
9. Io in questo mondo
10. Il tempo davanti
11. Questa è la mia vita
12. Quella che non sei
13. Una vita da mediano
14. Balliamo sul mondo
15. Tra palco e realtà

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LA GALLERY DEL CONCERTO A CURA DI JARNO IOTTI

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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