Un libro di Franco Mussida per esplorare “Il pianeta della Musica”

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Mussida

Dopo aver trascorso quasi 60 anni sui palchi di tutto il mondo («ne avevo 14 al mio primo tour europeo»), Franco Mussida si è seduto davanti a un Pc non per raccontare la sua storia meravigliosa, ma per racchiudere in un libro i suoi preziosi suggerimenti su come addentrarsi nel “pianeta della Musica”: il titolo completo è Il pianeta della Musica – Come la Musica dialoga con le nostre emozioni. Infatti questo, spiega Mussida, è «un libro per ascoltatori e musicisti, appassionati di qualsiasi genere e forma musicale, perché sentire Musica aiuta a cambiarci intimamente e, di conseguenza, a cambiare il mondo».

Insomma, non un’autobiografia, ma un saggio, dove si parla di Musica ed ecologia dei sentimenti e si sostiene che «siamo quello che sentiamo», ovviamente addentrandosi in considerazioni e spiegazioni molto approfondite e basate su esperienze vissute in prima persona: «Ho concorso a fondare tre gruppi, tra cui la Premiata Forneria Marconi. Ho scritto, suonato, arrangiato, cantato davanti a pubblici di quasi tutti i continenti. Da 35 anni vivo con futuri musicisti che la Musica la studiano al CPM Music Insitute di Milano. Da più di 30 frequento altri particolari tipi di ascoltatori: quelli che sono rinchiusi in carcere. Condivido con loro un diverso modo di ascoltare Musica che prevede un dialogo diretto e senza filtri, grazie al quale studio i fenomeni di relazione tra la Musica strumentale e la loro personale struttura affettiva».

Franco Mussida

«La Musica e la persona», scrive Mussida, «sono una sola cosa, l’una abita l’altra e viceversa. Eppure, nonostante si amino alla follia, in fondo in fondo si conoscono davvero poco. Si usano da sempre, sono come una coppia che vive insieme per abitudine ormai da millenni, ma che oggi mostra segni di crisi. Sul piano sociale gli ascoltatori sono sempre più divisi sul ruolo della Musica, soprattutto quella prodotta dalla corrente più popolare. Grandi quantità di persone, di famiglie, guardano con sempre maggiore sospetto e apprensione l’uso che se ne fa, l’impatto che ha sui loro figli. Le generazioni dell’era pre-virtuale e post-virtuale si guardano con sempre maggiore sospetto e sempre minore rispetto. Eppure la Musica, il “fenomeno Musica”, l’abbiamo creato noi. Dubitare di lei significa avere dubbi su noi stessi».

È un libro molto istruttivo, questo Il pianeta della Musica(Salani Editore, 288 pagg., 15,90 €). Per esempio, ad un certo punto Mussida spiega in modo chiaro come e quanto sia cambiata la Musica negli ultimi anni grazie all’uso del cosiddetto clock(il metronomo elettronico), oppure parla della “sclerosi ritmica”, una forma di sincronismo ritmico con effetti simili a quelli causati dal morbo di Parkinson. Ma dà anche consigli pratici, per esempio si trasforma in una sorta di “sommelier della Musica” e spiega come si può imparare a “degustare” la Musica.

Da notare che questa parola è sempre scritta con la M maiuscola, quasi a voler sottolineare l’enorme rispetto che l’autore ha nei suoi confronti: «Musica mi sento di scriverla con la M maiuscola. Non è un vezzo per distinguere quella buona da quella cattiva, ma un modo per sottolineare una qualità che sta prima delle forme, dei generi, la Musica che li comprende tutti senza distinzione, costituita da un codice, da principi cardine e regole pratiche».

«Tra le ragioni che mi hanno indotto a scrivere, a sintetizzare in queste pagine le mie esperienze», spiega Mussida, «c’è anche la forte sensazione di incertezza che si percepisce nel mondo della Musica in questo particolare momento storico, specie nelle sue forme più popolari. Se ne parla dappertutto, troppo, ma se ne parla quasi esclusivamente per discutere sulla qualità di un prodotto commerciale dalle mille forme. Oppure se ne parla come fenomeno sociale, culturale, di costume, ma non certo come esperienza affettiva ed emotiva profonda». Ecco, ora Il pianeta della Musica copre anche questo gap.

Mussida

Avrò il piacere di dialogare con Franco Mussida in due occasioni:
– giovedì 4 aprile ore 21 alla biblioteca Tilane di Paderno Dugnano (Mi) per Storie in fiera
– domenica 2 giugno ore 18 a Chiavari per il Festival della parola.
Altre presentazioni già fissate:
– giovedì 11 aprile alle ore 12,45 (convegno “Voci e suoni di dentro e di fuori”, Auditorium Conservatorio di Padova)

– giovedì 11 aprile ore 18,30 libreria Mondadori Duomo a Milano
– domenica 12 maggio ore 19,30 rassegna “Prendi il libro e mangia”, Refettorio Ambrosiano Milano
– giovedì 30 maggio ore 20 Società Antroposofica Milano

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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