Fabrizio Moro è l’artista del mese di Aprile su Spettakolo

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Fabrizio Moro
© Renata Roattino

Se dovessimo scegliere un aggettivo solo per definire Fabrizio Moro sceglieremmo onesto. Non crediamo esista termine che lo descriva meglio. Un uomo introverso e timido, ma capace di mettersi a nudo nelle sue canzoni, che con un’onestà alle volte anche un po’ spiazzante, riesce a descrivere precisamente delle sensazioni e delle emozioni in modo preciso.

I suoi testi sono da sempre pieni di emozioni reali, in cui i suoi fan riescono a riconoscersi. L’amore, quello vero, l’impegno sociale, la quotidianità che ci circonda. Pochissimi autori riescono a sorprendere il proprio pubblico album dopo album e Fabrizio Moro è uno di questi.

Che si sia suoi fan o meno, almeno una volta, anche per sbaglio, sarà capitato di cantare uno dei suoi testi: oltre alla propria discografia, Moro ha contribuito ad arricchire anche i dischi di molti suoi colleghi (Emma, Fiorella Mannoia, Stadio, ecc.) dimostrando quanto sia fondamentale per uno come lui continuare a scrivere.

Nato a Roma il 9 aprile 1975, Fabrizio Mobrici ha origini calabresi. I suoi genitori si sono trasferiti a Roma, nel quartiere San Basilio dove il padre ha aperto un’officina abusiva, in cui per un periodo ha lavorato anche lo stesso Fabrizio. Moro è da sempre molto legato al suo quartiere: «Qui ho imparato a condividere» dice Moro riferendosi a San Basilio.

È sempre stato un ragazzino introverso, ha scoperto la musica rimettendo a posto lo scantinato dello zio, dove ha trovato una chitarra e da quel momento è diventata un sogno, difficile da realizzare, certo, ma che gli ha permesso di evadere dalla realtà difficile che lo circondava. Ha fatto tanti lavori nella sua vita, prima di riuscire a realizzarsi come cantautore. Quando ha partecipato a Sanremo nel 2007 con Pensa, lavorava come fattorino ed è stato solo grazie a Pippo Baudo, che ha ascoltato e apprezzato il suo brano, che ha potuto dare una svolta alla sua carriera.

Ma il Festival del 2007 non è stata la prima volta per Moro sul palco dell’Ariston. La prima partecipazione risale al 2000, quando era in gara col brano Un giorno senza fine. A Sanremo Moro è tornato altre quattro volte (nel 2008 con Eppure mi hai cambiato la vita, nel 2010 con Non è una canzone, nel 2017 con Portami via e nel 2018, insieme ad Ermal Meta con Non mi avete fatto niente).

Gli ostacoli lungo il cammino non sono mancati. L’esclusione di Non è una canzone dal Festival del 2010 ha causato l’interruzione del rapporto tra Moro e l’etichetta dell’epoca. Dopo tre anni in cui si è dedicato interamente all’attività di autore per gli altri, nel 2013 l’album L’inizio è sembrato essere un nuovo punto di partenza, ma i risultati sono stati abbastanza deludenti, anche perché lo spazio che questo lavoro ha trovato nelle radio e nelle TV italiane è stato davvero molto poco. Nell’album sono contenuti pezzi polemici e schierati politicamente (uno in particolare, sulla figura di Giulio Andreotti), ma nemmeno quelli più “soft” hanno mai trovato molto spazio nei palinsesti.

Nel 1987 mio padre aveva una bancarella qui fuori e vendeva le magliette per i concerti. Io avevo 12 anni e c’era il tour “C’è chi dice no” di Vasco. Il concerto stava per finire e mio padre mi disse di buttarmi sulla bancarella perché altrimenti ci avrebbero rubato la roba. Vedevo tanti ragazzi che uscivano dal palazzetto e mi è rimasta impressa l’espressione che avevano sul viso. Mi sembrava che fosse successo qualcosa di straordinario. Volevo entrare, così mio padre chiamò un suo amico bagarino che mi accompagnò dentro. Non c’era più nessuno e gli operai stavano già smontando il palco: ma ho capito dove era andata a finire tutta quell’energia. Allora tornado a casa dissi a mio padre: «Se vengo promosso mi regali una chitarra?» e lui mi rispose: «Una chitarra? E che ce devi fa’ co’ ‘na chitarra?». Ecco papà, ce dovevo fa’ sta cosa qua!

Fabrizio Moro, Palalottomatica Roma, 28 aprile 2016

Il 12 aprile pubblicherà il decimo album in studio della sua carriera, intitolato Figli di nessuno, anticipato dal singolo Ho bisogno di credere che in poco più di una settimana ha superato il milione di visite su YouTube, oltre agli stream su Spotify e iTunes che sono volati alle stelle quasi subito. Ad ottobre sarà in tour in alcuni dei palazzetti più importanti d’Italia. Per questo, noi di Spettakolo abbiamo deciso di dedicare il mese aprile a Fabrizio Moro, che dopo quasi vent’anni di carriera è ancora in grado di regalare emozioni senza paragoni ai suoi fan.

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Cristina Scarasciullo
21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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