Gauguin a Tahiti. Il paradiso perduto

Dal 25 al 27 marzo la nuova proposta della rassegna La Grande Arte al Cinema.

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Il racconto dell’avventura che fu la vita di Paul Gauguin. Per la regia di Claudio Poli, su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, con  la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini e la colonna sonora firmata da Remo Anzovino.

Il legame con l’esotico ed il primitivo è presente in Paul Gauguin sin dalla nascita. Infatti l’artista non muove i suoi primi passi nella super civilizzata e moderna Parigi bensì a Lima in Perù, dove la famiglia si trasferisce quando lui ha appena un anno. Un luogo dove ancora si sentiva forte il legame uomo-natura. In Francia, a Parigi,  tornerà dopo cinque anni.

Sembrava destinato a una vita borghese: un lavoro in borsa, con cospicui guadagni, un matrimonio,  cinque figli. La crescente passione per il mondo dell’arte lo porta  in stretto contatto con l’impressionista Camille Pissarro, che diviene il suo maestro. La passione per il primitivo e la natura incontaminata, sopita per anni, esplode nuovamente e Gauguin decide di dedicarsi completamente all’arte. Inizierà così i suoi viaggi, prima nella tranquilla Pont-Aven e poi verso quel suo sogno esotico: Tahiti.

Le tele di Paul Gauguin sono luminose con colorazioni incredibili che a volte ricordano quelle dell’amico Van Gogh. Eppure Gauguin si lascia alle spalle gli stilemi impressionisti: non più forme che sembrano quasi dissolversi nell’atmosfera ma forme di una solidità quasi statuaria, immerse nell’ambiente naturale. Una tensione verso il ritorno ad un primitivo e affascinante mondo incontaminato dalla civiltà, autentico.

Gauguin morirà di malattia a Hiva Oa, nelle isole Marchesi, nel 1903 a 54 anni. Oggi le sue opere sono conservate nei maggiori musei delle metropoli mondiali, gli stessi luoghi che l’artista fuggì per tutta la sua vita.

L’elenco delle sale e degli orari di proiezione è disponibile sul sito http://www.nexodigital.it/ nella sezione La Grande Arte al Cinema.

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