La proiezione sarà accompagnata al pianoforte da Francesca Badalini
Nel 1913 Robert Flaherty affascinato dall’ esplorazione di territori inospitali e difficilmente raggiungibili, ha una intuizione, quella di portare nella sua nuova avventura alla baia di Hudson una cinepresa, all’ epoca considerata ancora una diavoleria poco raccomandabile. Il suo intento è quello di girare il maggior numero di metri di pellicola con l’intento di ammortizzare i costi della spedizione con la proiezione delle sale cinematografiche dei suoi filmati. Poi migliorata la sua tecnica di ripresa, Flaherty nel 1922 torna per la quinta volta nella stessa zona per girare un film intitolato Nanuk l’esquimese e realizzato con la collaborazione di un gruppo di abitanti del Circolo Polare Artico. Il suo scopo è quello di osservare la vita della gente, il loro modo di sopravvivere ad una natura selvaggia e crudele con temperature proibitive. Ne nasce così un classico del documentario antropologico, che ispirerà molti altri cineasti. La storia è incentrata su Nanuk l’esquimese, che con la sua famiglia, le sue mogli, due figli, uno di soli quattro mesi e il suo cane Comok, sbarca dal kayak. Tutti vanno nel Grande Igiù, l’emporio locale dell’uomo bianco per barattare le pellicce raccolte nella caccia con coltelli, dolci e collane. L’ uomo è molto attratto dal grammofono che gli permette di sentire la voce umana e la musica. Poi la pellicola ci mostra l’esistenza di quella popolazione che vive in quella desolata distesa di ghiaccio e neve, spesso impegnata nella cattura delle foce necessarie a sfamarsi, mentre il tempo sta per peggiorare ed è perciò necessario rifugiarsi al più presto in un iglù abbandonato coprendosi con mucchi di pellicce. Terminata l’impresa cinematografica, al regista rimane il problema di vendere il suo lavoro. Fortunatamente dopo molti rifiuti, il film è presentato al Capitale Theater di New York, ma solo perchè abbinato ad una comica di Harold Llyod. Grazie a questo marchingegno l’opera ottiene un grande successo prima in Europa e poi in America. La Paramount allora decide di finanziare un altro progetto di Flaherty. Nasce così un nuovo modo di fare cinema…






































