Il professore e il pazzo

Come un professore recluso nel suo lavoro e un pazzo recluso in manicomio compilarono l'Oxford Dictionary

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Il professore e il pazzo
di Farhad Safinia
con Mel Gibson, Sean Penn, Eddie Marsan, Natalie Dormer, Jennifer Ehle,
Steve Coogan.
Voto polpettone appassionante

Non era laureato James Murray, scozzese (un Mel Gibson truccato da Karl Marx) lo stupefacente “dilettante” che parlava tutte le lingue del mondo e compilò l’Oxford English Dictionary (il primo dizionario con citazioni letterarie della lingua inglese). Il che a Oxford gli creò ostacoli: di casta, di invidia, di metodo. Il metodo era radicale: chiedere a chiunque avesse trovato in un libro una parola amata, di mandargli un bigliettino con la parola e la frase in cui l’aveva trovata. Un’impresa folle, che metterebbe in crisi un computer, fatta a mano, a carta e penna a tre quarti dell’Ottocento e che a un certo punto s’incagliò. Era invece laureato W. C. Minor (Sean Penn truccato da Tolstoij), ufficiale medico dell’esercito americano diviso tra genio e schizofrenia, impazzito per averne viste troppe durante la Guerra di Secessione e internato in un manicomio criminale inglese per aver ucciso un innocente (si sentiva perseguitato da un irlandese che sarebbe entrato anche nella sua cella come un fantasma, passando tra le fessure del pavimento come un gas). Il pazzo, che aveva letto e leggeva quasi più libri del professore, dalla sua cella a un certo punto risolse il problema del professore. E i due si riconobbero fratelli nell’amore per le parole. Di contorno c’era che il professore trascurava la sua famiglia per quell’incarico apocalittico e il pazzo involontariamente aveva fatto innamorare di sé la vedova dell’uomo che aveva ucciso (questo lo dice il film e lo sfiora il libro da cui è tratto). La soluzione della parola più difficile da definire (amore) passerà  anche attraverso una mutilazione. L’origine di questa curiosa storia vera è in un libro di Simon Winchester che prima di essere rititolato Il professore e il pazzo era uscito come L’assassino più colto del mondo ( e in originale come The Surgeon of Crowthorne). La versione in film di Farhad Safinia è un  melò e un feuilleton appassionante perché esagerato, dai toni turgidi, gonfio di amore cristiano, di amore per la cultura, di insegnamenti etici e di troppa colonna sonora. Mel Gibson, che ci lavorava da anni, ha fatto causa alla produzione in dieci punti per aver stravolto il suo progetto. Ma è un gustoso mistero, perché viene da pensare che il film Gibson se lo sia diretto da sé coperto dal nome del regista, suo producer in Apoocalypto e qui sotto pseudonimo…

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