Levante: “Andrà tutto bene”, fra dramma e speranza

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Italia 2019. Quanto costa avere ancora speranza in un futuro migliore se i punti di riferimento sono sempre più vacillanti e l’odio diventa consuetudine? Ce lo racconta Levante, che torna alla musica con Andrà tutto bene  dopo la pubblicazione del suo secondo romanzo lo scorso anno,  e lo fa con un brano che è tutto tranne che leggero, furbo o radiofonico.  Il testo é inserito dell’attualità come fu per Non me ne frega niente , ma è molto più scuro, claustrofobico e feroce anche nell’ interpretazione che ne dà la cantautrice siciliana.  Strofe che fanno riferimenti ben chiari a fatti di pubblico dominio , e su frasi come “arrestano un ragazzo/ lo uccidono per speccio” é impossibile non pensare a Stefano Cucchi (il giovane arrestato per droga e massacrato in carcere, al quale é stata data giustizia solo pochi mesi fa, dopo 9 anni di calvario affrontato soprattutto dalla sorella Ilaria).  Levante é come se passasse in rassegna tutto ciò che la indigna e che le fa sentire “la speranza appesa a un filo che sembra un cappio”. È un futuro incerto, lacunoso, per molti aspetti buio, un presente in cui l’insoddisfazione é al culmine e “mi chiedo ancora quanti sogni devo allo stato/ in questo stato”. Non si nasconde dietro false speranze, Levante. Usa la parola immigrato in un clima di razzismo che spesso sembra riportare al medioevo, in un Paese in cui ancora si manifesta per ciò che si crede essere tradizionale, giusto e intoccabile, lasciando morire  degli esseri umani in mare. Una fotografia impietosa di un presente senza appello, in cui resta una solo grande sostegno, quello  delle braccia di chi amiamo, che ci stringono e annullano la paura, e tre parole che sembrano quasi sussurate, se lo immaginiamo: Andrà tutto bene.

Testo completo di Andrà tutto bene

Con che fiducia avanzo
Un passo dopo l’altro
Se la speranza è appesa a un filo che sembra un cappio
Incappo in un sacchetto
Della tua indifferenza
In fondo a questa strada hanno già perso la pazienza
I corsi di paura, ricorsi della storia
Per trattenerci in una morsa senza memoria
Senza memoria.

Mi muovo in imbarazzo
Nel caldo di dicembre
Si scioglie il mondo ma il tuo pollice non è verde
Ti piace la natura
Ma non sai dare aiuti
Ti va di fare un tuffo in mare ma poi ti rifiuti
Tra i tuoi rifiuti tu ti rifiuti
Poi mi rifiuti, poi ci rifiuti… tutti.

Questo è il futuro che sognavi per te?
Credevi fosse più lontano eh?
Ti senti fuori tempo limite
Contro ogni previsione
Hai perso il desiderio della rivoluzione

Arrestano un ragazzo
Lo uccidono per spaccio
l’involuzione che fa specie trova consenso
La vita è un dono sacro
L’eutanasia è un peccato
Se muore un uomo in mezzo al mare
È solo un immigrato
Si paga pure l’aria
La gente non respira
Mi chiedo ancora quanti sogni devo allo stato
In questo stato

Questo è il futuro che sognavi per te?
Credevi fosse più lontano eh?
Ti senti fuori tempo limite
Contro ogni previsione
Hai perso il desiderio della rivoluzione

Tempi deserti di coraggio
Stavamo bene quando stavamo peggio
Le frasi fatte per parlare
Fare l’amore e non pensare
Tienimi stretta in un abbraccio
Non ho paura se ci andiamo insieme
Del domani mi ripeti che
Andrà tutto bene

Questo è il futuro che sognavi per te?
Credevi fosse più lontano eh?
Ti senti fuori tempo limite
Contro ogni previsione
Hai perso il desiderio della rivoluzione

 

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