Noi

Sono come noi, sono il nostro contrario. Prenderanno il nostro posto?

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NoI
di Jordan Peele
con Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker,
Yahya Abdul-Mateen II
Voto Tutto intelligenza

Una famiglia di afroamericani consumisti, i Wilson (Gabe padre tontolone, Adelaide madre ex danzatrice, Zora figlia sempre al cellulare, Jason bambino sempre con una maschera) va al mare a trovare una famiglia di bianchi anche più consumisti. Noia, un po’ di invidia, inquietudine: quel posto a Adelaide non piace, da bambina, dopo aver incrociato un tipo che esibiva su un cartone Geremia 11.11, nella casa degli specchi di un luna park credette di incontrare se stessa. A sera, sul vialetto della villetta di vacanza, appaiono un padre, una madre, una figlia e un figlio, muti, vestiti con tute rosse da carcerati, armati di forbici. E irrompono come in A sangue freddo o in Funny Games di Haneke. E sono loro, i contro-Wilson, cioè i loro doppi, e sono rovesciati: violenti quanto loro sono educati, maligni quanto loro sono gentili, stupidi quanto loro sono intelligenti, affamati quanto loro sono sazi. Hanno avuto una vita solo di rovesci. E quando i Wilson gli chiedono chi sono, quelli rispondono “Americani”. Jordan Peele, premio oscar alla sceneggiatura per Scappa – Get Out, il brillantissimo rovesciamento di Indovina chi viene a cena dove una ragazza bianca presenta alla famiglia un fidanzato nero, ma perché venga mangiato, sale in ambizioni e confeziona un horror che dell’horror vero e proprio rispetta certi canoni classici, ma li usa per messaggi più complessi: psicologici (chi siamo davvero?), identitari, razziali, politici (un esercito di affamati identici a noi è pronto a mangiarci per sopravvivere), mistici (Geremia 11.11 dice dei fasi idoli “Perciò, così parla l’Eterno: Ecco, io faccio venir su loro una calamità, alla quale non potranno sfuggire. Essi grideranno a me, ma io non li ascolterò”. La profezia, si scatena quando la radiosveglia segna le 11.11) e non mancano le teorie del complotto su cosa nasconde il sottosuolo americano. Noi somma alle ambizioni molti cambi di ritmo, e forse cambierà le abitudini di consumo e di considerazione dell’horror. Per spettatori che cercano solo lo spavento si presenta arduo. Ma la sorpresa vale la pena.

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